lunedì,Giugno 27 2022

La Metrocity di Reggio sul podio delle città green

Uno studio di OpenPolis pubblicato dal MiTE ha rilevato come il territorio della nostra provincia sia tra quelli più coperti da alberi. Nessuna infrazione per inquinamento atmosferico. In fondo alla classifica per consumo di suolo.

La Metrocity di Reggio sul podio delle città green

È Genova la città con la quota più elevata del proprio territorio ricoperto di alberi (72%). Ma dopo Firenze che si piazza al secondo posto con una quota pari al 58%, sul podio c’è anche la Città metropolitana di Reggio Calabria con il 48%

I dati, frutto di uno studio di OpenPolis pubblicato dal Ministero della Transizione Ecologica, sono riferiti a tutto il territorio della provincia e non esclusivamente al comune da cui la provincia prende il nome, ed hanno preso in considerazione la percentuale di territorio coperto da alberi nelle principali città metropolitane del nostro paese.

La notizia è stata diffusa praticamente in concomitanza con la pubblicazione di un bando del Ministero che all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza, destina oltre 300 milioni di euro per la forestazione dei principali centri urbani italiani. Si tratta di un progetto che prevede la realizzazione di boschi nelle aree vaste delle 14 città metropolitane, per un’area totale pari a 6.600 ettari.

“L’obiettivo principale è quindi quello di rinforzare i polmoni verdi delle grandi aree urbane, per contrastare l’inquinamento atmosferico, tutelare la biodiversità e allo stesso tempo garantire una migliore qualità della vita ai residenti”. Obiettivo in linea con la strategia forestale europea che prevede la messa a dimora 3 miliardi di alberi sul territorio europeo entro il 2030.

Lo studio di OpenPolis

La ricerca effettuata da OpenPolis si riferisce ai dati del 2018, mentre il progetto di realizzazione di boschi all’interno delle città metropolitane è stato pensato anche per contrastare due fenomeni, caratteristici dei grandi centri urbani, che contribuiscono all’impatto negativo del cambiamento climatico: l’inquinamento atmosferico e il consumo di suolo.

Anche rispetto a questi due parametri sono state stilate delle classifiche.

Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico la ricerca ha certificato che un comune su tre delle città metropolitane è stato oggetto di procedure di infrazione in materia di qualità dell’aria. Milano e Venezia, le due città metropolitane che presentano la quota più bassa di superficie arborea, registrano anche il maggior numero di infrazioni (in entrambi i casi, esse coinvolgono la totalità dei comuni). Mentre l’ultima sotto questo aspetto è Genova (con 1 solo comune coinvolto, per l’1,5% del totale), che è anche la città metropolitana più verde. Ma nella classifica sono escluse le città metropolitane che non hanno riportato nessuna infrazione, e tra queste Reggio Calabria, in compagnia di Catania, Bari e Cagliari.

Per quanto riguarda il consumo di suolo, ovvero la copertura artificiale di aree naturali (come l’asfaltatura e la cementificazione), che favorisce alcuni fenomeni dannosi come l’emergere di isole di calore – che provocano un forte innalzamento della temperatura specificamente all’interno dei centri urbani rispetto ai territori circostanti – i dati si riferiscono al 2020.

“Come impatto del consumo di suolo, è Napoli la prima città metropolitana d’Italia, avendo il 34% della sua superficie a copertura artificiale. La segue Milano (31,7%). Fatta eccezione per Venezia e Milano, con rispettivamente il 14,3% e il 13,1% di suolo consumato, gli altri grandi centri urbani riportano quote inferiori al 10%. Palermo (5,7%) e Reggio Calabria (5,8%) in particolare sono le ultime, con cifre inferiori al 6%”.

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