venerdì,Luglio 19 2024

Piazza De Nava a Reggio, «che fine hanno fatto gli alberi tagliati»

Se lo domanda la Fondazione Mediterranea che sferza Comune e Sovrintendenza, «artefici dello scempio»: «Le persone non vogliono essere prese in giro»

Piazza De Nava a Reggio, «che fine hanno fatto gli alberi tagliati»

Secondo Martin Heidegger, in Essere e Tempo, “l’infondatezza della chiacchiera non è un impedimento per la sua diffusione pubblica, bensì un fattore che la favorisce”.

Inizia così una nota polemica della Fondazione Mediterranea, che torna sulla spinosa questione di Piazza De Nava: «Le Istituzioni e i nostri politici “chiacchierano” senza avere un’idea compiuta di città nel cui solco definire un programma o, ancora peggio, diffondono false informazioni mentendo alla città. E spargendo queste menzogne, come quella che Piazza de Nava non sarebbe stata demolita, tentano di stabilire nuove “verità” che sostituiscano le precedenti».

D’altra parte per la Fondazione, la storia degli alberi tagliati a piazza De Nava è emblematica. «Soprintendenza e Comune, artefici dello scempio, fanno chiacchiere infondate piuttosto che spiegare alla città la ratio dell’intervento deturpante: e queste chiacchiere senza senso si diffondono nonostante la loro falsità e si rischia che la superficiale attenzione al tema contribuisca a dare loro maggiore forza. Che con l’uso della bruta forza delle “carte a posto”, citate dal Soprintendente Sudano per giustificare l’ingiustificabile e rilanciate dal Sindaco f.f. Brunetti, si sia demolita una storica piazza è un fatto, subito come vulnus etico ed estetico. È però inaccettabile che questo fatto lo si voglia giustificare con chiacchiere infondate. Le chiacchiere del Gatto e della Volpe non si possono subire: devono dire perché hanno tagliato gli alberi, mentendo su una loro ricollocazione, e che fine hanno fatto quelle statue vegetali rappresentate dai due pitosfori che accudivano il monumento al De Nava».

È una questione di etica politica, per la Fondazione Mediterranea, oltre che di estetica urbanistica: «non è tollerabile che il Gatto e la Volpe mentiscano sulla fine delle piante presenti in piazza, che si sarebbero dovute ricollocare in altro sito. Dove sono andati a finire i due pitosfori? La città non vuole chiacchiere ma risposte chiare e inequivoche. La cittadinanza non è fatta solo da utenti plagiabili perché superficiali e distratti bevitori di chiacchiere, come descritti in illo tempore da Martin Heidegger, ma anche da persone attente e competenti che esigono di non essere prese in giro. Posto che purtroppo per gli alberi di via Romeo e Tripepi, che sono stati recisi e non espiantati, non c’è oramai nulla da fare, che il Gatto e la Volpe – conclude la nota – dicano che fine hanno fatto i pitosfori, che si sarebbero dovuti per legge espiantare e ricollocare».

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