domenica,Aprile 21 2024

Tomba ellenistica, rifiuti e spazzatura non risparmiano nemmeno i siti archeologici

L’antico monumento funebre di via Tripepi invaso da cimeli d'ogni tipo, da cassette di legno e di plastica e resti alimentari

Tomba ellenistica, rifiuti e spazzatura non risparmiano nemmeno i siti archeologici

Tomba ellenistica, rifiuti e spazzatura non risparmino nemmeno i siti archeologici. L’antico monumento funebre di via Tripepi è invaso da cassette di legno e di plastica e da cimeli di ogni tipo. Tritacarne, valigie e bottiglie di liquori, fiori di plastica e borse di ecopelle. No, non è il materiale in bella mostra in un emporio, è quello che lo spettatore si trova davanti avvicinandosi ad un sito antico, posizionato in pieno centro: la tomba ellenistica. Vi abbiamo raccontato tante volte delle grandi e delle piccole discariche che fanno marcire pezzi di città. Indipendentemente da come funziona (o non funziona) la raccolta, le immagini della tomba ellenistica mostrano il volto più menefreghista ed egoista del cittadino. Anzi di quello che solo per nome è un cittadino perché, nei fatti, mostra il più totale spregio del bene pubblico.

La tomba antica si trova in via Tripepi, circondata da un muretto di cemento, ma è ben visibile anche passando in auto. Si tratta di un altro dei tanti doni antichi che sono riemersi dal sottosuolo e che, in una città “normale” avrebbero fatto la felicità di visitatori e turisti. E invece a Reggio i reperti archeologici da qualcuno probabilmente non vengono visti così e, per questo, ricevono un trattamento “molto” speciale.
Basta provare ad entrare nel sito e ci si trova davanti ad uno spettacolo di degrado già percorrendo la rampa di accesso, sempre che si riescano a saltare gli ostacoli che si presentano davanti. Passeggini, buste di abiti vecchi gettati alla rinfusa, scatole, infradito, pentole usate, vassoi di alluminio e di legno, scarpe vecchie, bidoni per il trasporto dell’acqua, e persino tristi peluche. Tutto dentro e fuori da una valigia rossa, che non è quella del viaggiatore, ma dell’incivile che l’ha svuotata nel bel mezzo di un sito archeologico. E poi ci sono tante, tante cassette, di quelle, per intenderci che vengono utilizzate per portare la frutta. E ancora grossi sacchi neri (sì, quelli che non si potrebbero più usare) stracolmi di rifiuti. E, a far da corredo, ancora montagne di rifiuti alimentari. Ma l’inciviltà di chi nottetempo butta i rifiuti è tanta che supera l’immaginazione: non c’è rispetto non solo per il sito, ma per lo stesso antico monumento funebre, fino a lì dentro arrivano cassette della frutta e stracci.

Filippo Sorgonà, di “Reggio bene comune”, che più volte ha attenzionato il luogo, fa notare che da alcuni sacchi trasparenti si intravede che si tratta di rifiuti da attività di ristorazione. Ipotesi plausibile, considerato che ce sono alcune a poche decine di metri. Sottolinea anche che la situazione è stata più volte segnata al Dirigente del settore ambientale, ad Avr, alla prefettura e agli altri organi competenti, senza che mai nessuno abbia fatto qualcosa.

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