domenica,Febbraio 5 2023

Discarica Melicuccà, anche il Ministero dà ragione al comune di Palmi

Il Ministero della Transizione Ecologica, riconosciuto il pericolo di inquinamento ai danni della sorgente Vina, ha ordinato al comune di Melicuccà di adottare alcune misure di prevenzione

Discarica Melicuccà, anche il Ministero dà ragione al comune di Palmi

Dopo il Tar, che ne ha accolto il ricorso bloccando quindi il conferimento dei rifiuti nella discarica di Melicuccà, anche il Ministero della Transizione ecologica dà ragione al comune di Palmi. Il Ministero, circa le attività svolte dall’Ispra in merito al sopralluogo condotto lo scorso 6 settembre, su incarico dello stesso Ministero a cui il Comune aveva indirizzato il ricorso in autotutela, ha riconosciuto il pericolo di inquinamento ai danni della sorgente Vina. La sorgente, che venne inaugurata il 15 ottobre di 100 anni fa, approvvigiona non solo la città di Palmi, ma anche Seminara e la stessa Melicuccà.

Riotto: «Dobbiamo tutelare la nostra sorgente»

«Lo scorso 9 agosto – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Alessandro Riotto – avevamo richiesto alla Regione Calabria e all’Arpacal l’annullamento in autotutela dello “Studio Arpacal per il dimensionamento preliminare e definitivo delle aree di salvaguardia della sorgente Vina” e dei conseguenti decreti regionali di approvazione, proprio perché, non valutando opportunamente il rischio incombente sulla sorgente Vina, tale studio ha avuto come diretta conseguenza non già la tutela della sorgente ma la ripresa delle attività sulle discariche. È superfluo dire che non abbiamo avuto risposta alcuna né dalla Regione né dall’Arpacal.

Ebbene, proprio in questi giorni sono pervenute le note del Ministero della Transizione ecologica che, riconoscendo il reale pericolo e vista la mancanza di studi idrodinamici atti a valutare gli scambi idrici tra gli acquiferi, prescrive delle misure urgenti di messa in sicurezza delle aree dell’ex discarica, che necessitano di bonifica, e l’istituzione di un registro per il monitoraggio del livello di percolato raccolto in vasca con frequenza almeno quadrimestrale, al fine di evitare il rischio di tracimazione dalla vasca di raccolta.

Inoltre, una volta effettuata la messa in sicurezza, suggerisce anche di riprendere il monitoraggio delle falde attraverso i piezometri esistenti ed estendere lo stesso a valle della contaminazione con l’installazione di nuovi piezometri, al fine di determinare l’estensione del plume inquinante in modo da valutare eventuali ulteriori attività, nell’ambito del procedimento di bonifica, nonché ai fini della gestione del rischio sanitario. In altre parole, quanto da noi instancabilmente attenzionato in tutti gli incontri tecnici svolti negli ultimi due anni».

Per l’assessore Riotto «è svilente pensare che per essere ascoltati bisogna passare per il Ministero e non per un dialogo o un confronto con gli Enti locali preposti. La tutela della sorgente idropotabile del Vina è una priorità non per una comunità ristretta ma per tutta la Calabria. Purtroppo c’è chi ancora promuove una politica a macchia di leopardo o sminuisce le azioni intraprese a tutela di questo bene primario».

La nota del Ministero

Il Ministero della Transizione ecologica ha quindi ordinato al comune di Melicuccà di adottare determinate misure di prevenzione, che consistono «nell’impermeabilizzazione di tutte le aree della discarica scoperte in maniera tale da garantire l’isolamento dei rifiuti dall’ambiente esterno e minimizzare le infiltrazioni di acqua; realizzazione della rete di regimentazione e allontanamento delle acque meteoriche; verifica della rete di captazione del percolato ed eventuale ripristino, anche tramite perforazione di nuovi pozzi di estrazione, con profondità tali da garantire l’estrazione del livello di base del percolato; monitoraggio del livello di percolato raccolto in vasca con frequenza almeno quadrimestrale, al fine di evitare il rischio di tracimazione della vasca di raccolta».

Detto questo, il Ministero ha intimato al comune di Melicuccà di informarlo, entro 7 giorni dal ricevimento del provvedimento, sulle misure di prevenzione tra quelle ordinate, che intende immediatamente adottare «al fine di impedire o minimizzare un danno ambientale e avviarle entro i successivi 15 giorni», mentre entro i successivi 30 giorni, dovrà trasmettere «un progetto relativo alla completa attuazione delle misure di prevenzione e inviare un relativo cronoprogramma per le valutazioni di questo Ministero con il supporto dell’Ispra».

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