domenica,Giugno 20 2021

Lega anti vivisezione, flash mob per dire “no” allo sfruttamento degli animali che ha causato la pandemia

Ad organizzarlo è stato il Gruppo reggino, sulle scale del teatro Cilea oggi pomeriggio, per puntare ad un’economia green e diffondere le 6 proposte di cambiamento

Lega anti vivisezione, flash mob per dire “no” allo sfruttamento degli animali che ha causato la pandemia

“Un vaccino per il pianeta per non tornare come prima” è il tema del flash mob sulle scale del teatro Cilea. È il manifesto a cui si può aderire per dire “no” allo sfruttamento degli animali che ha causato la pandemia. Ad organizzarlo è il Gruppo reggino della Lega anti vivisezione nella sua prima uscita ufficiale e diffondere le sei proposte per il cambiamento.

Come chiarisce Bruno Emanuele Giordano: «Sappiamo bene quali sono le priorità nel momento in cui uno Stato si vuole impegnare per dare messaggi importanti. Bisogna puntare su un’economia green, stop agli allevamenti intensivi e riduzione di tutti i derivati animali. I cittadini e le cittadine possono nutrirsi di prodotti più sostenibili anche chiaramente lo stop agli esperimenti sugli animali. Abbiamo visto scarso impegno da chi di competenza e vogliamo dare voce a chi da solo non può difendersi e vogliamo essere strumento per tutta la cittadinanza».

Sono cinque i punti posti all’attenzione della giornata: più cibi vegetali poiché «carne, latte e uova fanno tagliare foreste, inquinano, causano sofferenza, sono origine della diffusione di nuovi virus». Il mondo ha necessità di andare verso un’economia davvero green, da qui la necessità che le aziende, a partire da quelle di abbigliamento e di alimentazione, siano convertite ad una vera sostenibilità dando loro accesso a “Recovery fund next generation u”. Basta al commercio di animali esotici, serve bloccare importazione, commercio e detenzione di animali selvatici ed esotici possibili veicoli per la diffusione di nuovi virus.

Nessuna sovvenzione coi soldi pubblici agli allevamenti «che sono bombe a orologeria per la diffusione di nuovi virus». I finanziamenti pubblici dagli allevamenti vanno spostati alla produzione di alimenti vegetali. Più ricerca senza animali: occorre investiamo nella scienza che utilizza metodi sostitutivi alla sperimentazione animale più efficace per i malati, per liberare gli animali dai laboratori. Ed infine aiuti alle famiglie con animali poiché la crisi sanitaria ed economica ha colpito anche molte famiglie con animali, serve aiutarli favorendo l’accesso ai farmaci veterinari con Iva agevolata su cibo cure ed incentivi per chi adotta».

top