mercoledì,Dicembre 2 2020

Discarica di Comunia, Crea contro tutti: «Protesta debole sulla riapertura»

Secondo il referente Ancadic occorre farsi sentire: «La Regione non ci ascolta, sottovalutato lo stato di pericolosità dell'area»

Discarica di Comunia, Crea contro tutti: «Protesta debole sulla riapertura»

«La protesta contro la riapertura della discarica di Comunia è debole, molto, ma molto debole sia da parte dell’Amministrazione comunale, sia da parte di qualche consigliere comunale, sia di altri consiglieri che non si sono mai visti, tantomeno sentiti, sia da parte della cittadinanza e associazioni». Ad affermarlo in una nota è il responsabile unico del comitato “Torrente Oliveto” e referente Ancadic Vincenzo Crea. «Manifestare la propria contrarietà alla riapertura della discarica affidandola ai social e agli organi di stampa non è sufficiente – ha spiegato – «L’Ancadic già lo scorso 30 ottobre aveva rappresentato la necessità di una maggiore determinazione, l’esigenza di un maggiore coinvolgimento della cittadinanza con ulteriori iniziative».

«Lo scenario che si sarebbe dovuto verificare avrebbe dovuto essere sovrapponibile a quello che si realizza durante le campagne elettorali in occasione delle elezioni amministrative, ovvero una vera opposizione, un susseguirsi di comizi nelle piazze e altre forme di informazioni, affissioni di manifesti, localizzazioni di postazioni in diversi punti del paese per la raccolta delle firme dei cittadini, sfilare in corteo nelle forme democratiche davanti alla Città metropolitana a alla Prefettura e ancor prima davanti agli Uffici della regione Calabria». Secondo Crea, in poche parole, occorre farsi sentire. «La Regione non ci ascolta – ha tuonato – ha ormai imboccato la strada della riapertura della discarica e intende completare l’opera, sebbene, pur essendo necessarie le certificazioni tecniche e geologiche comprovanti lo stato di pericolosità dell’intera area, delle quali attendiamo l’esito, il comune cittadino osservatore comprende che lo stato dell’arte dice che in quell’area la discarica non si può riaprire. Come mai allora tecnici, funzionari e politici della Regione non riescono a capirlo? L’Ancadic ha presentato osservazioni, proposte, evidenziato, sottolineato e documentato, anche con immagini fotografiche, la pericolosità in atto del sito, interessando alla questione anche il Governo Nazionale. Ciascun ente, non tenendo conto di quanto da noi sostenuto e dando parere favorevole alla riapertura dell’impianto di Comunia, si assume una grossa responsabilità».