lunedì,Novembre 23 2020

Motta, la discarica della discordia. Anche il comitato chiede un Consiglio aperto

«Perché il sindaco intende richiedere l’intervento del Prefetto? Non capiamo come mai in questa situazione rispetto ad un consiglio comunale, magari aperto alla cittadinanza»

Motta, la discarica della discordia. Anche il comitato chiede un Consiglio aperto

Il sindaco di Motta San Giovanni, Giovanni Verduci è intervenuto con una nota in risposta alle dichiarazioni del geologo Carlo Tansi, ex direttore del dipartimento della Protezione Civile per la Calabria e candidato alla presidenza della Regione, il quale, a seguito di un sopralluogo effettuato nei giorni scorsi presso il sito di Comunia, ha espresso  forti critiche sulla volontà del Dipartimento Ambiente e Territorio di riaprire la discarica affermando, tra le altre cose, di non comprendere “come possa essere pensata la riapertura di una discarica situata in una zona ad elevato rischio di frana. dove sono evidenti i segnali del dissesto in atto e le vistose fratture di tensione su cui poggia la strada, che testimoniano incipienti fenomeni franosi, che in alcuni casi si presentano in fase avanzata di evoluzione”. 

A conclusione della sua replica, il sindaco Verduci ha invitato il geologo Tansi a redigere una relazione e a consegnare al comune eventuali documenti in suo possesso relativamente a quanto affermato.

Il Comitato Spontaneo Comunia non vuole esprimersi sulla concomitanza delle dichiarazioni del candidato Tansi con questo periodo di campagna elettorale poiché si definisce «apartitico, non esprimerà candidati ne farà campagna elettorale per nessuno.Ringraziamo il Dott. Tansi per avere confermato in qualità di tecnico esperto quanto il Comitato Spontaneo Comunia insieme ad altre realtà del territorio hanno sostenuto, carte alla mano, inviando le proprie osservazioni agli enti preposti ovvero, che la discarica non può essere ampliata e riaperta, ma solo bonificata e messa in sicurezza e auspichiamo che accetti l’invito dell’amministrazione Comunale a redigere e consegnare i documenti richiesti. 

Tuttavia chiediamo al Sindaco Verduci per quale motivo intende richiedere l’intervento del Prefetto. Non capiamo come mai in questa situazione, fin dalla trasmissione del progetto rimodulato ad agosto 2019, si privilegino le stanze prefettizie rispetto ad un consiglio comunale, magari aperto alla cittadinanza. Perché si privilegino interviste e comunicati stampa alle assemblee cittadine. Ci piacerebbe sapere inoltre che fine ha fatto la Commissione Speciale Comunia e tutte le osservazioni e i documenti presentati da associazioni e comitati nell’ultimo anno.

Vorremmo sapere perché l’amministrazione comunale di Motta San Giovanni non si è avvalsa del supporto di un tecnico esperto come deliberato in consiglio comunale rinunciando ad un valido supporto tecnico-ambientale che accompagnasse l’attività di contrarietà del comune nelle varie sedi. Ricordiamo come la Delibera di Consiglio Comunale n° 31 del 27/07/2018, tramite la quale tutta l’aula consiliare sanciva il proprio dissenso al progetto iniziale riguardante la riapertura della ex discarica, prevedeva, al punto n.2: “di proporre ricorso presso le sedi competenti avverso tutti i provvedimenti che dovessero autorizzare o consentire la realizzazione del suddetto progetto, individuando un esperto in materia ambientale che supporti tale attività”.

Sabato 9 novembre, tramite PEC, abbiamo chiesto al Sindaco di pubblicare il parere che intende presentare in conferenza dei servizi, con particolare riferimento al “parere sanitario”, documento che potrebbe avere un notevole peso in sede di Conferenza dei Servizi, senza aver ottenuto ancora nessuna risposta.Ricordiamo che non basta elencare cosa si è fatto durante questi mesi. E’ importante anche il come e noi, come Comitato Spontaneo Comunia, abbiamo sempre manifestato dubbi su alcuni passaggi e alle richieste di chiarimento non abbiamo ricevuto mai alcuna risposta.Ribadiamo ancora una volta la nostra disponibilità a contribuire per rafforzare la posizione contraria a questo scellerato progetto e vigileremo affinché chi negli anni passati è rimasto cieco e complice del progetto riapertura Comunia, salvo “ricredersi” sulla Via di Damasco, non strumentalizzi questa delicata tematica per i propri fini elettorali. Il nostro auspicio è che la vertenza di Comunia possa essere un primo passo verso una riforma del settore rifiuti che possa creare risorse e non rischi per la popolazione che convive con una situazione ambientale in molti contesti già precaria e che da anni aspetta interventi concreti che, al momento, non risultano in agenda».