lunedì,Novembre 23 2020

Incidente ferroviario a Lodi, un errore umano la causa della morte di Cicciù?

La procura indaga per disastro colposo, omicidio e lesioni colpose, per ora a carico di ignoti

Incidente ferroviario a Lodi, un errore umano la causa della morte di Cicciù?

Frecciarossa deragliato, si segue la pista dell’errore umano. Nella tragedia è morto il macchinista reggino Giuseppe Cicciù. La procura di Lodi indaga per disastro colposo, omicidio e lesioni colpose, per ora a carico di ignoti. I due macchinisti, Cicciù ed il collega Mario Di Cuonzo, che nell’incidente hanno perso la vita, avevano ricevuto un fonogramma che segnalava come un evento anomalo sulla loro linea fosse stato sistemato.

A più di 24 ore dalla tragedia del treno Frecciarossa deragliato a Lodi, nel quale sono morti i due macchinisti, continuano le indagini e propendono per uno sbaglio di un tecnico.

«Stiamo verificando l’ipotesi dell’errore umano, che potrebbe essere legato ai lavori di manutenzione. Se vengono fatti, è perché qualcosa si è rotto» afferma il capo della procura di Lodi Domenico Chiaro. Secondo il magistrato l’incidente non è stato causato da un guasto improvviso dovuto all’imprudenza del macchinista. Se lo scambio fosse stato posizionato in modo corretto, afferma il magistrato, il treno avrebbe continuato a correre fino a Salerno.

Il treno è in marcia alle 5.34, un minuto dopo la tragedia. Ma fino a poco prima c’erano stati dei lavori vicino al binario dove il locomotore del Frecciarossa ha sterzato a sinistra e si è schiantato: avrebbero sostituito o riparato un deviatoio, ovvero un pezzo dello scambio.

Una volta terminato il lavoro il caposquadra informa la sede di Livraga, la quale a sua volta riferisce alla Direzione territoriale di Bologna responsabile del traffico su quel tratto di linea dell’alta velocità. A questo punto entra in gioco il sistema Ertms (European Rail Traffic Management System) utilizzato dal gestore della Rete per comunicare con i treni, viene inserito un fonogramma (come riporta La Repubblica) che riferisce, tra l’altro, che lo scambio è stato lasciato “in posizione normale”.

I due macchinisti del Frecciarossa lo leggono e procedono: il treno può viaggiare tranquillamente a 292 km all’ora, che è la velocità consentita in quel tratto dal sistema Ertms. Se volessero superare il limite, il sistema, completamente automatizzato, li frenerebbe.

Tornando a chi ha fatto i lavori: si tratta di operai interni a Ferrovie quelli impegnati nell’intervento di manutenzione ordinaria ciclica. Considerato che il regolamento Rfi impone di registrare tipo di operazione effettuata e orari, i manutentori sono stati identificati e ascoltati dagli agenti della Polfer. Gli uomini hanno dichiarato di aver fatto il loro lavoro.

Lo scambio però non ha funzionato a dovere. Potrebbe essere stata proprio la posizione errata dello scambio ad aver causato l’incidente in cui sono morti i due macchinista. Era aperto e invece avrebbe dovuto essere chiuso.