Urbs Reggina 1914: grazie Presidente… Gallo

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L’ufficializzazione del passaggio della Reggina dalla P&P alla M&G

(1) Da poco dopo mezzogiorno di oggi, l’Urbs Reggina 1914 s.r.l. non è più nelle mani della P&P di Mimmo e Giuseppe Praticò né dei soci De Caridi e Simonetta (2). Un avvicendamento auspicato dai più e, a dire il vero, da molto tempo ormai quello che si è verificato oggi nella sede romana della M&G Holding del Presidente Luca Gallo.

La Reggina – così i tifosi vogliono inequivocabilmente tornare a chiamarla allorquando tutti i tasselli saranno finalmente ricongiunti al meraviglioso puzzle che giusto domani consterà di 105 pezzi (101,5+3,5 per l’esattezza) – sembrerebbe essere, quindi, in mani solide economicamente ed in menti di uomini concreti e determinati che, sin dal 21 dicembre scorso, non hanno esitato a mettere mani al portafoglio cominciando a colmare le profonde crepe targate e create dal predecessore.

I tifosi amaranto, tutti, anche quelli più buonisti, ossequiosi e permissivi nei confronti di quella che abbiamo definito non certo la migliore gestione della Reggina (ma, a nostra memoria, non ne ricordiamo di peggiori: troppo piccoli per ricordare dal vivo le gesta di Granillo e Matacena; poco più che sbarbatelli durante il “regno” di Ascioti, Nava e Morace/Sgroj; certamente più consapevoli nel vedere Benedetto, Foti, Ranieri – sì, anche lui lo è stato ma nessuno se lo ricorda – e Praticò), non possono che essere felici per l’evidente salto di qualità che la loro squadra del cuore ha appena fatto soprattutto se si pensa che, fino al 20 dicembre scorso, la fine più probabile sarebbe stata un devastante ed inglorioso fallimento.

Eh già, perché se la P&P non avesse finalmente capito e compreso che, dopo la prima udienza del 18 dicembre, la successiva, presso la Sezione Fallimentare del Tribunale di Reggio Calabria e fissata per domani (a seguito dell’istanza di fallimento proposta dall’avv. Grassani, uno dei tanti creditori insomma), avrebbe sancito il definitivo ko per la nostra amata squadra forse nulla sarebbe successo.

Ecco, se proprio dobbiamo cercare un motivo per ringraziare la P&P l’unico ragionevolmente trovato è questo: aver trovato la soluzione ai problemi della Reggina prima che fosse troppo tardi (e, comunque, anche per questo, in verità, si dovrebbe ringraziare il neo Presidente Gallo che si è accollato l’onere – ma anche l’onore – di presiederla). Altri, onestamente non ne vediamo se non l’assunzione di una grande responsabilità, sicuramente l’impegno messoci, così come l’impiego delle risorse economiche personali ma, ahiloro ed ahinoi, con risultati scarsissimi e pochissime gioie dilazionate nei 3 campionati interamente gestiti.

In fondo, scusateci se lo ricordiamo, ma: Mimmo e Giuseppe Praticò (insieme ad un’altra ventina di soci nel tempo dileguatisi eccetto 3) hanno preso la Reggina in Lega Pro a 0 € e prossima al fallimento (che, ricordiamo ai più, non è stato sancito nel 2015 ma nel 2016; semmai nell’estate del 2015 è avvenuta la vergognosa mancata iscrizione al campionato successivo); se la sono ritrovata, pochi giorni dopo, in D a seguito dello svincolo d’ufficio decretato dal Consiglio Federale della FIGC; hanno chiesto ed ottenuto l’ammissione in sovrannumero in D grazie all’accredito in Federazione del Sindaco Falcomatà, avendola egli istituzionalmente riconosciuta come la squadra della Città; hanno chiesto ed ottenuto il ripescaggio in Lega Pro in virtù dell’importanza, calcisticamente parlando, rivestita dalla Città di Reggio Calabria (grazie, inconfutabilmente, al predecessore) e, non dimentichiamocelo, soprattutto grazie all’impossibilità od alla mancata volontà delle squadre che la precedevano nella speciale graduatoria stilata dalla FIGC nel chiedere il ripescaggio; infine, l’hanno lasciata oggi ancora in C ed ancora una volta prossima al secondo fallimento in meno di un lustro.

Quindi, perché ringraziare ogni oltre ragionevole merito? D’altro canto, se è stato ringraziato nel 2015 per “aver salvato il calcio a Reggio” con i propri denari, oggi, come scrivevamo, dovremmo ringraziare il dr. Gallo che, però, non ha fatto proprio la stessa cosa: Praticò non fu costretto a pagare i debiti creati dal predecessore, Gallo invece ha iniziato pagando quanto dovuto ai creditori dalla Società uscita di scena oggi. E non ci pare che sia la stessa cosa. E’ come quando, appena messo piede in una casa appena acquistata, la si trovasse con: i pilastri con il ferro a vista (l’istanza di fallimento presentata da Grassani); le travi lesionate (le penalizzazioni per i mancati versamenti federali); il pavimento saltato (la garanzia fideiussoria da presentare entro 10 giorni dal 7 gennaio); finestre e balconi senza infissi (fondi in Lega bloccati perché pignorati); impianti elettrico ed idrico fatiscenti e non a norma (AIC allerta e sciopero proclamato); bagni decadenti e fuori uso (ex dipendenti con stipendi non saldati e relativo procedimento in corso in Tribunale); muffa ed umidità ovunque (la mancanza del Sant’Agata); allaccio abusivo alla corrente elettrica ed alla condotta comunale (il vuoto dietro per l’assenza di oltre 101 anni di Storia). Sono queste le medesime condizioni trovate da Praticò dopo l’uscita di scena della Reggina Calcio? Ed allora… Oppure, forse, dovremmo farlo per i 4 allenatori (Cozza, Zeman, Maurizi e Cevoli); o per i 3 DS (Martino, Basile, Taibi) o per i 6 segretari (Conti, Bandiera, Damato, Greco, ancora Damato e Miceli); o per i 5 TM (Scimone, Larizza, ancora Scimone, Iossa e P. Praticò); o per i non numericamente quantificabili giocatori ingaggiati; o per i rarissimi esempi di riconferme per il campionato successivo; oppure, infine, per le numerose dimissioni irrevocabili ricevute sulla scrivania?

E’ rispettabile che ognuno si prodighi ai ringraziamenti, tutte le opinioni sono rispettabili sia che li riteniamo opinabili sia in parte condivisibili. Ciò che da sempre detestiamo è l’innamorarsi degli uomini che, sempre e comunque pro tempore, indossano la maglia della nostra Reggina. Diffidiamo di costoro perché crediamo che mischiare i ruoli non porti altro che al dispensare livore, astio, distinzioni tra “buoni e cattivi”, preconcetti spesso errati: il tifoso deve fare il tifoso, il giornalista deve fare il giornalista ed il dirigente deve fare il dirigente con i giusti distacco e rispetto dei ruoli. Ognuno con le proprie competenze, ognuno con le proprie responsabilità, ognuno con le proprie attribuzioni ma con un unico comune denominatore: la Reggina. Le chat di Whatsapp “miste” non crediamo siano opportune e nemmeno proficue per nessuno dei partecipanti ma tant’è che screenshot ed audio pullulano e vorticosamente girano da smartphone a smartphone.

Adesso il futuro sembra essere certamente più roseo, le nubi sembrerebbero scomparse lasciando il cielo terso, l’ottimismo dei tifosi parrebbe resuscitato. Vedremo cosa ci riserverà il futuro prossimo e, speriamo, anche quello remoto all’orizzonte.

Di certo il Presidente Gallo ed il suo Direttore Generale Iiriti non appaiono sprovveduti. Saranno sicuramente all’esordio nel settore imprenditoriale calcistico ma s’è vero com’è vero che le Società di calcio altro non sono che aziende allora ci auguriamo sappiano gestire la Reggina (che oltre ad un’azienda è anche passione, sentimento ed anima) al meglio come il più delicato ramo d’azienda della M&G Holding.

Al Presidente uscente auguriamo il ritorno alla sua vita familiare ed imprenditoriale certamente più serena e meno movimentata sperando torni presto ad essere quello che conoscemmo e stimammo per oltre un quarto di secolo. Così come auguriamo anche a suo figlio Giuseppe le stesse identiche cose riconoscendo ad entrambi, sempre e comunque, impegno, passione e sacrifici (purtroppo non suffragati che da pochi risultati).

Al neo Presidente, invece, auguriamo che i suoi più grandi successi imprenditoriali debbano ancora arrivare e che questi si verifichino indossando la maglia amaranto! Gliene saremo grati tutti: da giornalisti, da tifosi, da sportivi e da semplici cittadini reggini perennemente innamorati della Reggina.

PS (prima che dimentichi): i faldoni personali e di gruppo, con i nostri “curricula” social e giornalistici, il neo Presidente Gallo, li ha ricevuti assieme ai documenti necessari per il closing o il passaggio di questi avverrà con più calma?

Il neo Presidente Gallo firma l’atto notarile
I convenuti al tavolo per il closing, si riconoscono – da sinistra -: il DS Taibi, il DG Iiriti, il Presidente Gallo, il notaio, l’ex Presidente Praticò e l’avvocato Grillo

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