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Rinaldo Mammoliti: l' "ambasciatore" di Reggio Calabria in Val d'Aosta Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Gangemi   
Lunedì 26 Luglio 2010 13:02

E’ sicuramente un personaggio (in senso buono, s’intende). Ne abbiamo sentito parlare e ne abbiamo letto le doti per anni ascoltando e leggendo le cronache provenienti dai vari ritiri valdostani della Reggina. E’ reggino purosangue, di San Giorgio Morgeto per l’esattezza, ed è profondamente orgoglioso di esserlo tanto da mettersi spontaneamente al servizio della maggiore espressione sportiva della regginità. E’ Rinaldo Mammoliti (nella foto), 45enne giusto ieri, da molti anni trapiantato in questa splendida terra così diversa dalla natìa. Lo abbiamo conosciuto immediatamente al nostro arrivo qui in ritiro, affabile e cortese sempre pronto a mettersi a disposizione delle esigenze di noi giornalisti.

Con la Reggina, Società e squadra, ha un rapporto splendido e durevole da almeno due lustri. Per i dirigenti è un insostituibile punto d’appoggio, per l’allenatore e la squadra è di certo un punto di riferimento ineguagliabile. Mentre aspettiamo Lorenzo Burzigotti nella sala per le interviste ricavata all’interno dell’Hotel Casale (nella foto) per la quotidiana conferenza stampa, cogliamo l’occasione e scambiamo due chiacchiere con il nostro “ambasciatore” in terra di Val d’Aosta. La quasi totalità del merito per la riuscita del ritiro della Reggina qui a Saint Christophe lo dobbiamo a te. “A me per quanto riguarda l’organizzazione e per quello che riesco a fare. Faccio tutto quello che hai visto fondamentalmente perché la Società lo merita, siamo giunti ormai al decimo anno che mi occupo di questo, e cerco di farlo al meglio per far star bene la Reggina con anche, a dire il vero, degli errori certamente non voluti ma sperando che alla fine tutto vada bene.”  Sei uno dei tanti reggini che vive lontano dalla terra natìa, peraltro non dimenticandola mai. Come si sta a queste latitudini? “Qui si vive benissimo. Siamo in tanti, sono 27000 i calabresi che vivono in una regione piccola come la Val d’Aosta di cui solo 9000 sono di San Giorgio Morgeto (il mio paese di nascita). Viviamo bene perché è una regione sana”. Ti manca la tua terra d’origine? “Certo che si. Sono nato lì e mi manca tantissimo ed appena posso faccio un salto anche per solo un’ora ed è allora che mi sento rinascere.” Qui sei conosciuto e rispettato da tutti. Amministratori locali, commercianti, imprenditori e quant’altro tutti sanno chi è Rinaldo Mammoliti. Questo tuo essere così conosciuto ha fatto sì che avessi l’input per metterti al servizio della Reggina. Com’è nato tutto questo? “E’ nato tutto nel 2000 quando venni a conoscenza che in Val d’Aosta venivano in ritiro moltissime squadre sponsorizzate dalla regione autonoma che si accollava tutte le spese relative al soggiorno. Mi chiesi perché la Reggina non sfruttasse questa possibilità, dopo aver verificato la possibilità di usufruire del ritiro in forma completamente gratuita, ne parlai con un dirigente e gli feci la proposta di portare qui la squadra della mia provincia e da allora così avviene ogni anno con la pausa forzata del 2009.” Il presidente Foti ha di te estrema fiducia tanto da lasciarti carta bianca quasi fossi un vero e proprio dirigente. “Di questo ovviamente ringrazio il presidente a cui sono legato anche affettivamente dal punto di vista strettamente personale. Lo ringrazio di tutta la fiducia che ha riposto in me e davvero di cuore faccio per lui e la Reggina tutto quello che hai avuto modo di vedere”. Il tuo rapporto con la squadra ha qualcosa di straordinario. Un rapporto che con chi resta si cementifica negli anni e con i nuovi arrivati nasce e cresce a vista d’occhio tant’è che ieri, in occasione del tuo compleanno, i giocatori e lo staff tecnico si sono riuniti e ti hanno consegnato un graditissimo dono. “Il loro gesto mi ha emozionato tantissimo ed ancor di più la telefonata ricevuta ieri sera dal presidente proprio per farmi gli auguri. Sono 10 anni che, puntualmente, seguo la squadra in trasferta ed è un’opportunità che mi rende felicissimo”. La tua regginità, a distanza di molti anni dal tuo accasarti qui, è viva e tale resterà. “Sono reggino e reggino lo sarò per tutta la vita, fermo restando che la Val d’Aosta mi ha dato tantissimo e che qui sono nati i miei tre figli (di cui purtroppo uno non c’è più, n.d.r.). Non posso non amare anche questa regione oltretutto in virtù del fatto che quando chiedo qualcosa per i reggini o per la Reggina non mi è mai stato detto di no. E’ la mia seconda terra e gli sono grato per tutto.”  Non ci resta che chiudere con il ringraziarti per tutto quello che hai fatto e farai durante il nostro soggiorno. “Sono io che ringrazio voi sperando di rivederci anche il prossimo anno magari non in B ma in….” E qui ci permettiamo di interromperlo perché di certe cose non ne vogliamo sentir (più) parlare.

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Luglio 2010 16:33
 

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