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Saint Christophe (AO): dopo la gara parla mister Atzori Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Gangemi   
Sabato 24 Luglio 2010 18:47

E’ finita da qualche minuto la gara tra Reggina e Spezia di cui trattiamo in altra parte. Ovviamente non si possono trarre conclusioni, ma qualche indicazione certamente si. La Reggina è un cantiere aperto e lo si capisce guardando giocare alcuni calciatori. C’è chi ci mette l’anima (o almeno ci prova) e chi, invece, gioca con apparente sufficienza vuoi perché sa che la Società intende cederlo vuoi anche perché egli stesso ha chiesto di esser ceduto. Appena ha un attimo di tregua, ci avviciniamo a mister Atzori (nella foto) e scambiamo quattro chiacchiere con lui anche per capire, perché appena arrivati in terra valdostana, come stanno andando le cose dopo 10 giorni di lavoro a prescindere dalla gara di oggi. Eccolo.

Mister, partiamo dalle indicazioni che ha avuto da questi 90 minuti di gioco. “Io preferisco partire da quelle positive, da ogni gara inizio da quest’ultime. Credo che oggi, in mezzo al campo, Missiroli, Nicolas Viola e Rizzo mi hanno dato delle buone indicazioni attraverso un ottimo equilibrio dimostrato in quella zona del terreno di gioco. Tutto questo soprattutto in considerazione del fatto che era la prima volta che davo a Rizzo la responsabilità di partire dall’inizio. Il ragazzo si è comportato molto bene, mi è piaciuto molto il suo dinamismo, mi è piaciuta molto la sua grinta ed lo spirito con cui ha giocato. Poi, per il resto, per quanto riguarda la difesa e l’attacco sinceramente c’è molto, molto, molto da lavorare perché oggi non ho visto niente di tutto quello che avrei voluto vedere sia dalla prima che dal secondo”. Sappiamo che la Società sta vivendo un periodo di evidente difficoltà, lei che al comando dell’espressione massima della Società stessa ne subisce le ripercussioni oppure continua ad allenare più o meno tranquillamente tenendo conto però che il suo è un vero e proprio cantiere aperto? “Indubbiamente l’avere a disposizione 34-35 giocatori e riuscire ad organizzare il lavoro per tutti loro è cosa certamente difficile ma anche inevitabile per la situazione in cui ci troviamo. Però devo anche dire che fino ad oggi le cose sono andate abbastanza bene anche perché ho la piena disponibilità da parte dei ragazzi ai quali ho chiesto che, in campo, si dimentichino quelli che sono le singole problematiche. Se così non avvenisse, sarei costretto a prendere delle decisioni ed a farli allenare in maniera differente da come voglio. La risposta in campo, per quello che mi riguarda, sotto il profilo dell’impegno, sono state positive. E’ fuori dubbio che, finito l’allenamento, ognuno ritorna a pensare ai propri problemi e chi vuole andar via sicuramente non può avere la stessa testa di chi invece crede in questo progetto, crede in questa stagione, crede in questa Reggina. Le difficoltà stanno soprattutto nei tempi morti, in albergo, dopo cena, ognuno porta il suo umore non dei migliori se non lo è a priori. Credendo che in situazioni come quelle che sta vivendo la Reggina ci siano molte altre squadre penso che sia l’allenatore a dover sapere gestire anche queste situazioni che, pur ammettendo non sia affatto facile, deve andare avanti lo stesso. Basta volerle le cose ed alla fine ci si riesce sempre”. Il rapporto con il presidente Foti e con due grandi ex capitani della Reggina del passato (Giacchetta e Cozza, oggi in Società con ruoli ben diversi che allora) supponiamo sia costante e continuo. Alla luce di tutto questo lei è ottimista per il prosieguo della preparazione e, cosa ben più importante, per la prossima stagione 2010/2011? “Certo che sono ottimista, assolutamente si! A mio avviso ho un buon gruppo formato da ottimi giocatori. Naturalmente con il presidente e con Giacchetta sono in costante e giornaliero per quello che riguarda quello che succede qui e c’è collaborazione reciproca e rispetto dei ruoli. In campo decido io e mi prendo tutte le responsabilità, per quello che riguarda poi l’assemblaggio di questa squadra, su chi va via, su chi resta e su chi arriva, è giusto che se ne occupino loro in collaborazione con il sottoscritto”. Questa stagione è iniziata in maniera diametralmente opposto rispetto a quella disastrosa conclusasi a maggio scorso (ovviamente non possiamo che compiacercene), ma un obiettivo comunque questa Reggina l’avrà. “Certo che ce l’ha ed è quello di far bene. Non è un obiettivo da poco, glielo garantisco. L’obiettivo è quello di ridare entusiasmo ad una piazza che lo merita. E’ chiaro che questo dipenderà esclusivamente da noi. Entrambi gli obiettivi (far bene ed infondere entusiasmo) sono entrambi importanti e non saranno facili da raggiungere perché il campionato di B avete visto che è lungo e difficile ed un campionato dove devi essere sempre concentrato perché si deve creare quell’equilibrio tra gli umori dopo le vittorie e dopo le sconfitte. Non bisogna entusiasmarsi troppo quando vinceremo, ma non bisogna nemmeno deprimersi troppo quando perderemo. Ed il primo ad avere questo equilibri dev’essere proprio l’allenatore che rappresenta la guida dei suoi ragazzi. Ripeto, noi siamo qui per lavorare e poter esser certi che lo facciamo con il massimo dell’impegno. Questa è l’unica promessa che posso fare e cioè che io ed i ragazzi ci impegneremo fino all’ultima energia per questa maglia perché è assolutamente giusto che sia così. Poi, proclami non ne faccio primo perché non è mio costume e poi perché, avete visto tutti, come si è rimasti delusi dopo la scorsa stagione in cui Società e tifosi si erano creati delle aspettative tradite dai fatti. Partiamo con l’umiltà di chi vuol fare bene in questo campionato, questo vuol dire tanto e credo che tolga eccessive responsabilità a questi giovani calciatori”. Il presidente ha coniato un nuovo binomio per questa Reggina, “giovane ed ambiziosa”. In questi primi 10 giorni di ritiro ha visto dei giovani ambiziosi? “Si, questo posso sicuramente dirlo. Ho dei ragazzi che hanno una gran voglia di fare bene. Sicuramente dovranno ancora crescere, dovranno ancora lavorare, non dovranno mai smettere di dosso l’entusiasmo che caratterizza i giovani. Naturalmente, in questa squadra, c’è anche chi deve portare l’esperienza che ha in dote. Questo è il giusto mix, entusiasmo ed esperienza sperando che leghino tra di loro e ci portino al raggiungimento dei risultati.

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Luglio 2010 08:49
 

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