Movimento Liberi Giornalisti: Pirovano (OdG) e Gallizzi (FNSI) “Arresto Gangemi, intervenga Mattarella”

(4) “Intervenga subito il Presidente della Repubblica. Un Paese civile e democratico non può accettare che avvengano queste assurdità”.

Associazione Giornalisti Reggini su arresto Gangemi: “Provvedimento vergognoso, a criminali feroci concesse misure alternative alla detenzione”

(5) L’Associazione Giornalisti Reggini si stringe attorno al suo vicepresidente, il collega Maurizio Gangemi, per l’ennesimo provvedimento vergognoso attuato nei confronti del padre 81 enne, il giornalista Francesco Gangemi,

Reggio di Calabria: arresto Gangemi, La Camera (Leggende Amaranto) “Se si persegue un giornalista per aver espresso le proprie opinioni, questa non è la mia giustizia”

(3) "Da Presidente dell'Associazione “Leggende Amaranto” ma soprattutto da cittadino sono profondamente indignato e addolorato per il provvedimento giudiziario emesso nei confronti di Francesco Gangemi, padre del "nostro" Maurizio Gangemi.

Arrestato il giornalista Francesco Gangemi, 81 anni

(2) Il giornalista Francesco Gangemi, 81 anni compiuti il 28 settembre scorso, invalido al 100 per cento e gravemente ammalato, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Catania

I giudici ci ripensano, ai domiciliari il giornalista di 79 anni. L’Europa ci bacchetta sulla libertà di stampa. E i magistrati fanno dietrofront: Gangemi, anziano e malato, torna a casa

di Gianpaolo Iacobini. Esce dal carcere e va ai domiciliari Francesco Gangemi. Ma l'Italia che manda in galera i giornalisti ha un avversario: l'Europa.  Ha lasciato ieri la casa circondariale di Reggio Calabria il direttore del mensile Il Dibattito, spedito in cella a 79 anni – sebbene invalido e malato di cuore e di tumore – per scontare una pena a due anni di reclusione derivante da alcune condanne per diffamazione.

Il giornalista reggino in carcere da 6 giorni diventa un caso nazionale mentre in città è calato il silenzio…

di Peppe Caridi. Da quando s’è trovato la polizia al campanello di casa alle nove del mattino, sabato scorso, sono passati esattamente 6 giorni. E dopo 144 ore è ancora lì, in carcere, dietro le sbarre come se fosse un delinquente, un criminale. Ma Francesco Gangemi, noto giornalista reggino, sta vivendo questo momento con straordinaria dignità nonostante gli acciacchi dell’età: ha 79 anni ed è gravemente malato ma al tempo stesso orgoglioso e fiero. Fiero della sua storia, del suo impegno professionale e civile sempre caratterizzato dalla libertà.

Arresto giornalista Gangemi: le capriole delle Procure, da Catanzaro a Catania passando per il ponte che non c’è

di Ernesta Adele Marando. Reggio Calabria. Sabato mattina 5 ottobre 2013 il Giornalista Francesco Gangemi si è visto arrivare in casa un drappello di militi. Militi che, gentili per carità, con grande garbo lo hanno condotto in carcere. In quel carcere dove lui non ci sarebbe mai dovuto entrare stando ai fatti e alle carte. Ma evidentemente le carte si incartano e succede che il mazzo si smazza e le procure da Catanzaro a Catania fanno le capriole. E il giornalista dottore Francesco Gangemi, reo di non mandare niente a dire dai picciotti ai collettini inamidati, si è guadagnato il carcere.

Reggio, caso-Gangemi. Franco Siddi: “sollievo umano per la concessione dei domiciliari”

di Ilaria Calabrò. La decisione del Giudice di sorveglianza di Reggio Calabria di far uscire da una cella il giornalista settantanovenne Francesco Gangemi, portato in carcere sabato scorso per scontare una condanna per diffamazione a mezzo stampa e per essersi rifiutato a rendere note fonti fiduciarie di notizie, va accolta con sollievo umano”.

Reggio, scarcerato il giornalista Francesco Gangemi: concessi gli arresti domiciliari

Ha ottenuto gli arresti domiciliari il direttore de “Il dibattito”, Francesco Gangemi, di 79 anni, arrestato nei giorni scorsi perché deve scontare una condanna a 2 anni per diffamazione aggravata a mezzo stampa. I giudici del tribunale di sorveglianza di Reggio Calabria hanno accolto l’istanza dei difensori, gli avvocati Lorenzo Gatto e Giuseppe Lupis.

Fnsi, Siddi: “Bene arresti domiciliari Gangemi”

Roma. "La decisione del Giudice di sorveglianza di Reggio Calabria di far uscire da una cella il giornalista settantanovenne Francesco Gangemi, portato in carcere sabato scorso per scontare una condanna per diffamazione a mezzo stampa e per essersi rifiutato a rendere note fonti fiduciarie di notizie, va accolta con sollievo umano”.

Giornalisti: concessi i domiciliari a Francesco Gangemi, arrestato nei giorni scorsi per condanna 2 anni per diffamazione

Ha ottenuto gli arresti domiciliari il direttore de "Il dibattito", Francesco Gangemi,di 79 anni, arrestato nei giorni scorsi perché deve scontare una condanna a 2 anni per diffamazione aggravata a mezzo stampa. I giudici del tribunale di sorveglianza di Reggio Calabria hanno accolto l'istanza dei difensori, gli avvocati Lorenzo Gatto e Giuseppe Lupis.

Giornalisti: Reggio Calabria, Gangemi arrestato per diffamazione va ai domiciliari

(Adnkronos) – Sul caso interviene anche il segretario generale della Fnsi Franco Siddi che accoglie il provvedimento “con sollievo umano. Resta però lo sconcerto – prosegue – per la decisione a monte di mandare in galera un uomo di settantanove anni, per di più malato, mentre la Corte europea di Strasburgo condanna ripetutamente l’Italia per quello che rimane un mostro giuridico, il carcere per i reati a mezzo stampa.

Ai domiciliari il giornalista Francesco Gangemi. Carlo Parisi: “Sollievo, ma non abbassiamo la guardia. Intervenga il Parlamento”. Franco Siddi: “Una pena in assoluta sproporzione”

REGGIO CALABRIA – Ha ottenuto i domiciliari il direttore de “Il dibattito”, Francesco Gangemi, 79 anni, arrestato nei giorni scorsi e rinchiuso nel carcere di Reggio Calabria perché deve scontare una condanna a 2 anni per diffamazione aggravata a mezzo stampa. A stabilire il provvedimento, i giudici del Tribunale di sorveglianza di Reggio, che hanno accolto l’istanza dei difensori del giornalista – tra l’altro affetto da diverse e gravi patologie – gli avvocati Lorenzo Gatto e Giuseppe Lupis.

Provincia di Reggio Calabria, Antonio Eroi incontra i vertici della Lidu. Tra i temi affrontati con il presidente Alfredo Arpaia l’urgenza di indulto e amnistia, già ribadita da Giorgio Napolitano. Eroi chiede anche scarcerazione di Francesco Gangemi

di Tiziana Primozich. Roma, 10 ottobre – “Il messaggio alle Camere del presidente Giorgio Napolitano, che chiede con urgenza un provvedimento legislativo per risolvere la questione del  sovraffollamento carcerario, per cui l’Italia è stata sanzionata anche dalla Corte di Strasburgo, è un vero atto di coraggio che trova sponda favorevole e pieno appoggio da parte di tutti coloro che nel loro ruolo istituzionale perseguono da tempo la salvaguardia dei diritti umani” così Antonio Eroi, presidente del Consiglio provinciale di Reggio Calabria a margine di un incontro avvenuto ieri nella sede della Lidu onlus nazionale,

Cronista in cella per gli errori della procura. Il caso di Francesco Gangemi: il 79enne ha chiesto misure alternative, ma i giudici hanno ignorato l’istanza

di Gianpaolo Iacobini. Non doveva finire dietro le sbarre Francesco Gangemi, direttore del mensile Il Dibattito. Non poteva. Lo grida il suo avvocato, Giuseppe Lupis, mostrando le carte che smontano l'ordine di carcerazione che tiene in guardina il giornalista reggino a dispetto dei suoi 79 anni e di condizioni di salute che definire precarie sarebbe un eufemismo: un cuore che batte solo perché sospinto da 4 by pass, un corpo scosso dai fremiti del Parkinson, la chemio che ha portato via pezzi di prostata e di fegato.

Ungp: “Scarcerare subito il giornalista Francesco Gangemi”. Il Consiglio Nazionale fa proprio l’appello lanciato dal segretario e dal vicesegretario della Fnsi, Franco Siddi e Carlo Parisi

ROMA – Ferma protesta dell’Unione Nazionale Giornalisti Pensionati per l’assurdo arresto del giornalista calabrese Francesco Gangemi, di 79 anni. “E’ grave – affermano in un documento i componenti del Consiglio nazionale dell’Ungp – che la magistratura, pur in presenza di una legislazione che prevede il carcere per i reati di diffamazione a mezzo stampa, e che perciò è stata giudicata incompatibile dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, non abbia individuato misure alternative alla detenzione considerate anche le condizioni di salute del collega Gangemi e l’età”.

Arrestare un giornalista di 79 anni é un attentato alla libertà di stampa? Si tratta di una vicenda, così grottesca, che solo in Italia poteva verificarsi!

Abbiamo appreso la notizia solo ieri su FB, leggendo la lodevole iniziativa assunta prontamente dai colleghi milanesi Peppino Gallizzi e Paolo Pirovano, le cui intenzioni sono volte ad affermare il principio di libertà dei giornalisti italiani. Un principio, tra l’altro, scritto nella nostra Costituzione (Art. 21), che affida ai giornalisti il diritto-dovere di informare i cittadini – ma anche con l’intenzione di sensibilizzare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Caso Gangemi. «Dai giudici un atto grave. Anche l’Europa ci ha appena condannato per il carcere ai giornalisti»

di Chiara Rizzo. Parla Pirovano (Ordine dei giornalisti), autore di una appello a Napolitano per la liberazione del cronista calabrese malato e incarcerato a 79 anni. È ancora in carcere a Reggio Calabria per diffamazione Francesco Gangemi, giornalista 79enne con seri problemi di salute.

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