mercoledì,Febbraio 28 2024

Reggio, il trekking di alto valore culturale per scoprire il territorio

Dodici percorsi nell'ambito del progetto I sentieri del mito dell'associazione Magna Graecia Outdoor

Reggio, il trekking di alto valore culturale per scoprire il territorio

L’associazione Magna Graecia Outdoor oltre ad essere impegnata nella scoperta, promozione e valorizzazione del territorio, organizzando e conducendo escursioni di trekking di alto valore culturale, ha curato in maniera particolare la riattivazione degli antichi sentieri di Scilla e con l’aiuto e il supporto della popolazione entusiasta, ha reso fruibili dopo varie ricerche queste antiche vie di collegamento, importanti e necessarie quando una volta non esistevano strade come la Statale 18 , le Strade Provinciali né tantomeno le autostrade.


Il progetto dei “Sentieri del Mito” consiste proprio nel riattivare, ripulire e segnalare queste antiche vie di collegamento, rendendo fruibile non solo una rete di sentieri immersi nella natura fra mare e montagna, ma anche una nuova modalità di turismo, lento, consapevole e rispettoso della storia dei luoghi che si attraversano, abbandonando il caos e il baccano a cui si è usualmente abituati presso le mete vacanziere. Un turismo quindi più attento all’uomo, di introspezione, di avvicinamento alla storia, alle tradizioni e alla gastronomia locale e slegato dall’usuale consumismo fracassone.

I sentieri del Mito


Il progetto dei “Sentieri del Mito” prevede ben 12 percorsi di questo tipo, uno dei quali addirittura attraversa l’Aspromonte fino al mare Jonio. In due anni sono stati attivati ben 3 percorsi: Sentiero Aquila, Sentiero Catalimita, Sentiero Livorno. Un altro collegamento degno di nota, è con le famosissime Grotte di Tremusa, un sito scillese che si trova incastonato in una vallata della frazione di Melia allla quota di circa 500 metri sul livello del mare.


Il sito è molto interessante da vari punti di vista: dalla prospettiva geologica poiché è uno spaccato odierno dei movimenti tettonici di milioni di anni fa; infatti è possibile vedere facilmente sia le cavità createsi nel tempo, con stalattiti e stalagmiti, sia numerose conchiglie Pecten a testimonianza dello sbalorditivo sollevamento del sito che sicuramente era sotto il mare tantissimi anni fa; dalla prospettiva mitologica, dato che il nome Tremusa sembrerebbe derivare dal mito di Tre Muse. La leggenda che in esse vi fossero tre statue che le rappresentavano, poi trafugate.

La via Popilia e la fontana di Paolo Re


Un altra peculiarità del sito è che vi transita la famosa Via Popilia, strada consolare romana ad uso principalmente militare e di comunicazione. Detta via collegava Capua, dove formava un bivio con la via Appia, a Reggio Calabria consentendo così collegamenti stabili tra Roma e lo Stretto di Messina. In alcuni punti sono ancora visibili i resti dell’antica via consolare.


Nelle vicinanze delle Grotte di Tremusa vi è inoltre la fontana di Paolo Re, fatta costruire dal Principe Paolo Ruffo, le cui acque sorgive hanno note proprietà depurative e diuretiche.


L’associazione Magna Graecia Outdoor è ben consapevole dell’elevato valore naturalistico e storico del sito e spesso organizza le escursioni tenendo conto di questa particolare e splendida realtà, includendola a pieno titolo nei Sentieri del Mito.

Capo Pacì


Una altra realtà degna di nota è l’esplorazione della scogliera occidentale di Scilla, quella che dalla spiaggia arriva a Capo Pacì. Lo scorso Ottobre ci siamo imbattuti per caso in una cavità nella roccia ed esplorandola siamo rimasti meravigliati sia dalle suggestive vedute e scorci panoramici sia dalla storia geologica del sito. Dopo il clamore mediatico esploso con i vari articoli pubblicati, siamo stati contattati da scillesi che ne conoscevano l’esistenza e che insieme a noi hanno dato inizio a una intensa campagna esplorativa.

Dalle prime ricerche questa area negli anni passati era molto attiva, in tempi relativamente recenti zona ricca di giardini e vigneti, ma in epoche passate il Canonico Giovanni Minasi riporta l’esistenza di un porto fortificato romano, risalente alla guerra tra Pompeo e Ottaviano, le cui macerie erano ancora visibili sott’acqua ai tempi del Minasi.

Essendo la zona molto esposta alle intemperie e molto instabile a livello orografico, si suppone che il porto sia stato distrutto dal feroce maltempo e dalle frane provenienti dal monte soprastante. Difatti durante la crisi sismica del 1873, parte di quel monte crollò in mare causando un’onda che decimò la popolazione scillese rifugiatasi in spiaggia per evitare il crollo degli edifici dovuto alle scosse telluriche.


La scogliera di Pacì quindi ci racconta una storia, ci parla del mito e sopratutto studiandone la geologia ci fa capire in che modo gli sconvolgimenti del terreno e del mare, abbiano modificato nel corso dei secoli la linea litoranea. Sarebbe interessante capire se le grotte siano risultato delle enormi frane o se invece ne esistevano di più grandi che ora sono semisepolte sotto tonnellate di roccia.

La mitologia ci accompagna in questa esplorazione, abbiamo voluto tenere presente il contesto scillese e la presenza nelle vicinanze del Belvedere Morselli, affaccio panoramico spettacolare dedicato a Ercole Luigi Morselli autore della tragedia “Glauco” personaggio cardine della mitologia scillese, ci ha ispirato nella nomenclatura delle grotte; abbiamo così scelto pe le prime grotte in via di classificazione, i nomi di Glauco, Circe e Polifemo, nomi legati a due mitologie profondamente radicate e relazionate con Scilla.

Le leggende e il mito di Scilla


Tutto a Scilla ci lega alla mitologia e ad affascinanti leggende, ecco perché abbiamo chiamato Sentieri del Mito quegli antichi tracciati che abbiamo ripulito dalle sterpaglie, che collegano il paese con le sue montagne, le sue frazioni e i comuni confinanti; quindi anche le Grotte del Mito seguono la stessa logica, riportandoci alla memoria storie antiche che si perdono nella Mitologia.


Purtroppo la frazione scillese di Melia patisce da più di un anno le conseguenze di due eventi disastrosi; infatti la strada che portava alle grotte è stata interrotta da smottamenti causati da una bomba d’acqua e la strada SP15 che collega Melia con Scilla ha subito un importante smottamento che la ha interrotta. La speranza è che i collegamenti “moderni” si riattivino al più presto, contando su una celere attivazione delle Istituzioni preposte, sono enormi infatti i disagi che si percepiscono nella popolazione.

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