domenica,Ottobre 1 2023

Lido comunale a rischio crollo, Pizzimenti invoca l’intervento di prefetto, questore, Asl, Nas e magistratura

Il presidente dell’associazione “Cittadini per il cambiamento” chiede anche che venga risolto il problema dell'inquinamento del mare, dovuto al sistema fognario che scarica sotto-costa i suoi liquami

Lido comunale a rischio crollo, Pizzimenti invoca l’intervento di prefetto, questore, Asl, Nas e magistratura

Nuccio Pizzimenti, presidente dell’associazione “Cittadini per il cambiamento“, dopo aver di recente segnalato l’utilizzo del Lido come una discarica, non demorde, ed è intenzionato tramite il prefetto a “convincere” il sindaco, a mettere in sicurezza, al più presto, l’intera struttura cementizia del Lido comunale, «poiché il complesso balneare, mai restaurato da Falcomatà, presenta cornicioni a rischio caduta, ma ancor di più, giacché il Lido, in 2 legislature è stato abbandonato a sé stesso dal sindaco, si sta sgretolando, tanto che anche i solai rischiano adesso di collassare e sprofondare l’uno sull’altro!

Tutto ciò è pericoloso per l’incolumità di chi, nonostante tale situazione, frequenta ugualmente la struttura, per non parlare di quelle “presenze”, che specie d’inverno, sfondano le porte delle cabine, per adoperarle nottetempo come “ricovero”, essendo per lo più soggetti senza fissa dimora, col risultato che molte cabine, così facendo, ogni anno si trovano vandalizzate a tal punto, che si trovano persino resti di escrementi umani. A questo proposito appare evidente uno stato di emergenza sanitaria, tale che urge anche l’interessamento dell’Asl e dei Nas a tutela della salute pubblica».

Per Pizzimenti, «questa struttura che in un tempo felice fu per tanti anni fiore all’occhiello del turismo locale, attirando pure turisti da fuori regione; e che fu la gioia dei reggini che vi trascorrevano le loro estati in riva al bellissimo scenario dello Stretto, per farvi un tranquillo bagno di mare, oggi per colpa di ben 2 legislature infauste della sinistra al Comune, a guida Falcomatà, si trova nel decadimento e nel degrado più assoluti, a cui paradossalmente contribuisce lo stesso Falcomatà, il quale nonostante il vandalismo, gli escrementi umani, la degenerazione delle strutture cementizie, la sporcizia, che regnano sovrani, nel corso di 2 legislature nulla ha fatto per evitare tutto ciò, tanto che il Lido paga un prezzo altissimo, che è sotto gli occhi di tutta la cittadinanza! Nessuna scusante è ammessa!

È inoppugnabile il fatto che tale situazione, per colpa del lassismo di Falcomatà, spinge i reggini a non poter usufruire di una struttura, che è stata e potrebbe essere ancora polo attrattivo di turisti anche da fuori regione, ed invece la “miopia amministrativa” di Falcomatà, spinge il flusso turistico verso altri luoghi con attrezzature balneari funzionanti! In pratica Falcomatà sta mandando al collasso il turismo e gli imprenditori alberghieri e dei B&B, che perdono clientela, perché La gente evita di venire in vacanza a Reggio, dove trova spazzatura non raccolta per settimane sulla pubblica via, dove non c’è una struttura balneare pubblica funzionante, in una città dove persino l’acqua nei rubinetti manca, al punto che, una turista la scorsa estate si è espressa chiaramente, dicendo che il Comune di Reggio fa vivere i reggini in una situazione da terzo mondo!».

 Pizzimenti ribadisce necessaria la messa in sicurezza del Lido e «il Prefetto – aggiunge – sarà da me notiziato delle situazioni di pericolo per i probabili crolli della struttura, al fine di adottare gli idonei iter di legge a tutela della pubblica incolumità, con l’opportuno intervento dei Vigili del Fuoco, allo scopo di verificare la pericolosità della struttura ed il rischio di eventuali cedimenti delle parti portanti, nonché la consistenza dei solai, che vengono regolarmente frequentati dai cittadini; quindi per tale situazione è opportuno mettere in mora il sindaco Falcomatà, per obbligarlo a mettere in completa sicurezza l’intera area, installando anche dispositivi di videosorveglianza ed allarme e coinvolgendo anche il questore, per predisporre un costante controllo della struttura da parte delle forze dell’ordine h24, adottando gli iter di legge a tutela della pubblica incolumità».

Pizzimenti ritiene che «se non verranno adottate le misure di sicurezza, dovrebbe occuparsene pure la magistratura. Infine, le acque del Lido e di tutta la  costa della via Marina, sono afflitte da inquinamento fognario da decenni, perché il sindaco della svolta, in due legislature, non ha mai fatto le opere pubbliche necessarie; e non ha mai risolto il problema dei depuratori di Ravagnese mal funzionanti e superati pure tecnologicamente, come ben sanno i residenti del popoloso rione a Sud della città, i quali, specie d’estate, con le finestre aperte, subiscono l’olezzo fognario, proveniente dai depuratori vetusti, pur pagando, anch’essi la tassa obbligatoria sulla depurazione, inesistente a Reggio Calabria!

A sostegno della fondata responsabilità giuridica del sindaco in materia ambientalistica per lo scarico di acque reflue, provenienti da rete fognaria comunale, è sufficiente ricordare la sentenza della Cassazione del 2020, che condannó il sindaco di Letojanni, appunto per sversamento di fogna in mare e per omesso tempestivo divieto di balneazione, nonché un’altra sentenza, quella del 17 gennaio 2008, N° 2.478, pronunciata dalla III° Sez. Penale della Cassazione, la quale ribadisce anch’essa la responsabilità del sindaco per il reato di sversamento (suolo e sottosuolo) ed omessa manutenzione!».

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