giovedì,Aprile 15 2021

Saline Joniche come Copenaghen: l’idea di un termovalorizzatore “green”

Rositano immagina la creazione di un impianto avveniristico di nuova generazione in grado non solo di smaltire i rifiuti, ma anche di generare energia e calore puliti per la Calabria

Saline Joniche come Copenaghen: l’idea di un termovalorizzatore “green”

Nei giorni scorsi il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà nel corso dell’evento “SUD — Progetti per ripartire”, che il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, ha deciso di promuovere in vista della elaborazione definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha proposto tra i progetti da attuare la creazione del Campus Agapi pensato dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Il progetto mira a realizzare a Saline Joniche un nuovo centro di ricerca, simile a quello insediato grazie ai fondi europei nell’area di San Giovanni a Teduccio di Napoli, con l’ambizione di creare una nuova Silicon Valley in Calabria. Esiste già un analisi preliminare con un impegno di spesa per gli interventi di circa 90milioni di euro, così da instaurare un nuovo Distretto dell’Innovazione. Un’iniziativa lodevole e che guarda al futuro.

Tuttavia siamo davvero sicuri che sia questa la scelta migliore per rilanciare Saline Joniche la cui area industriale è divenuta simbolo del fallimento della Cassa del Mezzogiorno? Ho così commentato la notizia sui social media proponendo da un lato di rafforzare l’idea del nuovo campus universitario concentrando le attività di studio e ricerca sulla tra transizione ecologica, e dall’altro costruire un termovalorizzatore green, come fatto a Copenaghen e Brescia, così da favorire nel medio- lungo periodo, una volta che la raccolta differenziata nell’area abbia percentuali significative, l’implementazione di quell’economia circolare di cui tanto si parla.

Un impianto avveniristico di nuova generazione in grado quindi non solo di smaltire i rifiuti, ma anche di generare energia e calore puliti per la Calabria. Un termovalorizzatore che diventi punto di riferimento sia per la sua capacità di unire le ultime scoperte in fatto di tecnologie che luogo di ritrovo per i cittadini in cui fare sport, magari sciando guardando il mare come succede in Danimarca. Da qui ne è scaturito un dibattito che denota come i social media possono anche fornire spunti interessanti ai policy makers.

Antonio Bova, un giovane ingegnere calabrese, fa notare come “Copenaghen ha 600 mila abitanti circa ed ha una percentuale di raccolta differenziata elevata. La città di Reggio Calabria e dintorni devono prima arrivare a quelle percentuali di raccolta oltreché avere una densità abitativa di un certo valore che giustifichi una tale spesa. I numeri son numeri… oltre al fatto che l’impatto ambientale è elevato che va oltre a quello della ciminiera abbandonata”.

Così come la professoressa dell’Università Mediterranea Consuelo Nava, esperta in progettazione sostenibile, sottolinea che non basti trasferire progetti che in altri paesi funzionano su condizioni di contesto e di governo del territorio differenti, ma è necessario prima verificarne la reale attuazione. Infine Domenico Porpiglia, Digital Strategist e professore all’Università per stranieri Dante Alighieri, propone che “l’unica cosa da fare per quel sito sarebbe provare a bonificarlo e restituirlo alla Calabria come ciò che è: un bel pezzo di fascia costiera ionica.

L’industrializzazione di quel luogo non era fattibile 40 anni fa e non lo è ancora oggi. I termovalorizzatori, se ben gestiti e se usati per produzione di energia, credo potrebbero essere una grande risorsa…”. Insomma idee e spunti interessanti nati sul web, che forse i decisori pubblici calabresi potrebbero tenere in considerazione prima di prendere una scelta così importante che potrebbe cambiare il volto non solo di Saline Joniche, ma dell’intera Calabria.

Domenico Rositano (Commercialista, Innovation Promoter Università Mediterranea di Reggio Calabria, Esperto in Fondi Europei)

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