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| n. 08/2009 del 23/10/2009 |
| Saint Christophe (AO): Zizzari, "Chi ama il calcio in questo momento deve mettere da parte l'aspetto economico e guardare alla passione coltivata da bambino" |
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| Scritto da Maurizio Gangemi | |||
| Mercoledì 28 Luglio 2010 20:28 | |||
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Quando Zizzari è esploso calcisticamente mostrandosi all’attenzione del grande pubblico? L’anno scorso, come detto, ero a Pescara dove ho vinto il campionato. Il mio anno migliore è stato senza dubbio quello precedente a Ravenna dove ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere e lavorare con mister Atzori. Lì segnai 17 goal disputando 26 partite (vincendo anche la classifica cannonieri) e sfiorammo la serie B con i playoff persi in semifinale con quel Padova che, poi, fu promosso. Spero che l’abbinamento con il mister anche qui a Reggio mi riporti la stessa fortuna avuta a Ravenna. L’anno prima playoff persi in seminale e l’anno successivo playoff vinti in finale, quindi. A fine campionato a Ravenna ho ricevuto delle richieste anche da società di categoria superiore, ma ho accettato Pescara che sin dall’inizio ha costruito una squadra facendo una campagna acquisti molto importante puntando sin dall’inizio alla promozione in B, obiettivo immediatamente raggiunto. A Pescara avevo altri due anni di contratto, ma appena si è presentata da me la Reggina ci ho pensato bene e subito ho accettato. A Pescara molti meno goal rispetto a quelli realizzati a Ravenna, perché? Ogni stagione è diversa dalle altre e fa storia a se. Ho iniziato subito facendo goal, poi mi sono stirato e sono stato fuori due mesi. Poi ancora fuori per un altro mese e mezzo per colpa di una sciatalgia. Ho ripreso bene tanto da fare goal importanti fino a ricadere per colpa di uno strappo. Quando le annate nascono storte, pur cercando di riaddrizzarle, a volte non ci si riesce. L’importante era centrale l’obiettivo promozione e ce l’abbiamo fatta. Come nasce Zizzari calciatore? Nelle giovanili dello Spezia, dopo aver fatto tutte le giovanili ho esordito in prima squadra nell’allora C1 e poi ho iniziato a girare l’Italia da nord a sud: da Brindisi a Pavia, da Pistoia e Grosseto, da Lucca a Ravenna fino a Pescara. Ora vorrei confrontarmi per la prima volta con la serie B e farò di tutto per far bene. Ci aiuti a conoscere Atzori visto che l’hai avuto già a Ravenna? Credo che si presenti da solo. E’ un allenatore che fa della cultura del lavoro la propria forza. Ho avuto la fortuna di averlo a Ravenna e tra le tantissime doti c’è quella che tratta tutti i suoi giocatori, dall’esperto all’inesperto, dal grande al piccolo, tutti allo stesso modo. Con lui chi merita di giocare, chi durante la settimana s’impegna e da tutto, gioca. Sono assolutamente convinto che sia l’allenatore ideale per la Reggina. Chiunque ha sposato il “progetto Reggina” sa che bisogna lavorare duro durante la settimana per poi raccogliere i frutti il sabato. Non c’è soluzione migliore che prepararsi ed allenarsi bene perché abbiamo la fortuna di avere un allenatore preparato a livello tecnico e tattico. Ti ritieni più un esterno d’attacco o una punta centrale? Una punta centrale. Ho giocato sia con il 4-4-2 che con il 4-3-3 ma sempre agendo da centrale. Nel calcio moderno, però, il ruolo fisso non esiste più. Basta vedere, per esempio, Eto’o che, all’occorrenza, ha fatto anche il terzino facendo capire che l’attaccante è anche un giocatore che deve aiutare la squadra e che proprio gli attaccanti sono i primi difensori. Conoscevi Ousmane Sy? Ci ho giocato contro l’anno scorso. Mi sembra un bravissimo ragazzo che ha voglia di crescere e migliorare. L’intesa in campo con lui come va? Lui è arrivato dopo rispetto a me ed i ritiri sono fatti apposta per migliorare l’intesa e crescere insieme a tutta la squadra. La cosa più importante è lavorare come stiamo facendo e seguire il mister negli insegnamenti. E’ naturale, poi, che l’intesa cresce partita dopo partita partendo dal presupposto che l’importante è lavorare bene come stiamo facendo. In attacco c’è anche Alessio Viola. C’è Viola e c’è anche l’altro Alessio, Campagnacci. Lavoreremo e poi vedremo le scelte del mister quali saranno. Presupponendo che tu sia a Reggio per precisa richiesta di mister Atzori, cosa pensi abbia visto in te? Sulla mia scelta di venire a Reggio ha avuto un peso importantissimo il sapere di ritrovare il mister. Se dovevo andar via da Pescara ed andare in B sarei venuto solo a Reggio. A prescindere dal mister, ho deciso di mettermi in gioco venendo incontro alle esigente economiche della Società e facendo una scommessa su me stesso cercando di fare bene e avendo come obiettivo che una piazza importante come Reggio torni a sorridere come merita. Che ruolo potrà recitare questa Reggina? Non voglio rispondere a questa domanda semplicemente perché nel calcio ci vuole meno di un secondo a dire vinceremo o altro. La cosa più importante è dimostrare con i fatti le intenzioni e credo che la Reggina di voglia di dimostrare cosa saprà fare ne ha tanta. Che campionato ti aspetti? Sicuramente sarà un campionato equilibrato dove ci saranno magari quelle 2-3 squadre che avendo fatto una campagna acquisti importante punteranno ad andar su. La Reggina deve mettersi in testa di dimostrare con umiltà di avere tanta fame. Le parole le porta via il vento e contano solo i fatti. Alla fine vedremo poi cosa saremo riusciti a fare. Voi calciatori che idea vi siete fatti nell’apprendere che molte società professionistiche sono sparite per i noti problemi economici? Anche il calcio è in crisi ed è evidente. ANCH’IO MI SONO RITROVATO IN QUESTA SITUAZIONE E SCEGLIENDO REGGIO SONO VENUTO INCONTRO ALLE RICHIESTE ED ALLE NECESSITA’ DELLA SOCIETA’. PENSO CHE IL CALCIATORE CHE AMA IL CALCIO, AMA IL SUO LAVORO, IN QUESTO MOMENTO DEVE METTERE DA PARTE L’ASPETTO ECONOMICO E GUARDARE ANCHE ALLA PASSIONE COLTIVATA DA BAMBINO. POI, OVVIAMENTE, OGNUNO GUARDA AI PROPRI INTERESSI, OGNUNO HA LE PROPRIE MOTIVAZIONI PER COMPORTARSI IN UN MODO O NELL’ALTRO E NON E’ GIUSTO FARE UNA SCELTA O SBAGLIATO FARNE UN’ALTRA. OGNUNO E’ RESPONSABILE DELLE PROPRIE SCELTE E BISOGNA RISPETTARLE. IO GUARDO A ME STESSO ED ALLA MIA VOGLIA DI FAR BENE. Brienza, Santos, Tedesco, Valdez & Co., questa risposta è tutta per voi: "incartate" la lezione e portatevela a casa!!!
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E’ un altro dei “nuovi” Francesco Zizzari (nella foto), attaccante 28enne, ligure di La Spezia, proveniente da Pescara dove il 13 giugno scorso ha conquistato la promozione in B, l’amaranto a cui oggi viene affidato il compito di incontrare la stampa. Del trasferimento alla Reggina ne eri a conoscenza da tempo oppure pressoché in concomitanza con il trasferimento stesso? E’ stata una trattativa che si è sviluppata una ventina di giorni fa. Ho finito il campionato con il Pescara al termine dei playoff il 13 giugno, poi ho “staccato” per un po’ e più o meno a fine giugno, quando ho saputo dell’interessamento della Reggina nei miei confronti, non ci ho pensato due volte prima di accettare. Anche se a Pescara mi ero trovato più che bene non potevo lasciarmi sfuggire un’occasione del genere che credo capiti raramente.

