martedì,Febbraio 27 2024

Rifiuti a Reggio, entro il 2022 il nuovo impianto di Sambatello. A maggio attiva la discarica di Melicuccà

Schiarita anche sul fronte della frazione organica. Resta necessaria la collaborazione dei cittadini per non creare micro discariche urbane

Rifiuti a Reggio, entro il 2022 il nuovo impianto di Sambatello. A maggio attiva la discarica di Melicuccà

L’emergenza rifiuti riacutizzatasi nei mesi scorsi per ragioni di conferimento degli scarti finali in discarica di servizio al momento ancora assenti nell’Ambito Territoriale Ottimale (Ato) di Reggio Calabria, sembra gradualmente rientrare. La soluzione della predisposizione delle ecoballe, con rifiuti imballati tal quali, cioè non trattati nell’impianto di Sambatello e trasferiti direttamente in Puglia dalla scorsa estate, sta ponendo l’impianto medesimo nelle condizioni di poter accogliere e lavorare regolarmente i rifiuti indifferenziati prodotti dai comuni dell’ecodistretto dello Stretto, tra cui Reggio Calabria.

Una situazione questa che dovrebbe normalizzare la raccolta a Reggio città se parte di cittadinanza reggina non avesse perso fiducia e non si fosse stancata di pagare i tributi per un servizio a singhiozzo e di vedere una città sempre sporca e se altra parte nel frattempo avesse adottato comportamenti civili.

Micro discariche urbane diffuse a Reggio

L’aumento di discariche urbane e di ammassi di rifiuti non differenziati in giro per la città costituisce non solo un fattore di forte degrado ma rappresenta anche un aggravio di lavoro. Risorse (oltre 350 unità di personale in Avr) che dovrebbero dedicarsi alla raccolta porta a porta si ritrovano a dover rimuovere i sacchi abusivamente lasciati per strada. Inoltre tale rifiuto indifferenziato, ma non selezionato, genera rallentamenti nel conferimento nell’impianto di Sambatello che ogni giorno da tutti i comuni conferitori può ricevere non oltre 200 tonnellate di rifiuti. Reggio può conferire fino a 120-130 tonnellate di rifiuto indifferenziato al giorno (su un totale di produzione di circa 200 tonnellate al giorno) e il contenuto di quei sacchi per strada occupa quindi spazio, compromettendo la puntuale raccolta porta a porta del rifiuto indifferenziato “regolare”.

«Se ci ritroviamo ogni giorno a impiegare personale per ripulire le strade, invece dei pianerottoli delle abitazioni, non riusciamo né a dare qualità al sistema di raccolta differenziata né a tenere pulita la nostra città», ha sottolineato il dirigente Ambiente del comune di Reggio Calabria, Domenico Richichi.

Ripulire periodicamente le discariche, come per esempio quella di Ciccarello nel quartiere di Modena a Reggio Calabria, genera pertanto accumuli e ritardi sulla raccolta porta a porta.

«Sono in corso riunioni operative per ottimizzare il lavoro di Avr» sottolinea l’assessore all’Ambiente del comune di Reggio Calabria, Paolo Brunetti che rilancia con un nuovo appello, evidenziando centralità della collaborazione della cittadinanza.

«La raccolta differenziata va fatta. È l’unico strumento che abbiamo per uscire stabilmente dall’emergenza. Siamo consapevoli delle difficoltà e dei disservizi ma la pratica di differenziare il rifiuto costituisce l’unica via d’uscita da questo stato di disagio e degrado. La situazione è in fase di miglioramento. L’impianto di Sambatello lavora a regime. Dobbiamo avere fiducia», ha ribadito l’assessore comunale Paolo Brunetti.

Il ciclo dei rifiuti a Reggio

La raccolta dei rifiuti, di competenza del Comune di Reggio Calabria, è legata a doppio filo al ciclo di trattamento e smaltimento. Se non si può trattare, rallenta la raccolta e stesso effetto si consegue se non si può smaltire.

Sul fronte raccolta, inoltre, la macchina amministrativa del Comune di Reggio è al lavoro per l’individuazione del nuovo soggetto deputato alla raccolta e che dal primo luglio dovrà sostituire Avr, ad oggi già in regime di proroga.

«Stiamo lavorando chiudere la gara avviata a marzo ed individuare al più presto la società che si occuperà a Reggio della raccolta», ha spiegato il dirigente comunale Domenico Richichi.

Le ecoballe

Ad oggi la trasferenza in Puglia, in scadenza il prossimo 15 maggio, ha consentito di smaltire l’imponente carico di accumulo straordinario di 1000 tonnellate di rifiuto indifferenziato tal quale, consentendo a Sambatello di tornare a regime e di essere dedicato all’indifferenziato porta a porta, sempre micro discariche urbane abusive permettendo. «Restano solo 100 tonnellate ma sono gli scarti della lavorazione dell’impianto che di routine vanno al termovalorizzatore di Gioia Tauro», ha spiegato il dirigente del comune di Reggio Calabria, Domenico Richichi.

L’Ato di Reggio Calabria verso l’autonomia

La scorsa estate si è manifestata, in tutta la sua evidenza, la necessità di discariche di servizio assenti nell’Ato reggino. Nell’attesa di operare nella discarica di Melicuccà, dissequestrata dopo anni, gli scarti finali di Sambatello, ad esempio sono stati conferiti prima in Puglia, in discarica privata, poi a Cassano e adesso a Lamezia Terme. Da qui l’urgenza di rendere autonomo tanto l’ecodistretto in cui ricade il comune di Reggio Calabria che per dimensioni registra le gravi criticità, quanto l’Ato. Per quanto concerne intanto l’autonomia dell’ecodistretto dello Stretto, a fine mese dovrebbe essere operativa la discarica di Melicuccà.

La discarica di Melicuccà

«Siamo in attesa degli ultimi esiti di indagini del Cnr, dopo i quali si procederà con le valutazioni finali sull’utilizzo della discarica di Melicuccà. Al momento non ci sono elementi ostativi. Siamo stati scrupolosi fino in fondo, al punto da chiedere un ulteriore approfondimento per essere certi dell’utilizzo sicuro della vasca. Riteniamo che per la fine del mese la discarica sarà operativa», ha sottolineato il dirigente del settore Ambiente, Pietro Foti, che come Città Metropolitana sta seguendo direttamente i lavori in quanto soggetto attuatore designato dalla Regione lo scorso anno.

Questo per quanto riguarda la prima vasca ma a Melicuccà insiste anche il progetto di bonifica della vecchia discarica.

«Stiamo, sempre sulla scorta delle analisi del Cnr che attendiamo, per mettere in appalto i servizi di ingegneria anche per la bonifica della vecchia discarica», ha spiegato ancora il dirigente Pietro Foti.

La frazione organica

Si inizia così a risolvere la crisi delle discariche di servizio che lo scorso anno, in particolare, aveva posto a dura prova tutto il sistema rifiuti regionale. In particolare il comune di Reggio ha attraversato un momento di grande difficoltà segnato anche dalla precarietà del trattamento della frazione organica, specie dopo l’incendio che lo scorso settembre ha interessato l’impianto di Siderno. L’Ato reggino, con i tre sotto ambiti o ecodistretti dello Stretto, Siderno e Gioia Tauro, al momento patisce, infatti, anche sul fronte del trattamento della frazione organica.

Al momento, a fronte di circa 200 tonnellate a settimana di produzione, il comune di Reggio Calabria è stato autorizzato a conferire soltanto 100 tonnellate ogni sette giorni nell’impianto di Vazzano in provincia di Vibo Valentia e Celico in provincia di Cosenza. Se non si può conferire, non si raccoglie. Da qui ritardi e accumuli, purtroppo anche per strada.

«Invece dei tre ritiri, a volte riusciamo a farne soltanto due. Anche in questo senso chiediamo alla Città Metropolitana di indicarci una soluzione che possa garantirci maggiore stabilità», ha spiegato ancora l’assessore comunale reggino Paolo Brunetti.

È fiducioso anche su questo il dirigente Ambiente della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Pietro Foti. «L’impianto di Vazzano, soggetto finora a qualche restrizione, dovrebbe tornare a regime e consentire un conferimento maggiore. I lavori di ripristino quanto meno per il trattamento della frazione organica nell’impianto di Siderno dovrebbero essere eseguiti entro fine giugno ed inoltre Reggio Calabria potrà contare anche sull’impianto a Cittanova di Ecopiana che ha iniziato a lavorare in questa settimana e che per noi tratterà la frazione organica», ha spiegato il dirigente metropolitano Pietro Foti.

L’ammodernamento dell’impianto di Sambatello

L’impianto di Sambatello a Reggio Calabria, al momento lavora solo il rifiuto indifferenziato ma ha in prospettiva di divenire un impianto completo con piattaforma a recupero spinto anche per la frazione secca e la linea trattamento frazione umida a digestione anaerobica con produzione di biogas. «La consegna dei lavori di ammodernamento è in attesa di diventare definitiva. Mancano ancora alcune autorizzazioni ma i lavori sono appena cominciati e già si sta operando sulle scarpate, si stanno programmando gli smantellamenti e gli ordini delle forniture delle apparecchiature da realizzare all’interno dei manufatti.

C’è un po’ di ritardo sulle opere civili che, però, nell’economia dell’appalto costituiscono una voce residuale. Entro il 2022, con Sambatello l’ecodistretto dello Stretto avrà un impianto in cui il ciclo integrato di trattamento sarà completo con la sola necessità per un po’ di tempo di una discarica finale, in cui conferire volumi ridotti e scarti migliori. Ci sarà, infatti, un abbattimento della percentuale di scarti che dall’attuale 45%, già bassa rispetto agli altri impianti di Siderno e Gioia Tauro, scenderà al 20%/25%», ha concluso Foti. 

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