sabato,Novembre 28 2020

Discarica di Comunia, Mallamaci: «Dati troppo scarni per stare tanquilli»

Il consigliere comunale di Motta San Giovanni: «Indispensabile implementare campioni ed analisi di tutte le matrici ambientali»

Discarica di Comunia, Mallamaci: «Dati troppo scarni per stare tanquilli»

«Eureka! disse Archimede per celebrare la sua scoperta appena avvenuta ed è proprio con la stessa esclamazione che ho celebrato il comunicato stampa dell’Amministrazione Comunale che il 31.10.2020, a seguito di comunicazione “formale” da parte della ditta incaricata, ha reso note le risultanze analitiche delle indagini effettuate nell’area interessata dall’incendio (avvenuto il 02.08.2020) in quella che definirei una macchinosa ed intempestiva ricerca di “tracce del passato”  visto che tali attività andavano eseguite tempestivamente a tutela della salute pubblica». Questo è l’incipit della nota del consigliere Mimmo Mallamaci.

«Tralasciando qualsiasi commento scontato, ma impietoso, relativo alla scelta della modalità di comunicazione(non un vero e proprio rapporto ambientale alla città), nonché ai tempi utilizzati desidero concentrarmi  ed entrare immediatamente nel merito delle risultanze delle analisi, fondamentali per valutare la salubrità dei luoghi e trasmettere serenità ai cittadini dell’area. Anche se mi sembra di essere di fronte alla solita procedura mirata a tappare qualche buco cercherò , con i pochi elementi dati , di fare qualche riflessione».

«E per fare un ragionamento compiuto – secondo Mallamaci – è necessario partire dal piano di campionamento previsto dall’impresa ed in particolare la parte indicata come fase 1 (prima verifica dello stato dei luoghi e avvio monitoraggio anche in presenza di focolai attivi): nella tabella sono sinteticamente riportati i numeri dei campioni previsti e quelli effettuati».

«Ad oggi i campioni prelevati ed analizzati sono pertanto di gran lunga inferiore a quelli previsti e non è  chiaro quali siano i presupposti tecnico/scientifici secondo cui l’Amministrazione abbia imposto questa scelta o se con il consueto ritardo ne ha commissionati altri (anche a tal  proposito nei giorni scorsi ho fatto richiesta di tutta la corrispondenza intercorsa tra il nostro Ente è la Società incaricata del servizio). Nella descrizione si parla anche di terreni, mentre nell’esporre le risultanze delle indagini la ditta introduce il concetto di suolo che al contrario del terreno, cui sono associate anche caratteristiche agrarie, ne rappresenta la parte più superficiale. Non si riscontrano pertanto verifiche sui terreni agricoli né tantomeno sulla falda».

«Nella relazione è evidente come la ditta incaricata, sebbene si guardi giustamente bene dall’esprimere un giudizio definitivo, e nonostante i campioni analizzati non si ritengano sufficienti, metta in guardia gli amministratori ed evidenzi delle forti criticità. In sostanza, dopo 90 giorni, abbiamo dati ancora assolutamente parziali e che quindi non possono considerarsi per niente tranquillizzanti».

«Emerge invece un contesto preoccupante in quanto le “significative presenze di diossina e furani anche se abbondantemente sotto i limiti previsti per la classificazione del campione come rifiuto pericoloso” non sono state indagate laddove si doveva e cioè nelle falde acquifere. Chi proseguirà in tali determinazioni? Quali sono i tempi previsti?». 

«Vorrei precisare – continua il consigliere Mallamaci – che è indispensabile implementare campioni ed analisi di tutte le matrici ambientali in quanto la dinamica dell’incendio non è di quelle che comunemente accadono (fuoco per tre giorni e basta): qui siamo di fronte ad un cumulo di materiale che brucia, con più o meno intensità, da 90 giorni e di conseguenza il rilascio di quelle “significative presenze di diossina e furani…” è stato costante e continuo nel tempo e molto dipende anche dal tipo di vento presente nei giorni in cui sono stati eseguiti i campionamenti».

«Di fondamentale importanza appare poi la necessità di caratterizzare in più punti il materiale combusto per il successivo conferimento nell’impianto di smaltimento. Di questo nel comunicato dei “nostri” non vi è alcuna traccia. Come si intende procedere?».

«Infine “acquisiti i risultati positivi del monitoraggio ambientale”  (è da capire cosa si intenda per positivi avuto riguardo al fatto che nelle relazione è consigliato il conferimento a  stretto giro e, nelle more, la copertura degli stessi dall’azione degli agenti atmosferici oltre un’indagine analitica delle acque di falda) il nostro sindaco incontrerà in Cittadella l’assessore regionale all’Ambiente Sergio De Caprio per stabilire ogni azione necessaria per la definitiva messa in sicurezza dell’intera area.  Una preghiera, conclude Mallamaci: rappresenti nettamente tutti i disagi fin qui vissuti dai cittadini e tutte le criticità note con la fermezza e la determinazione che il caso richiede. Ed un consiglio: si faccia segnalare dai cittadini un loro rappresentante da far partecipare all’incontro a Catanzaro».