giovedì,Dicembre 3 2020

Cosche di Cittanova e S. Giorgio, inchiesta chiusa: 18 indagati

L'ELENCO | “Altanum”, la Dda invia l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Ci sono cinque persone in più rispetto al giorno dell’esecuzione della misura cautelare

Cosche di Cittanova e S. Giorgio, inchiesta chiusa: 18 indagati

Sono 18 le persone indagate dalla Dda di Reggio Calabria nell’inchiesta “Altanum” che ha svelato l’operatività della cosca Facchineri nel territorio di Cittanova, nonché la sua operatività anche nel locale di San Giorgio Morgeto e lo scontro fra la storica famiglia di ‘ndrangheta della Piana e quella emergente proprio a San Giorgio. Dall’inchiesta è emersa anche la ramificazione del clan in Valle d’Aosta.

L’inchiesta

In particolare, serrate attività tecniche e dinamiche hanno permesso ai reparti dell’Arma di documentare l’operatività attuale della cosca “Facchineri” di Cittanova e del locale di San Giorgio, facendo luce sul ruolo ricoperto dai rispettivi sodali (per la prima, diretta Giuseppe Facchineri detto “il professore, il fratello Vincenzo FacchineriRoberto Raffa, basista in Valle d’Aosta e cognato dei Facchineri, Giuseppe ChemiSalvatore Facchineri Giuseppe Facchineri detto “scarpina, che per conto della cosca si occupava anche di estorsioni nel territorio reggino; per la seconda, al cui vertice si conferma il nominato Mario Gaetano Agostino, i suoi nipoti Raffaele e Giuliano Sorbara, i fratelli Michele Vincenzo Raso, da tempo punto di riferimento della locale in Valle d’Aosta, i fratelli Vincenzo e Giorgio Raffa, cognati dei Raso, e Tommaso Fazari);  il penetrante controllo del territorio esercitato dalle due cosche e i relativi interessi illeciti, con particolare riferimento agli appalti di lavori pubblici, ai tagli boschivi, alla compravendita dei terreni e all’assunzione dei lavoratori da parte delle locali aziende; la proiezione delle due consorterie nel territorio valdostano, ove risultano risiedere svariati soggetti originari di San Giorgio Morgeto, risultati collegati con alcuni degli odierni indagati; la disponibilità, in capo ad entrambi i sodalizi, di armi e munizioni, funzionali all’imposizione della volontà mafiosa attraverso il sistematico ricorso a minacce, estorsioni e danneggiamenti.

L’omicidio di Salvatore Raso

I ruoli degli indagati nell’ambito della cosca Facchineri e del locale di San Giorgio ed i rispettivi interessi illeciti sono emersi nell’ambito delle indagini che hanno documentato la “fibrillazione” generatasi nel 2011 tra i due sodalizi, entrambi determinati a mantenere il proprio predominio nel territorio di San Giorgio Morgeto, nell’ambito della quale è maturato l’omicidio di Salvatore Raso, esponente della locale di San Giorgio ucciso il 16 settembre 2011 in località Sant’Eusebio del comune di San Giorgio Morgeto, nei pressi della sua abitazione.

Dalle modalità esecutive dell’efferato fatto di sangue – nei confronti della vittima sono stati esplosi 10 colpi di “pallettoni”, uno dei quali alla nuca – e dagli esiti dei preliminari accertamenti era emerso sin da subito che la chiave di lettura del grave delitto non fosse da ricercare in un isolato episodio di criminalità comune ma in un ben più ampio ed articolato contesto di criminalità organizzata.

Alla base dell’agguato vi erano i contrasti generati dall’azione estorsiva tentata in danno due imprenditori operanti in Valle d’Aosta, ma originari di San Giorgio Morgeto, promossa da esponenti della cosca Facchineri. Per tale tentativo di estorsione, svolto mediante atti intimidatori e lettere minatorie, sono stati condannati in via definitiva Giuseppe Facchineri “il professore”, Chemi Giuseppe e Raffa Roberto, tutti destinatari dell’odierno provvedimento in qualità di appartenenti alla cosca Facchineri.

In particolare, in uno dei due episodi, l’imprenditore vittima dell’estorsione si era rivolto ai fratelli Raso, Michele, Salvatore e Vincenzo, cui aveva richiesto un aiuto per evitare le pretese dei Facchineri. Proprio il conseguente intervento dei Raso in favore dell’imprenditore sangiorgese li ha posti in netto contrasto con Giuseppe Facchineri e i suoi sodali, gettando le premesse per l’omicidio di Salvatore Raso.

Gli esiti delle investigazioni condotte dai carabinieri di Taurianova  hanno consentito una più approfondita chiave di lettura della vicenda estorsiva, collocandola nel contesto mafioso poiché volta, da una parte, a far conseguire ai Facchineri l’illecito vantaggio economico dell’estorsione e, dall’altra, ad affermare il principio che, pur operando in altra regione d’Italia, le attività economiche condotte da soggetti originari del sangiorgese devono dare conto alla famiglia mafiosa predominante nell’area di provenienza, i Facchineri.

Gli indagati

Al termine delle indagini preliminari la Dda ha messo sotto indagine 18 persone.

  1. Giuseppe Facchineri
  2. Giuseppe Chemi
  3. Roberto Raffa
  4. Michele Raso
  5. Vincenzo Raso
  6. Vincenzo Facchineri
  7. Vincenzo Raffa
  8. Giorgio Raffa
  9. Giuliano Sorbara
  10. Mario Gaetano Agostino
  11. Raffaele Sorbara
  12. Tommaso Fazari
  13. Giuseppe Facchineri
  14. Salvarore Facchineri 
  15. Veronica Fonte
  16. Gianluca Cammareri
  17. Maurizio Napoli 
  18. Michele Fonte

Tutti hanno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie, documenti, chiedere al pm di compiere atti di indagine o farsi interrogare.