sabato,Dicembre 3 2022

Rifiuti, Reggio bene Comune: «Rione Marconi, Ciccarello e Arghillà ormai terre dei fuochi»

La denuncia del movimento che condanna l’omertà di alcuni cittadini e l’indifferenza dello Stato: «Questi sono atti criminali»

Rifiuti, Reggio bene Comune: «Rione Marconi, Ciccarello e Arghillà ormai terre dei fuochi»

«Sabato sera è toccato al rione Marconi ma quella che siamo costretti a denunciare è ormai cronaca quotidiana di uno scempio criminale. La scena, ormai, è sempre quella: la “solita” processione di piccoli mezzi, furgoni o camion (addirittura) che scaricano illecitamente rifiuti ingombranti o indifferenziati presso alcune precise postazioni di cassonetti o di abituali “microdiscariche”; non solo di notte ma anche in orario diurno».

Così in una nota “Reggio bene Comune” denuncia la pratica ormai diffusa dei «rifiuti ritirati a pagamento, verosimilmente presso utenze domestiche, che da anni producono illeciti profitti a quello che è un vero e proprio traffico; trasformatosi, per le sue modalità, in “sistema”».

Dopo essere stati riversati nelle postazioni dei cassonetti o in prossimità di questi, infatti, vengono puntualmente incendiati (per annullare ogni prova concreta) carbonizzando materiali scaricati che costituirebbero “impaccio” per successive operazioni.

«Questa dinamica – si legge nella nota – è non solo consolidata ma anche testimoniata e, spesso, anche documentata da molti residenti o da quei semplici cittadini che, non sopportando più di assistere impotenti a questa continua rigenerazione del degrado, provano a denunciare».

Non è solo degrado visivo, per Reggio bene Comune, ma «una bomba ecologica che si trasforma in un vero e proprio attentato alla salute pubblica; interi quartieri inondati settimanalmente da diossina: una sorta di guerra chimica».

«Conseguenze mai accertate, sicuramente importanti, su chi subisce queste azioni criminali oltre a quelle disastrose sul piano della gestione del servizio-rifiuti strategicamente e ad arte mantenuto, da questi soggetti, in uno stato permanente di emergenza; quella, che favorisce, nella cittadinanza, il ricorso a questi “operatori” abusivi che sul disagio continuano a fare soldi ed a generare disastri ambientali».

E d’altra parte, avverte RbC, chiunque abbia provato a documentare o, più semplicemente, a chiedere di rispettare le modalità legali di smaltimento ha ricevuto in cambio insulti, minacce e finanche aggressioni fisiche, tanto da esserne completamente scoraggiato.

«Anche gli stessi Vigili Urbani temono per la loro incolumità; fatto sta che ormai questi quartieri o queste discariche (distribuite sul territorio fino all’area collinare) sono terra di nessuno. Solo un intervento interforze ed una presenza di tipo militare, nel tempo, possono restituire uno stato di diritto e legalità; intervento radicale e duraturo quindi».

Reggio bene Comune sottolinea anche che le numerose ed incessanti richieste alla Prefettura e finanche al Ministro dell’Interno «sono rimaste purtroppo inascoltate se non puntualmente disattese, a dimostrazione che lo Stato centrale non mostra assolutamente interesse alla necessaria risoluzione radicale del fenomeno».

Anche per questo per il sodalizio reggino «questi fenomeni si collocano all’interno di una pianificazione e volontà criminali ben precise e non certo nell’anomalia ordinaria del ritiro dei rifiuti. Eppure “lo sanno tutti”; l’omertà, in questa città, governa troppo spesso processi sociali di legittimazione del male e del peggio: fino alla stessa ndrangheta». «Non è questione di rifiuti, diciamocelo pure quindi – conclude la nota – ma di criminalità e profitti illeciti».

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