Il 26 agosto si celebra la “Giornata mondiale del cane”

(178) Dal 2004 anche i nostri amici a 4 zampe hanno una festa loro dedicata grazie alla “Giornata mondiale del cane”. L’idea è nata da Colleen Paige, comportamentista cinofila e scrittrice, considerata tra i principali esperti di animali domestici negli Stati Uniti e fondatrice del National Puppy Day.

È stato scelto proprio il 26 agosto in quanto questa data risale al primo cane adottato dalla famiglia Collen e che oggi vuole mettere in risalto un messaggio di sensibilizzare all’adozione.

Sulla sua pagina web si legge il pensiero della fondatrice: “Milioni di cani vengono uccisi ogni anno perché sono indesiderati […] non tutti capiscono come prendersi cura adeguatamente delle esigenze della razza. […] Tutto ciò che un cane vuole fare è amarti ed essere amato da te. I cani sono esseri incredibili, coraggiosi, sensibili e senzienti che meritano compassione e rispetto”.

E infatti non a caso i cani vengono da sempre ritenuti i migliori amici dell’uomo, riescono a catalizzare gioia e positività.

In Italia una famiglia su due decide di prendersi cura di un cane che diviene un vero e proprio componente, anche le città stanno diventando a misura loro, attrezzandosi per accogliere i teneri pelosi anche in locali e ambienti lavorativi.

Sono  innegabili gli effetti positivi che riescono a trasmettere all’uomo dai più giovani fini  a coinvolgere i meno giovani, secondo alcuni studi inoltre concorrono a porre fine ad una vita sedentaria per assecondare la necessità di fare attività fisica da parte degli amici a 4 zampe.

Inoltre i cani ben si prestano alla Pet Therapy ossia la terapia dell’animale da affezione, impiegati per facilitare la riabilitazione di  bambini, anziani, persone con disabilità o disturbi psichiatrici.

La Giornata mondiale del cane rappresenta quindi un inno all’amore assoluto e disinteressato dell’animale fedele per antonomasia, proprio per questo come disse Arthur Schopenhauer: “Chi non ha mai posseduto un cane, non sa cosa significhi essere amato”.

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Author: Simona Nato