lunedì,Novembre 30 2020

Discarica Comunia, Crea tuona: «Ancora nessun rinvio per la conferenza dei servizi»

A meno di 48 ore dalla conferenza che rilascerà i pareri e autorizzazioni per la rimodulazione del progetto, l'Andic chiede lumi

Discarica Comunia, Crea tuona: «Ancora nessun rinvio per la conferenza dei servizi»

«Mancano meno di 48 ore alla data fissata per la conferenza di servizi per il rilascio dei relativi pareri e autorizzazioni riguardanti la rimodulazione del progetto relativo alla riapertura della discarica di Comunia e nessuna notizia è pervenuta a questa associazione circa il rinvio della conferenza di servizi, sebbene più volte richiesto».

Il referente dell’Ancadic Vincenzo Crea torna a tuonare contro la contesa discarica di Comunia.

«Nel presentare le osservazioni nel 2014 l’Ancadic aveva chiesto di partecipare quale uditore alla conferenza di servizi del tempo, nessuna notizia è pervenuta. La richiesta è stata rinnovata con le osservazioni presentate lo scorso 21 giugno e recentemente la regione ci ha informati che la partecipazione alle conferenze di servizi dei soggetti portatori di interessi diffusi non è ammessa tout court, ma è subordinata ad alcune condizioni, specificando quali. Riteniamo che tale assunto violi quanto recita l’art. 9 della L. 241/90, ovvero: “qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento”.

Sin dall’inizio l’iter relativo alla messa in sicurezza della discarica in questione non ha avuto un abbrivio felice sotto molti aspetti, principalmente si sono ignorate fondamentali valutazioni che riguardano la salute e l’incolumità della popolazione, e quando da più parti sento dire che il problema discarica Comunia deve essere risolto politicamente e non tecnicamente rabbrividisco. Il problema deve essere risolto e basta. D’altronde il concetto della politica deve essere quello dell’arte di risolvere i problemi della gente, come peraltro contemplato da Aristotele, ovvero  “l’esercizio di un potere che si esercita su uomini liberi e uguali, che si fonda sul loro consenso e ha per fini il bene non solo dei governanti, ma anche dei governati”. 

Oggi siamo molto lontani da questo concetto, sia a livello nazionale, ma soprattutto locale, la politica è in crisi, non ci sono veri protagonisti che per perseguire il bene comune lottano con determinazione. L’ideologia è scomparsa, non ci sono prospettive. Da tempo la politica in molti casi è intesa come un interesse personale, un posto di lavoro da tutelare e il disinteresse del politico verso i problemi della gente crea sfiducia e allontana dalla politica, soprattutto i giovani, sempre più disinteressati, e così non si trovano nuove strade e ci ritroviamo ad essere amministrati sempre dagli stessi soggetti. Secondo me bisogna tornare al passato, ai circoli, alle sezioni che distinguevano i partiti, parlare con la gente e stare tra la gente, fare i comizi in piazza, in poche parole avere passione per la politica ed evitare che il mondo digitale sia soltanto l’unico mezzo di comunicazione».