mercoledì,Febbraio 21 2024

Scilla, il fascino delle grotte del Mito strega escursionisti e appassionati

Individuate altre due cavità interessanti che hanno portato ad un'ulteriore ricerca per fare luce sulla storia di questo tesoro nascosto

Scilla, il fascino delle grotte del Mito strega escursionisti e appassionati

Continua la raccolta dati da parte dell’associazione Magna Graecia Outdoor riguardo le cavità naturali trovate sulla scogliera occidentale di Scilla. L’Associazione escursionistica ha sede a Scilla e oltre ad effettuare escursioni per promuovere il territorio è anche attiva nell’ambito socio-culturale; inoltre contribuisce alla riscoperta e manutenzione di antichi sentieri nell’ambito scillese. Dopo l’entusiasmante scoperta della prima grotta, denominata “di Glauco”, sempre sulla stessa scogliera sono state individuate altre due cavità interessanti che hanno portato ad un’ulteriore ricerca per fare luce sulla storia di questo tesoro nascosto.

«L’attenzione è stata tanta e tanti sono stati gli scillesi che ci hanno contattati per fornirci informazioni preziose – si legge in una nota dell’associazione dello Stretto – circa 50 anni fa, con i lavori della prima autostrada Salerno-Reggio Calabria, era stata creata una discarica di materiale lapideo e terroso estratto dalla montagna oggetto del cantiere, proprio in prossimità della scogliera. Questo materiale andò a creare delle piccole spiagge attraverso le quali era facile, per i giovani dell’epoca, raggiungere la scogliera stessa con i tesori che custodiva senza che mai nessuno di quegli anfratti venisse segnalato o catalogato. Qualcuno afferma che fossero usati per nascondere gli esplosivi usati per la pesca di frodo e per questo tenute segrete».

«Gli stessi “ex giovani” che giocavano su quelle spiaggette (scomparse nel momento in cui è finito l’apporto della discarica e il mare ha ripreso la lenta erosione della costa) ci hanno accompagnati nei sopralluoghi successivi in cui sono state identificate altre due cavità degne di nota e abbastanza ampie a cui sono stati attribuiti i nomi di Circe e Polifemo. La grotta di Circe, prossima a quella di Glauco e a lei affine per lo sbocco sul mare in direzione dell’abitato, ha la caratteristica di essere collegata con un cunicolo ad una spaccatura orizzontale sulle rocce soprastanti, mentre dalla caratteristica apertura a forma di ipsilon a livello del mare, si intravede il castello di Scilla».

La grotta di Polifemo, invece, non ha sbocco sul mare e si dirama in differenti direzioni con vari ambienti sotterranei. Le tre grotte sono oggetto di raccolta dati: rilievi fotografici di ingressi, sbocchi e caratteristiche principali, localizzazione GPS e in futuro saranno più approfonditamente studiate dal punto di vista geologico, antropologico e biologico. Le varie concrezioni osservate possono essere datate e lo studio delle forme e dei minerali che le costituiscono potrebbe permettere di ricostruire la storia geologica e biologica delle cavità. Il tutto allo scopo di fornire una dettagliata documentazione utile a fini di studio, ma anche turistici. La scogliera scillese di sta dimostrando di grande interesse e non priva di sorprese e, probabilmente, ne ha ancora in serbo per il futuro.

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