venerdì,Ottobre 30 2020

Reggio Calabria, cittadini esasperati: «Da mesi con l’acqua razionata»

Dopo anni di attesa: «Sulla condotta da anni si vociferano presenze di allacci abusivi, vociferare acuito dalle manovre insensate compiute nell’ultimo decennio, al quale l’ente che si occupa della gestione idrica non ha mai attuato un valido ed onesto controllo»

Reggio Calabria, cittadini esasperati: «Da mesi con l’acqua razionata»

«Da giorno 7 luglio persiste nella frazione di Rosario Valanidi, avviene l’ennesimo e insensato razionamento dell’acqua ad uso domestico. Come da ormai prassi, anche più volte denunciata via mezzi di informazione e lettere agli enti e Procura, al primo accenno di “estate” vi è il razionamento con l’immediato “guasto” alla condotta idrica.

A tali guasti fanno seguito le legittime proteste dei cittadini, alle quali si è  sempre risposto negli anni con “rattoppi” , a detta dell’ente comunale preposto e dei suoi addetti, e con razionamento idrico orario, per non sottolineare i guasti alle pompe che costringono la popolazione a restare senz’acqua per svariate settimane (come già denunciato in passato).

Ad oggi 16 Settembre sembra esser arrivati al fatidico apice della situazione, in quanto da giorno 7 è stata comunicata con lettera ufficiale e firmata dal dirigente dell’ufficio tecnico una “presunta “perdita sulla condotta da individuare  che comportava la necessità di razionare l’acqua ad uso domestico dalle ore 6-13 nelle frazioni di Rosario Valanidi, Arcoleo, Gumeno, Velenata e dalle 13-20 nella frazione Candico, abusando ancora di più della soluzione “razionamento” sottolineando il termine “presunta”, in quanto tale comunicazione ufficiale,  affissa nei vari esercizi commerciali della zona, arrivava dopo le furenti proteste della cittadinanza, con annessa minaccia di denuncia, causate da anomale manovre dell’acqua, che tutto hanno fatto fuorché far arrivare questo prezioso  liquido nei rubinetti delle case, e al  quale nessuno è stato  in grado di dare spiegazioni.

Da precisare che basta un semplice manometro per capire se la pompa estrae acqua a sufficienza e fin dove arriva la portata.   Agevolazioni di una società moderna ma rifiutate da una metodologia arcaica e di tipo “privatistico” con cui il settore viene gestito.  L’apice della questione toccato oggi, è nel totale disservizio idrico, da Martedì 15, dovuto a non si sa quale guasto, in quanto gli operatori addetti, ed i dirigenti responsabili rispondono, quando rispondono, in maniera saccente,  scortese,  perché scocciati dal disturbo arrecato, dicendo  che “con calma” verrà tentato di individuare il guasto.

La gravità della situazione non si limita esclusivamente alla questione della mancanza totale di fornitura d’acqua corrente, ma vi sono varie situazioni di salute pubblica messe a repentaglio, vista la presenza di soggetti affetti da disabilità, e  oggi la situazione prende un contorno anche più pericoloso,  in quanto vi è una situazione COVID 19 nella zona, essendo presenti dei soggetti contagiati ,e soggetti quarantenati preventivamente che, col razionamento prima, e la totale assenza di servizio idrico ora, non possono sanificare i loro ambienti, mettendo a rischio la propria salute, e arrecando problemi e rischi anche a soggetti non positivi, situazione questa  esposta ai dirigenti , che non si sono interessati nemmeno alla questione “lavandosene frettolosamente le mani” con una “non è competenza mia”.

Precisiamo inoltre che alla richiesta di ricaricare le cisterne, oramai vuote con servizio autobotte, ci è stato risposto che bisogna prenotare , ma la stessa autobotte viene liberamente indirizzate verso abitazioni forse “di migliore ceto sociale”, senza alcuna ragione di fondo se non quella del già sottolineato “metodo mafioso”.

Ribadendo che sulla condotta da anni si vociferano presenze di allacci abusivi, vociferare acuito dalle manovre insensate compiute nell’ultimo decennio, al quale l’ente che si occupa della gestione idrica non ha mai attuato un valido ed onesto controllo, oggi si è raggiunto l’evento speriamo ultimo di questa decennale storia , dal sapore di beffa e di “metodo mafioso”, nella gestione di un bene di tutti, che deve essere garantito quotidianamente, vista non solo le problematica di salute che sono presenti nelle varie abitazioni, ma vista  anche l’esosità delle bollette che puntualmente vengono recapitate ai cittadini della frazione».