lunedì,Novembre 30 2020

Scilla, fra vecchi slogan e illusioni. E il nuovo lungomare annega

VIDEO | Il motto dell'ex sindaco Ciccone, "Scilla che cambia", risuona ancora. Ma per i cittadini il cambiamento è stato in peggio con un'opera realizzata male e in fretta, fra barriere architettoniche e allagamenti. L'ira sul web

Scilla, fra vecchi slogan e illusioni. E il nuovo lungomare annega

Scilla che cambia. Dell’ex sindaco Pasquale Ciccone, senza dubbio, ci si ricorderà del suo slogan. Un motto che per tutta la durata del suo breve mandato, interrotto dallo scioglimento del Comune per mafia, ha campeggiato sui suoi social. Ma, si sa, il mondo virtuale, come dà, toglie in poco tempo e il motto di Ciccone continua a risuonare nei social, ma contro di lui.

Dopo la recente polemica innescata sempre dall’ex sindaco, in merito all’ascensore, Scilla torna ad essere oggetto di segnalazioni. Questa volta è l’odierna allerta meteo a far riaccendere i riflettori su un’altra opera: il nuovo lungomare.

I cittadini nei social insorgono

Anche su questo Ciccone, in tempi non sospetti, ha apposto la sua firma ma, ad ogni temporale o mareggiata, il nuovo lungomare mostra tutta la sua fragilità. Anche oggi, come è successo durante le ultime ondate di maltempo, il lungomare di Scilla si è trasformato in una piscina. 

Il lungomare di Scilla dopo l’ultimo temporale

«Questo è il risultato dell’arroganza prepotenza e ignoranza in materia. Il marciapiede fatto in fretta e furia, perché l’amministrazione comunale doveva far vedere un capolavoro di lungomare entro l’estate. Invece – si sfoga Joe Laganà sui social – il lungomare è stato un grandissimo fallimento. Intanto hanno trasferito il finanziamento del dorsale verde per il lungomare (ci chiediamo è legale?) la strada si allaga quando piove e quando ci sono mareggiate, perché hanno tolto gli scivoli di scolo dell’acqua. Il materiale usato per il pavimento non è idoneo. Le luci incassate nel marciapiede vanno in corto circuito con l’acqua del mare! Poi il fiore all’occhiello erano i filtri magici incassati nel marciapiede (quanto hanno speso??) dovevano filtrare il mare dalla sabbia. Invece sono intasati di sabbia».

Le barriere architettoniche

Ma di questo tipo di commenti è pieno il web considerando che basta fare una passeggiata a Scilla per comprendere le condizioni che fanno irritare i cittadini. C’è chi, addirittura, rimpiange il vecchio marciapiede perché, anche se malandato e segnato dal tempo, era comunque accessibile e con scivoli adeguati. 

Si parla anche di barriere architettoniche perché a far rimpiangere il vecchio rispetto al nuovo è proprio l’assenza di scivoli idonei per i disabili. Insomma, da un’opera nuova, realizzata in tutta fretta sfruttando fondi destinati ad altro, ci si aspettava di certo qualcosa in più. Sicuramente ci si aspettava di non dover più vedere pozzanghere o veri e propri allagamenti. 

«Il lungomare meritava un mega progetto studiato con architettura e con un concorso di progetti – rincara Laganà – studiando il water front. Dopo si doveva presentare alla popolazione e scegliere democraticamente. Invece, sfruttando i soldi del Pisl del progetto della Fata Morgana del percorso collinare Palmi- Villa S.G. del sindaco gentiluomo dottore Caratozzolo hanno fatto in fretta e furia questo scandalo».

I finanziamenti e il progetto “Dorsale Verde”

Laganà fa riferimento al progetto denominato “Dorsale Verde“, che doveva avere diretta incidenza con l’antico percorso del Tracciolino. Il progetto, legato al POR Calabria FESR 2007/2013, per il quale è stato approntato il PISL – Linea di intervento 5.3.2.1, prevedeva interventi nei vari comuni interessati per il “recupero della rete di antichi sentieri e percorsi pedonali esistenti, mediante interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, opere edili e di ingegneria naturalistica finalizzati al loro recupero ed alla loro fruizione”.

Come per l’ascensore, anche per il lungomare viene ricordato il lavoro del sindaco Caratozzolo e nell’operazione di recupero della memoria c’è chi riutilizza lo slogan di Ciccone: «Scilla è cambiata. Infatti sono scomparsi gli scivoli e il marciapiede non è più accessibile».

Il tempo passa ma le immagini si ripetono e, ad ogni temporale, Scilla vede il suo lungomare – il suo pezzo forte – sommerso dalla pioggia, dal mare e dalle illusioni.