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Maria di Nazareth - Una storia che continua Stampa E-mail
Scritto da Katia Sergi   
Venerdì 15 Gennaio 2010 15:53

Niente sold out ieri sera al Teatro Cilea per la “prima” del musical “Maria di Nazareth - Una storia che continua” (il libretto ed alcune foto di Pasquale Garreffa) della regista Maria Pia Liotta. Lo spettacolo, iniziato in ritardo per aver atteso che il Sindaco si accomodasse accanto all’Arcivescovo (bontà sua!, n.d.r.), ha destato qualche perplessità nel pubblico presente anche se, comunque giustamente, alla fine il cast si è visto recapitare gli applausi dovuti. La libera interpretazione di una storia, non di una qualunque ma della “Storia” per eccellenza della cristianità, ha forse deluso le aspettative di chi si era avvicinato allo spettacolo leggendone i giudizi e le recensioni. Quello che ha colpito, per esempio, è stata la ripetitività delle scene nel corso delle quasi tre ore di spettacolo (ovviamente con i personaggi nel mentre “cresciuti”), scene e musiche si sono ripetute e questo non è piaciuto. Nel ruolo di Maria l’attrice Alma Manera, figlia della Liotta, che, seppur brava come attrice e cantante, è sembrata voler forzare la mimica interpretativa amplificandone la drammaticità ben oltre anche il “giusto”.

Il musical “Maria di Nazareth, una storia che continua”, nasce dall’idea portante di raccontare la storia più straordinaria mai accaduta dando centralità alla figura di Maria. Maria donna e Maria madre. Maria di Nazareth e Maria del Mondo, Maria, madre di tutti i tempi perché la donna più importante della storia dell’umanità. Oltre ad essere il tramite di Dio con il figlio Gesù, Maria è anche il tramite di Gesù con la Chiesa. Un ponte ideale tra ieri, oggi, domani e sempre: “una storia”, appunto, “che continua”. La storia di una donna che ha un destino da compiere, un destino assolutamente speciale. Maria, detta anche “la silente”, è colei che ascolta, sussurra e decide. Una donna terrena che è stata prescelta tra le donne. La sua vita riassume quella delle donne di tutti i giorni ricca di emozioni ed esperienze tanto comuni quante straordinarie. L’importanza del ruolo che la donna deve avere nella famiglia, nel matrimonio, nell’educazione dei figli, nella società, nell’esempio di vero amore e di totale dedizione. E’ Maria il vero messaggio di amore universale, colei che dona il proprio figlio per la salvezza dell’umanità. Eucarestia per il mondo, vivendo in maniera terrena il dolore di una madre che vede morire il proprio figlio, spettatrice impotente della volontà di Dio che preferirebbe, come tutte le madri, morire al posto del figlio. Maria cuore immacolato, Santa tra le Sante, ascesa al cielo dove si ricongiunge con il figlio ed il marito Giuseppe. Maria, la fornaia di Nazareth, che, oltre a donare pane alla sua comunità, sarà chiamata a donare suo figlio all’intera umanità quale pane eucaristico del mondo. Per la prima volta è Maria la protagonista della storia su cui si basa il Cristianesimo. La sua vita raccontata attraverso la storia che tutti conosciamo con la formula del musical quale linguaggio musicale diretto ed universale che si concede licenze poetiche e qualche momento di fantasia nel rispetto delle Sacre Scritture. “Recitare Maria è il sogno di ogni attrice che porta in scena il teatro religioso” – afferma don Antonio Tarzia, direttore di “Jesus” -, “più che professionalità, più che bravura, credo che per Alma (Manera, n.d.r.) necessiti il saper cogliere l’intensa emozione intensa per poter rispondere “si” all’Angelo che aspetta trepido”. “Cantare poi il Magnificat con sentimento pieno” – continua don Antonio – “certa di parlare con Dio e di essere ascoltata perché la sua voce solista è la nota più alta del coro degli umani che si uniscono nell’abbraccio dell’Amen, diventa un’esperienza esaltante”. “Un sogno diventato musica e canto, danza e preghiera con la totalità del corpo che dà fondo alle sue risorse comunicative e vola nelle trasparenze, nelle dissolvenze incrociate dei gesti ritmici”. “Questo musical su Maria di Nazareth” – chiude don Antonio –, “donna del sabato e donna dell’aurora, inventato e tenacemente voluto da un cenacolo di amiche spiritualmente legate e fortemente motivate (Maria Pia – Liotta -, Dorothy – Ciampa - ed Alma – Manera-) girerà il mondo perché più che uno spettacolo è un progetto di vita, è la partecipazione a una vocazione unica, quella di Maria, che canta e danza perché non riesce a tener fermo il cuore”. Note: libretto a cura di Maria Pia Liotta e Adele Dorothy Ciampa; musiche di Stelvio Cipriani; coreografie: Salvator Spagnolo; supervisione grafica: Luciano Cannito; scenografie: Antonella Luberti; arredo di scena: Ketty Liotta; light designer: Marco Policastro; suono: Antonio Taccone; direttore di scena: Danilo Amicucci; produzione esecutiva: Ennio Salomone; organizzazione e relazioni istituzionali: Sergio Pellerey; legale: Paolo Tortelli; regia: Maria Pia Liotta. Il cast: Maria di Nazareth: Alma Manera; l’angelo dell’Annunciazione: Salvator Spagnolo; Gesù: Luigi Cassandra; Giuseppe: Corrado Sena; Elisabetta: Pina Magri; Barabba: Marco Nardella; l’angelo: Antonio Di Marca; il diavolo Sharo Petrillo; Simeone: Federico Longhi; Gioacchino: Nicola Ciulla; Anna: Luisa Moscato; Halina: Argia Sara Pastore; Giovanni Battista: Robert Iaboni; Zaccaria: Gianluca Simon; Ester: Mariangela Aruanno; Sara: Rossella Repaci; Ruth: Marina Abbrescia; padrona harem: Rita Della Torre; Maria piccola e Gesù piccolo: Cristina Liotta; Elisabetta piccola e Giovanni Battista piccolo: Ludovica Poeta; padre di Elisabetta: Giovanni De Filippi; Maddalena: Penelope Landini; donne di Nazareth: Elisabetta Russotto e Valentina Chisci; sposo di Cana: Francesco Forte; Apostolo Luca: Luca Varone; soldato: Francesco Russo. Il corpo di ballo: Melania Ambrosio, Alessandro Campanale, Giammarco Capogna, Francesco Cariello, Giuseppe Ciccone, Cristina Da Villanova, Deborah Frittella, Laura Gallinella, Gian Maria Giuliattini, Benedetta Imperatore e Lorenza Vicidomini. Orchestra del Teatro Cilea di Reggio Calabria.

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