A Reggio Calabria per le ferie: «Ho ritrovato la mia Lazzaro abbandonata»

La lettera | Un cittadino reggino, costretto da ormai tanti anni a vivere in Piemonte per esigenze di vita e di lavoro: «Lungomare in condizioni pietose»
La lettera | Un cittadino reggino, costretto da ormai tanti anni a vivere in Piemonte per esigenze di vita e di lavoro: «Lungomare in condizioni pietose»
Un tratto del lungomare di Lazzaro

Riceviamo e pubblichiamo

«Sono un cittadino reggino, costretto da ormai tanti anni a vivere in Piemonte per esigenze di vita e di lavoro. Non ho mai voluto rescindere il legame di amore con la mia terra, Reggio Calabria, e in particolare Lazzaro, località di mare dove ho trascorso la mia infanzia.

Anche quest’anno ho deciso di spendere i miei giorni di ferie in Calabria, trascorrendoli proprio a Lazzaro. Si è trattata di una scelta di cuore e, specialmente dopo un grave periodo di crisi a seguito dell’epidemia di COVID-19, con la consapevolezza di investire nel turismo locale reggino. Che scelta sbagliata!

Ecco cosa accoglie il visitatore a Lazzaro: un Lungomare in condizioni pietose (e impietose), con ringhiere arrugginite, lampioni divelti, arbusti abbandonati a loro stessi e non potati da anni, marciapiedi con “buche” pericolosissime per grandi e piccini, manutenzione completamente assente. Per non parlare delle scale per accedere al mare, in alcuni tratti (zona c.d. “Castelluccia”) ormai franate del tutto assieme alla passeggiata del Lungomare stesso.

Non è accettabile. Non è possibile tollerare questo scempio. Mi chiedo come mai le Istituzioni locali non prestino attenzione. Impossibile richiamare l’assenza di fondi o di risorse economiche: qui si parla di manutenzione elementare, basilare, il minimo sindacale accettabile.

Allego la documentazione fotografica, con la speranza che questa mia lettera possa smuovere un po’ le coscienze degli amministratori e spronarli a curare con più amore (che fino ad oggi è mancato) Lazzaro e il suo Lungomare».

Biagio Saraò