martedì,Dicembre 1 2020

«Così abbiamo provato a salvare Walter, ma la morte ha vinto sulla speranza»

La drammatica testimonianza delle squadre del 118 intervenute nell'incidente di Modena: «Abbiamo fatto il massaggio per 40 minuti, poi ci siamo fermati. E siamo ripartiti per un'altra battaglia»

«Così abbiamo provato a salvare Walter, ma la morte ha vinto sulla speranza»

La morte di Walter ha sconvolto l’intera città. Ma c’è chi quella giovane vita ha tentato di salvarla ad ogni costo. Nonostante l’immenso dramma e il dolore del momento, ieri sera a Modena c’erano degli angeli che, mantenendo lucidità e sangue freddo hanno fatto l’impossibile ma anche quello non è bastato. Oggi, con il dolore anche negli occhi e nel cuore, sui social ha fatto il giro il “Pensierino del centodiciottista”, l’amara realtà raccontata da chi, ogni giorno, fa i conti con la morte.

RIVA 2 – MSA REGGIO SUD
RIVA 1- MSA REGGIO NORD

«Quando arrivi sul posto di un incidente, non sai mai cosa ti aspetta. Arrivi. Uno sguardo veloce sulla scena e vedi un ragazzo del ’95 a terra inerme. Cominci a rianimarlo e sai che a prescindere dal risultato, sei l’unica speranza che ha per salvarsi.
Continui, massaggio, passano i minuti 5, 10, 20, le braccia ti fanno male, la stanchezza ti assale ma tu continui. Vene prese, tubo inserito, aspiri, adrenalina, massaggio, massaggio, continui, guardi il monitor nella speranza che quell’onda, che sono le tue braccia, diventi il suo cuore che torna a battere. E niente, continui. Massaggio. Passa il tempo e tu sai che non c’è speranza ma la stessa speranza che non hai, ti fa sperare sempre nel miracolo, ma il miracolo non avviene. Tu che non costati solo il decesso sai che dopo 40 minuti di RCP devi fermarti perchè la morte ha vinto l’ennesima battaglia. Ti fermi, hai perso.

Prendi il lenzuolo, copri tutto. Senti un applauso, cos’è? La gente applaude, ha visto tutto quello che hai fatto, ti ricompensa. Tu con le gambe che tremano e le braccia che ti fanno male ti alzi sconfitto e stranito. Si avvicina un signore e ti dice: «Io ho visto tutto, avete fatto l’impossibile, non vi volevate arrendere. Grazie per esserci e tu rispondi “ci proviamo sempre e qualche volta vinciamo pure. Lei è forte ma qualche volta gliene strappiamo qualcuno dalle mani». Chiedi dell’acqua perché sei bruciato dentro. Resetti, ripulisci e riparti perché da qualche parte sai che tornerai a combattere e forse anche a vincere».
Sono le parole, quel maledetto giorno dopo, nessuno vorrebbe sentire ma che raccontano una vita intera spesa per salvare altre vite, sempre pronti a lottare contro l’unica bestia invincibile.