Reggina, la verità sugli abbonamenti: è record per la categoria ma a chi giova far credere a Gallo che siamo dinnanzi ad un flop?

Ieri sera l’Ufficio Comunicazione della Reggina ha diffuso l’ultimo dato ufficiale sul numero di tessere sottoscritte: 2954. Con molta probabilità e con buona pace di tutti, oggi sarà superato il muro dei 3000.

Eppure ogni anno di questi tempi, a qualcuno piace giochicchiare credendo di ergersi a “salvatore della Patria” quale “primo tifoso” o a novello candidato al “Premiolino” (è considerato il premio giornalistico più antico e prestigioso d’Italia, ndr).

Chi, invece, conosce un po’ la storia della Reggina e delle modalità con cui i reggini la seguono, sa che lo zoccolo duro è stato spesso (sempre ci pare eccessivo seppur più veritiero) rappresentato da 3000/3500 unità e che queste cifre sono state superate in casi, per noi, eccezionali.

Prima di scrivere/dire qualcosa, sarebbe buona cosa documentarsi al fine di non (continuare a) fare pessime figure. Ecco perché siamo andati a leggere i dati degli abbonamenti sottoscritti dai tifosi nelle ultime 26 stagioni (andando a ritroso):

  1. 2018/2019: 2904 (serie C)
  2. 2017/2018: 2264 (serie C)
  3. 2016/2017: 2621 (Lega Pro)
  4. 2015/2016: 3500 (serie D)
  5. 2014/2015: 2245 (Lega Pro)
  6. 2013/2014: 3485 (serie B)
  7. 2012/2013: 2890 (serie B)
  8. 2011/2012: 3921 (serie B)
  9. 2010/2011: 3565 (serie B)
  10. 2009/2010: 5184 (serie B)
  11. 2008/2009: 8690 (serie A)
  12. 2007/2008: 9300 (serie A)
  13. 2006/2007: 9200 (serie A)
  14. 2005/2006: 8900 (serie A)
  15. 2004/2005: 14067 (serie A)
  16. 2003/2004: 18510 (serie A)
  17. 2002/2003: 22830 (serie A)
  18. 2001/2002: 12853 (serie B)
  19. 2000/2001: 22500 (serie A)
  20. 1999/2000: 24000 (serie A)
  21. 1998/1999: 4400 (serie B)
  22. 1997/1998: 4000 (serie B)
  23. 1996/1997: 4200 (serie B)
  24. 1995/1996: 3000 (serie B)
  25. 1994/1995: 700 (serie C)
  26. 1993/1994: 350 (serie C).

Questi sono numeri e, quindi, fatti!

Andiamo a leggerli meglio: 9 campionati in A, 10 in B, 6 in C ed 1 in D; 200079 è il totale degli abbonamenti sottoscritti (137997 in A, 47498 in B, 11084 in C ed, ovviamente, 3500 in D); 7695 è la media (15333 in A, 4749 in B, 1847 in C ed, ovviamente, 3500 in D). Ne consegue che: i 3000 attuali rappresentano il record di abbonati in C rispetto agli ultimi 6 campionati in terza serie precedenti e presi in considerazione (seppur non siamo andati troppo indietro nel tempo ma certi che mai prima sia stato superata questa cifra); gli abbonamenti sottoscritti sono uguali (ma la campagna abbonamenti non si è chiusa quindi…) o superiori anche a quelli di due campionati in B (uguali a quelli nella stagione 1995/1996 – primo anno di B dopo la promozione dalla C – e superiori a quelli nella stagione 2012/2013).

Questi sono numeri e, quindi, fatti!

Pertanto, a chi giova far credere al presidente Gallo che siamo dinnanzi ad un flop? L’unica motivazione presumibile ci appare l’atteggiamento divisivo ed elitario (“Mi sono abbonato quindi sono più tifoso di te”) ormai appreso e fatto proprio e sinonimo di ignoranza e mancanza di maturità. Fin quando questa logica appartiene ad una minoranza di tifosi ci può stare, ma è quando la stessa viene veicolata al pubblico attraverso più o meno credibili organi d’informazione (?) che il tutto diventa fastidioso (oltre che non veritiero, fuorviante ed artatamente fazioso).

Potevamo, eccezionalmente, comprendere (ma non giustificare) questi discorsi propagandistici da novello Istituto Luce allorquando ci si trovava a far fronte a vistose problematiche di liquidità tanto che l’incassato dagli abbonamenti non serviva alla stagione corrente bensì a tamponare le falle della precedente. Oggi, per fortuna, il passato (anche quello recente) sembra lontanissimo.

Abbiamo letto di un Gallo deluso, abbiamo visto liti tra “tifosi” abbonati e non, abbiamo assistito a battibecchi social tra chi è salito sul pulpito e chi sullo stesso pulpito non intende salirci. Ma davvero esiste un “più tifoso” di altri? E come si acquisisce un titolo del genere? Con il numero di abbonamenti sottoscritti, con le trasferte fatte o, per esempio, con l’amore, la passione, la gioia e la sofferenza dimostrate magari stando “solo” davanti ad una radiolina senza poter varcare l’ingresso dello stadio? In fondo aveva ragione il presidente Gallo quando asseriva, in vista del playoff casalingo della stagione scorsa, in occasione dell’inaugurazione dell store, che, se fosse dipeso da lui, avrebbe aperto i cancelli del “Granillo” e fatti entrare tutti gratis (“Si paga per entrare in chiesa? Ed allora…”).

In quanto alla delusione (presunta), invitiamo il presidente a leggere i numeri come lo abbiamo fatto noi: sarà lusingato nel poter annoverare dalla sua, oltre alle tante cose promesse e realizzate (marchio, store, “Sant’Agata”, sede, pullman e, verosimilmente, “Granillo”), anche il record di abbonamenti sottoscritti in C rispetto, e non è poca cosa, a tutti gli illustri presidenti che l’hanno preceduto in 105 anni di storia.

La Curva Sud (fonte Reggina 1914, foto Lillo D’Ascola)
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