martedì,Novembre 24 2020

Rifiuti, Csoa Cartella: «Indecente il balletto delle discariche»

Gli attivisti: «Logiche criminali non solo per i profitti illeciti, ma per la distruzione di territori e l’alto rischio tumori per i residenti»

Rifiuti, Csoa Cartella: «Indecente il balletto delle discariche»

«Stiamo di nuovo assistendo ad un indecente balletto sul problema delle discariche, giustificate dall’emergenza dei rifiuti per strada che non vengono raccolti, in parte perché non si sa dove sversarli, in parte perché l’inciviltà dei cittadini è pronta a riprodurre i cumuli un secondo dopo la raccolta. Un cane che si morde la coda».

Così in una nota il Csoa Angelina Cartella che prosegue: « E allora che si fa in quella contraddizione in termini che è l’emergenza cronica? Si cercano altre aree nelle quali sversare e alla svelta, con procedimenti veloci e scarsa attendibilità scientifica, quasi sempre in luoghi non idonei e con un’unica certezza: che niente di quanto previsto e dichiarato sarà poi mantenuto. Anche perché, a discarica approntata, poi vi si sversa di tutto e senza controllo. Vedi quanto sta accadendo a Comunia di Motta San Giovanni, dove, dopo più di due mesi e con piogge copiose i rifiuti continuano imperterriti a bruciare, con esalazioni pestilenziali che ammorbano il paese e delle quali non si conosce ancora origine e tossicità, nonostante le ambigue conclusioni del monitoraggio ambientale appena pubblicato . Il tutto farcito con le consuete rassicurazioni, da sempre le medesime; tutto è sotto controllo, tutto andrà bene.

E che dire della discarica di Melicuccà in contrada “la Zingara”? Paradossalmente non c’è bisogno della “zingara” per capire che si sta giocando, con un veloce pressapochismo, sulla salute dei cittadini di quelle zone. Il sito infatti è collocato in alto, sopra la sorgente del Vina che serve acqua potabile a tutto quel versante. Non ci rassicurano le solite raccomandazioni sulla qualità delle opere, sui controlli, su cosa arriverà veramente in quel  sito; cioè, nel migliore dei casi il tal quale, nel peggiore è quasi impossibile sapere cosa, visto il lucroso business che vede la nostra regione ai primi posti per l’eliminazione illegale di rifiuti tossici o altamente tossici di incerta provenienza. Basti ricordare le navi dei veleni, gli interramenti e quant’altro (Ex Pertusola, Marlane, fornace Tranquilla, torrente Oliva ecc. ecc. ecc.).

Logiche criminali non solo per i profitti illeciti che se ne traggono, ma anche per la distruzione di territori e l’alto rischio tumori per i residenti. A noi sembra che quanto avvenuto a Comunia vada in questa direzione. E che quanto stia succedendo velocemente in località la “Zingara” possa presentare rischi così alti che a nulla varranno le rassicurazioni di tecnici ed amministratori. Né tanto meno pensare a battaglie per spostarle di territorio con ragionamenti del tipo “fatele! basta che sia lontano da casa mia!”. Sono ragionamenti insensati.

Forse bisognerebbe ripensare integralmente tutto il ciclo dei rifiuti, partendo dal produrne di meno e di realmente smaltibili, incentivando le compostiere casalinghe, diminuendo i costi per chi differenzia in maniera virtuosa e via dicendo, con un coinvolgimento reale da parte dei cittadini. Con un progetto regionale che vada nella direzione oggi tracciata da più parti di un’attenzione all’ambiente e al territorio, e non più procrastinabile. Ma in tutto questo l’emergenza non c’entra. Occorre programmazione e politiche propriamente dette, non proclami incomprensibili ad opera di assessori praticamente senza portafoglio.

L’emergenza si è dimostrata essere uno splendido artificio per saltare tutti i controlli, per favorire i soliti soggetti che spesso sono quelli che l’emergenza contribuiscono a creare. E subito dopo il carosello dell’individuazione dei posti più assurdi, con l’immancabile imbalsamazione delle proteste, le quali o si impantanano in farraginosi procedimenti burocratici, o si scontrano col controllo e la repressione delle forze dell’ordine o di chi realmente tiene in scacco il territorio. I pentimenti tardivi di tecnici ed amministratori non serviranno e saranno come sempre lacrime di coccodrillo.

Noi crediamo che sia giunto il momento di chiudere con questa prassi oscena. Che discariche pensate con questa superficialità, che non danno garanzie, che non avranno controlli, non debbano essere realizzate: né qui né altrove! Per questo pensiamo che invece della guerra tra poveri e inquinati dovremmo capire cosa sta succedendo a Comunia, a Melicuccà come nel resto della Regione Calabria, da decenni la pattumiera d’Italia.

E mettersi insieme per la salvaguardia della nostra salute, delle generazioni a venire e del nostro territorio. Ma la rassegnazione atavica e la capacità di sopportare tutto quanto ci viene “sversato addosso”, sappiamo che è più facile che la reazione. È forse preferibile morire di leucemia, di tumori in aumento, di fame per lo spreco e la distruzione dei nostri territori e del lavoro che potrebbero consentire o piuttosto alzarsi in piedi e agire prima che sia troppo tardi?».