Strade groviera e lavori infiniti, esposto di Chizzoniti in Procura

La denuncia dell'avvocato penalista contro l'Amministrazione Comunale. «Un settore che sfugge all'attenzione della maggioranza in carica»
La denuncia dell'avvocato penalista contro l'Amministrazione Comunale. «Un settore che sfugge all'attenzione della maggioranza in carica»

L’avvocato Aurelio Chizzoniti, quale “civis rheginus”, nei giorni scorsi ha depositato presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, un documentato ed elaborato esposto indirizzato al Procuratore Capo Giovanni Bombardieri ed all’Aggiunto Gerardo Dominijanni, afferente la sistematica violazione del disciplinare per gli interventi sulle strade comunali, di cui all’atto deliberativo n. 488 del 18/12/2008, approvato dalla Giunta comunale. Con lo stesso, dopo un’introduzione molto tecnica afferente la corretta esecuzione dei lavori “a regola d’arte”, attraverso il rispetto dei vari step da osservare, nel cui contesto gli stessi si dovrebbero concludere con la “rullatura” (mai vista!), richiama anche l’ineccepibile previsione di cui all’art. 3 co. 5 dell’atto deliberativo appena indicato. Evidenziando, sul punto, che il servizio incaricato del controllo, dovrebbe attestare, entro dieci giorni dalla comunicazione da parte dell’impresa operante, sia l’ultimazione, nonché entro novanta giorni, la regolarità degli stessi. Chizzoniti, confortato da ben quaranta fotografie che confermano l’assunto sostenuto, sostiene e denuncia la chiassosa e sistematica violazione del già citato art. 3 co. 5, ben coordinato con gli artt. 18, 20 e 21 del disciplinare, afferenti il ripristino del manto stradale per scavi longitudinali e trasversali. Indica e fotografa, altresì, in diverse zone della città, una serie di lavori ultimati da circa un anno, ove mai è intervenuto la doverosa ricostituzione del manto stradale, con la conclusiva stesura, a regola d’arte, del tappeto d’usura in conglomerato bituminoso. Ovviamente, meccanicamente rullato e senza alterare la livelletta stradale, nonché secondo le disposizioni dei già citati artt. 18, 20 e 21. Analoghe considerazioni emergono anche in ordine alla stesura dei cavi per le fibre ottiche, anche queste fotografate, i cui scavi, in tantissimi casi, mai sono stati ripristinati, ma semplicemente ricoperti con del materiale colorante. Il tutto in palese contrasto con l’art. 23 della delibera n. 488/08, che prevede in capo alle imprese, l’obbligo di garantire le opere eseguite per un periodo di dodici mesi. L’esposto riferisce anche di una serie di lavori, che pur conclusi da qualche mese, allo stato, sembrano ultimati con del colorante sparso per tutto l’iter interessato, sottolineando, altresì, l’approssimativa copertura con del bitume di innumerevoli buche, puntualmente sprofondate dopo appena qualche giorno dal beffardo e formale rifacimento. Una serie di conducenti richieste istruttorie, rivolte agli inquirenti, quanto mai conducenti ai fini dell’accertamento della verità, concludono il voluminoso fascicolo prodotto alla Procura. L’avvocato Chizzoniti ha dichiarato che «il settore sfugge all’attenzione della maggioranza in carica, per cui, non a caso, imperversa lassismo, permessivismo e corruttela (da accertare) che alimentano cinicamente la cleptocrazia operante in città».