martedì,Novembre 24 2020

Emergenza rifiuti, la Slai Cobas proclama lo sciopero per il 14 luglio

Il coordinatore provinciale denuncia come «l'azienda a mò di pacchi postali, prende i lavoratori, li sposta da una sede all'altra con i propri giochi di prestigio nel tentativo magari di disfarsene al momento del cambio appalto»

Emergenza rifiuti, la Slai Cobas proclama lo sciopero per il 14 luglio

«Riscontriamo la piccata risposta della Locride Ambiente che rivendica, contro le ‘pure  falsità’  della scrivente organizzazione, il rispetto dei “principi di legalità” a dire di parte aziendale  ‘endemica’. Nessuno ha mai messo in dubbio l’ispirarsi di tale azienda a principi di legalità. Resta però da intendersi sul significato della parola legalità, visto e considerato che, evidentemente, noi e l’azienda con tale termine intendiamo due cose diverse».

A scrivere è Nazzareno Piperno Coordinatore Provinciale Slai Cobas che sottolinea come «Troviamo infatti molto strano che un’azienda si consideri operante nella piena legalità quando omette il pagamento delle retribuzioni per due o tre mesi di fila – laddove non per sei o addirittura fino a undici mensilità – ma, evidentemente, pagare i lavoratori “quando la situazione di cassa lo ha consentito” e poi lamentarsi della sistematica attivazione da parte del sindacato dell’intervento sostitutivo, questo sì previsto da una legge dello Stato, viene considerata dal’azienda massima espressione dei principi di legalità , laddove la fame dei lavoratori e delle loro famiglie sono particolari di trascurabile importanza. 

Bene, se è queasto che intendono per legalità, ne prendiamo atto ma continueremo a muoverci in questa direzione essendo, si ripete, l’accezione ed il significato del termine  di  legalità cui noi ci riferiamo qualcosa di diverso da quelo inteso  da parte aziendale. 

Ma andiamo avanti. La società rivendica il rispetto della  legalità e si indispettisce contro il sindacato che agisce per tutelare i propri assistiti lamentando gli inadempimenti aziendali.  

E’ però la stessa azienda che poi non esita a prendere un lavoratore e  senza alcun  ordine di servizio mandarlo a lavorare a distanza di un centinaio di chilometri da Siderno a Condofuri costringendolo a pagarsi il biglietto del treno dietro la promessa di futuro rimborso (e se un’azienda – che non paga da mesi e pretende anche un’anticipazione delle spese di trasporto – promette di rimborsare non si ha alcun motivo di credere che non lo farà…). 

 Ed  è la medesima azienda che, a mò di pacchi postali, prende i lavoratori, li sposta da una sede all’altra – per esempio da Siderno a Rosarno, da Grotteria a Monasterace e via dicendo – con i propri giochi di prestigio nel tentativo magari di disfarsene al momento del cambio appalto.

 Ed è la stessa azienda poi che prende un lavoratore da anni utilizzato a Motta San Giovanni  e, forse perchè più simpatico di altri, lo riporta alla casa madre di Siderno.

E’ ancora la stessa azienda che assicura ad un lavoratore reintegrato che provvederà a pagare le indennità determinate dal Tribunale a breve chiedendo di attendere fino alla fine di marzo e ad oggi, non ha ancora pagato nulla.

 E’ la stessa azienda che ha accumulato nei confronti di un proprio ex dipendente  un debito di oltre 50.000,0 euro – il che significa averlo lasciato senza stipendio per almeno tre anni – e non paga nulla  chiedendo conciliazioni cui non partecipa  e proponendo ricorsi senza nulla dire.

 Questa insomma è  la legalità cui la Locride Ambiente fa riferimento. 

In questi termini siamo felici di non aver nulla a che fare con questi “principi” visto che la nostra idea di legalità applicata al contesto aziendale è un’altra ed è fatta di rispetto dei diritti, di pagamenti puntuali o quasi, di un dialogo con i lavoratori e di un’equità di comportamento nei confronti degli stessi lavoratori, senza distinzione alcuna .           

Che se la tengano quindi la loro legalità che noi ci teniamo la nostra che, per quel poco che ne sappiamo, risponde certo di più a quello che dice la nostra Costituzione.

 Poi ognuno è libero di dire la sua e di indignarsi, ci mancherebbe, ma indignarsi non basta; bisogna far sì che le parole corrispondano ai fatti altrimenti le parole restano prive di senso.

 E la legalità, in questo contesto, così come la intende la Locride Ambiente è solo una parola. 

Per queste ragioni  continuano indubbiamente a sussistere i motivi posti a base del già proclamato stato di agitazione con conseguente necessità di indire  inevitabilmente una giornata di sciopero dei lavoratori in servizio nei cantieri in epigrafe per il prossimo 14 luglio 2020