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| n. 08/2009 del 23/10/2009 |
| Saint Christophe (AO): Camilleri, "Siamo giovani ma vogliamo dare il massimo" |
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| Scritto da Maurizio Gangemi | |||
| Martedì 27 Luglio 2010 19:06 | |||
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La tua è una storia un po’ strana. Cresci nelle giovanili amaranto, poi la “fuga” a Londra ed, infine, ritorni. Cos’è successo? Ho avuto l’opportunità di andare a Londra in una società prestigiosa e non volevo lasciarmela scappare. Poi ho avuto dei problemi e sono ritornato qui dove ho raggiunto nuovamente l’accordo con il presidente Foti. Problemi di ambientamento, quindi, o di metodi di allenamento o, ancora, problematiche legate al clima così diverso da quello in cui sei cresciuto? Soprattutto di ambientamento, poi anche con società ed allenatore. Lì è tutto molto bello, le strutture sono veramente all’avanguardia. Non mi sono trovato bene perché fondamentalmente non mi sono ambientato sin da subito. Da questi primi giorni di ritiro appare evidente come i giovani presenti qui abbiano una gran voglia di dimostrare che ce la possano fare, seppur con l’aiuto dei giocatori più esperti. E’ una sensazione che hai anche tu? Sicuramente qui tutti abbiamo un gran desiderio di far bene magari ascoltando qualcuno più grande di noi che ci aiuterà. Siamo un gruppo giovane e speriamo di far bene. Ti auguri che questa sia la stagione che sancisca la tua consacrazione? In sostanza, l’anno scorso sembrava quasi che fossi pronto ad esordire ed a dare il tuo contributo alla squadra poi i vari mister che si sono avvicendati sostenevano che fossi troppo giovane per rischiare di “bruciarti” in un’annata disastrosa. Con Atzori speri di trovare posto in squadra? L’anno scorso non giocavo un po’ per demerito mio ed un po’ per le idee contrarie di Novellino, Iaconi e Breda che, evidentemente, non mi “vedevano” bene e pronto. Quest’anno mi sto impegnando e con il mister ne abbiamo già parlato però dipenderà tutto da me se mi allenerò bene e farò altrettanto oppure no. Stai bene fisicamente? Sto molto meglio dell’anno scorso, certamente. Quest’anno abbiamo una difesa composta da difensori molto alti e di solito si dice che i giocatori alti abbiano gran doti aeree ma deficitino nel gioco con la palla a terra. Nell’amichevole contro lo Spezia abbiamo visto soprattutto queste ultime. In effetti è vero quello che dici. Oltre a questo, però, c’era molto vento in campo il che rendeva oltremodo difficile il gioco con la palla a terra. Comunque sia l’unica cosa che dobbiamo fare è lavorare, lavorare, lavorare. A questo punto della preparazione è più la fatica che sentite tra le gambe o sono più gli stimoli che sentite dentro di voi a fare sempre meglio? Si sentono entrambi. La fatica è tanta, ma si avverte anche il nostro desiderio di crescere lavorando. Quest’anno la Reggina non è data tra le favorite alla vittoria finale, questo potrebbe essere un vantaggio anche alla luce di quanto avvenuto lo scorso anno? L’anno scorso tutti ci davano per certi vincitori del campionato e sappiamo com’è andata. Quest’anno avremo meno gli occhi addosso da parte di molti e, quindi, meno pressioni. Potrebbe essere un vantaggio anche se spetterà solo ed esclusivamente a noi tutto quello di cui saremo capaci di fare. Mai come quest’anno sembrate in tanti coloro i quali provengono dalle giovanili della Reggina. C’è in voi un po’ d’orgoglio nell’essere molti presenti in prima squadra al termine dell’indubbia vostra escalation? E’ bello ritrovarci tutti in prima squadra quelli che voi definite quali “figli del Sant’Agata”. Ci ritroviamo a parlare spesso delle nostre esperienze comuni sia tra le fila degli Allievi che in quelle della Primavera. Con quanti e con chi di loro sei cresciuto pur essendo il più giovane tra tutti? Ho giocato con i fratelli Viola, ma anche con Verruschi e con Rizzo. Con gli altri ovviamente ci conosciamo da tempo. A partire da Atzori fino ai colleghi qui presenti è impressione comune che il reparto più completo e che sembra dare più affidamento sia proprio la difesa. E’ una responsabilità in più per voi? Siamo in tanti e le responsabilità aumentano e sono parecchie. Nel recente passato si è parlato di un interessamento nei tuoi confronti addirittura della Juventus. La notizia è vera, ma io sono qui e penso a fare bene con la Reggina. Se in futuro ci sarà qualcos’altro da fare ne parleremo insieme al presidente e si deciderà cos’è meglio. La tua giovane età ti consente comunque di sognare traguardi sempre più ambiziosi e, quindi, società e squadre sempre più blasonate. Intanto penso a disputare un buon campionato qui con la Reggina se mi sarò meritato di giocare, poi, come detto, si vedrà. Abbiamo visto un Rizzo in gran forma, avendolo conosciuto sin dalle giovanili percepisci anche tu questo suo crescere? Giuseppe sta facendo molto bene, s’impegna e cresce di giorno in giorno. Se continua così il mister gli concederà certamente delle opportunità importanti. Siamo nel corso dell’ultima settimana di ritiro qui a Saint Christophe, tantissimi sono i chilometri che avete nelle gambe ma anche le nozioni tecniche che il mister vi ha già dato. Si punta alla vostra “esplosione” dal punto di vista fisico sin dalla prima giornata di campionato. In effetti sono molti i chilometri macinati fino ad oggi. Stamane abbiamo lavorato sulla “forza” e sebbene siamo all’ultima settimana della prima parte di ritiro credo che siamo a quella più intensa sotto il profilo del lavoro. Vi sentite sulla buona strada (fisicamente intendo) per affrontare le fatiche di un campionato lungo e difficile come quello di B? Le amichevoli vi aiutano ad entrare in clima partita o, per ora, pensate solo ad accumulare energie da sfruttare dopo? Ancora dobbiamo lavorare parecchio, ma stiamo crescendo man mano che i giorni passano e da qui al 22 agosto saremo certamente pronti. Cosenza, Burzigotti, Acerbi, Adejo e Camilleri (senza dimenticare gli infortunati Giosa e Costa). Siete in 5 o addirittura in 7, non ti pare un po’ troppi? Ma no. Gli acquisti di Foti non sono stati fatti a casaccio. Vuol dire che in 5 ce la giocheremo per i 3 posti disponibili. Ci sarà più concorrenza tra di noi e questo non potrà che fare bene alla squadra.
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| Ultimo aggiornamento Martedì 27 Luglio 2010 19:33 |
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E’ uno dei giovane sui quali la Reggina conta e non poco. Nonostante la sua giovane età è stato già al centro di un “caso internazionale”. Ricordate la storia di quel giovane calciatore “prelevato” dagli emissari del Chelsea (quasi) nottetempo? Ecco, il giovane in questione è Vincenzo Camilleri (nella foto). Difensore centrale, siciliano di Gela, classe 1992, buone doti per quanto riguarda il suo ruolo e tante tante potenzialità. E’ l’amaranto di turno oggi ad incontrare la stampa presente al ritiro. Iniziamo.

