giovedì,Dicembre 2 2021

Emergenza rifiuti, Falcomatà: «Ho chiesto al prefetto che intervenga l’esercito»

Il sindaco ha domandato alla Regione un aumento dei conferimenti. Domani si verificherà l'esito della gara d'appalto per lo stoccaggio a Sambatello delle ecoballe

Emergenza rifiuti, Falcomatà: «Ho chiesto al prefetto che intervenga l’esercito»

«Ho chiesto al prefetto che intervenga l’esercito». Così il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà nel corso della sua diretta su Facebook di qualche minuto fa. Gli aggiornamenti hanno riguardato solo l’emergenza rifiuti. «Stiamo affrontando il problema di petto, mettendoci la faccia». Ma la risposta che tutti vogliono è quando: la città verrò liberata dai rifiuti?

Il primo cittadino parla di una situazione gravissima, simile a quella del 2015. Dati palesati oggi in prefettura nel corso del vertice. Un vertice che ha scongiurato gli scioperi ad oggi previsti domattina a Siderno per Locride Ambiente,  ma non quelli di Avr e Ase a pizza Italia a Reggio Calabria. Il sindaco si è detto vicino e dalla parte dei lavoratori che hanno bisogno di essere pagati (mancano gli stipendi da marzo 2020).

Era successo a Napoli nel Natale del 2010, per eliminare la spazzatura era intervenuto l’esercito. «Siamo in una situazione peggiore di quella di Napoli – afferma Falcomatà –  serve l’esercito per liberarci dai rifiuti. Abbiamo bisogno anche di questo espediente e del sostegno e del lavoro di tutti. Per questo ho chiesto al prefetto di mandare l’esercito a Reggio».

L’altra notizia è «la richiesta alla Regione di un aumento dei conferimenti per gli scarichi. Abbiamo bisogno di conferire più del doppio dell’ordinario». Ed ancora, a proposito dei conferimenti e dello stoccaggio a Sambatello delle ecoballe, come annunciato, «Si è conclusa la gara l’appalto, apriremo e buste a vedremo chi si è aggiudicato la vittoria». Domani è previsto anche un incontro con i comitati dei residenti in protesta.

Un’ultima stilettata Falcomatà la riserva agli avversari politici, rei a suo dire, in questo momento delicato, di sacrificare l’immagine della città, approfittando del momento di crisi dei rifiuti, alla necessità di distruggerlo. «Volete provare ad ammazzare me? Bene, ma non ammazzate la città – chiede – Provate a colpirmi in tutti i modi ma non toccate la città».

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