mercoledì,Ottobre 21 2020

Motta San Giovanni, Crea: «Combustione di Comunia, dopo il silenzio si paventano denunce»

Il referente dell'Ancadic si rivolge al sindaco: «Non era davvero il caso di aggiungere all’emergenza ambientale e sanitaria anche la preoccupazione per alcuni cittadini di essere denunciati»

Motta San Giovanni, Crea: «Combustione di Comunia, dopo il silenzio si paventano denunce»

«Il comunicato stampa emanato oggi 3 ottobre 2020 dal Sindaco dal Comune di Motta SG rattrista e delude una popolazione già provata da oltre due mesi da disagi fisici e psicologici».

Lo scrive in una nota Vincenzo Crea, referente unico di Ancadic «Il Sindaco infatti, non solo ha centellinato le comunicazioni e le informazioni in questa drammatica situazione, non solo non ha promosso alcun tipo di dialogo con la Comunità, non solo non ha mai preso parte al sit-in per interfacciarsi con una parte della popolazione, ma oggi addirittura esprime velate minacce affermando di avere incaricato un legale per valutare possibili azioni, che per quanto si legge dovrebbero essere rivolte a uno o più cittadini.

Questo è davvero l’apice della gestione della situazione, ma segna anche una grave e forse definitiva frattura nel rapporto tra cittadini e amministrazione. Non è possibile che il primo cittadino anche in una situazione come questa, invece di comportarsi come il “pater familias” che rassicura la comunità, minaccia provvedimenti legali. Se questo è un tentativo di mettere a tacere la cittadinanza credo proprio che si sbagli: l’ANCADIC e il Comitato Torrente Oliveto continueranno a vigilare la gestione degli Enti di questa grave situazione.

Ai cittadini voglio comunicare che nella remota ipotesi che si dovesse concretizzare un’azione legale il Presidente dell’ANCADIC avv. Francesco Nucara ha assicurato la massima disponibilità per qualsiasi eventuale forma di assistenza.

Non era davvero il caso di aggiungere all’emergenza ambientale e sanitaria anche la preoccupazione per alcuni cittadini di essere denunciati. Ma effettivamente l’ambiguità del linguaggio, il voler dire senza dire tutto, il lasciare alle interpretazioni di chi legge contraddistinguono da sempre i comunicati del Comune».