mercoledì,Dicembre 2 2020

Rapporto clima Legambiente, per Reggio piove ancora sul bagnato

La città dello Stretto nella mappa delle città che hanno subito eventi estremi. Minutolo: «Serve un nuovo approccio culturale e progettuale»

Rapporto clima Legambiente, per Reggio piove ancora sul bagnato

di Francesco Bolognese

Piove sul bagnato in riva allo Stretto, come se non bastassero i molteplici ed atavici disagi. A (ri)lanciare l’allarme è Legambiente. «Sulla base delle informazioni raccolte dall’Osservatorio Cittàclima di Legambiente è stato possibile mappare le città che nel corso degli ultimi dieci anni hanno subito il maggior numero di eventi estremi che hanno, in un modo o nell’altro, messo in ginocchio la città: Roma, Milano, Genova, Napoli, Palermo, Catania, Bari, Reggio Calabria e Torino». Siamo in buona compagnia, ma questa è una magra consolazione.

«Tutte città, molte delle quali metropolitane – ha commentato Andrea Minutolo, coordinatore scientifico di Legambiente – da cui bisogna ripartire con un nuovo approccio culturale e progettuale che garantisca al tempo stesso la riduzione del rischio idraulico e l’adattamento al cambiamento climatico. Per parlare veramente di mitigazione del rischio idrogeologico l’approccio meramente strutturale messo in campo negli ultimi venti anni basati su concetti come ‘tempo di ritorno’ o ‘evento duecentennale’ non basta più. Gli interventi programmati e che si stanno per finanziare non sono quindi più adatti perché rispondono esattamente a quelle logiche ormai superate e rivelatesi poco efficaci».

Occorre,dunque,voltare pagina ed al più presto. «Al momento in queste città sono
previsti 67 interventi in tutto, di cui 31 da avviare, 25 in esecuzione e 10 in progettazione (1 viene definito definanziato o sostitutivo) che devono diventare prioritari, vista la frequenza degli eventi estremi e la rilevanza sociale nonché economica degli impatti che subiscono i territori urbani in questione. Ma per far sì che gli interventi siano realmente efficaci bisogna investire in progettazione».

I tecnici di Legambiente sono chiari: «Le città sono l’ambito più a rischio per le conseguenze dei cambiamenti climatici, perché è lì che vive la maggior parte della popolazione mondiale e perché episodi di piogge, trombe d’aria e ondate di calore vi hanno ormai assunto proporzioni crescenti e destinate ad aumentare, insieme alle stime dei danni che possono provocare». Gli 11 miliardi stanziati per il triennio 2019/2021 dal governo nazionale coinvolgeranno anche la città dei bronzi?