martedì,Ottobre 19 2021

«Crisi idrica, il Comune incassa e non onora il debito»

Su Sorical e carenza di acqua dai rubinetti dura reprimenda dei consiglieri di Forza Italia contro l'amministrazione

«Crisi idrica, il Comune incassa e non onora il debito»

«Vogliamo sapere quanti sono i milioni di euro di debito nei confronti di Sorical e perché, nonostante le pesantissime bollette che il cittadino paga, il Comune incassa e non onora il debito». A chiederlo sono Mary Caracciolo, Pasquale Imbalzano e Lucio Dattola, del gruppo di Forza Italia, all’opposizione in consiglio comunale a Reggio Calabria.

I consiglieri denunciano che «Troppi i danni che l’Amministrazione Falcomatà ha causato in questi cinque anni alla città di Reggio Calabria. Una città che non riesce a rendere i servizi primari ai suoi abitanti tra continui disagi dovuti in special modo alla gestione dei rifiuti, alla manutenzione stradale e alla carenza idrica. L’acqua un bene primario ed indispensabile scarseggia in Città per una gestione della cosa pubblica approssimativa da parte dell’Amministrazione Comunale, che ha pensato bene di basare il proprio agire solo su annunci spot, che puntualmente sono stati disattesi nella realtà. Ricordiamo bene quando Falcomatà annunciava che a Reggio i problemi di acqua sarebbero finiti grazie all’acqua della diga del Menta. Ed invece ancora e solo continui disagi di carenza idrica. Oggi dovuti per difficoltà finanziare legate al mancato pagamento delle fatture scadute per la fornitura dell’acqua potabile a Sorical».

E, infine «È necessario che l’amministrazione comunale renda edotta la cittadinanza sulla tempistica prevista per la soluzione definitiva della questione – chiudono i forzisti – perché le notizie circa i passi avanti sono del tutto insufficienti ed irrispettose dell’intelligenza dei reggini i quali, benché non siano a conoscenza dei dettagli dell’operazione di razionamento idrico che vede la portata dell’acqua in città mutata da 500 litri al secondo a 350 litri al secondo, tuttavia assistono drammaticamente alla riduzione di acqua nelle proprie abitazioni. Basta parole al vento e rassicurazioni di maniera».

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