Il 118 non risponde. Anziana muore per le esalazioni di un incendio

Gioiosa Jonica, secondo i familiari la donna respirava ancora quando era stata tratta in salvo dalla fiamme
Gioiosa Jonica, secondo i familiari la donna respirava ancora quando era stata tratta in salvo dalla fiamme
Foto di repertorio

Dal 118 nessuna risposta per più di un’ora e mezza. Così un’anziana donna è morta a Gioiosa Jonica, a causa delle esalazioni di un incendio divampato in casa per motivi in corso d’accertamento.

A denunciare i fatti dalla sua pagina Facebook Giuseppe Coluccio, assessore comunale della cittadina e nipote dell’anziana. «Nella Locride non esiste il diritto alla vita ma solo l’obbligo alla morte – scrive – dalle 7.15 alle 8.45 il 118 non ha mai risposto al telefono. Nessuno potrà restituirmi mia nonna ma vi assicuro che chi ha responsabilità ne pagherà le conseguenze».

Si chiamava Maria Rosa Napoli, la signora “Rosina”, 97 anni ed autosufficiente. Ieri mattina in casa sua è divampato un incendio, nonostante tutto la signora è stata portata in salvo dalle fiamme dal figlio mentre ancora respirava, come testimoniano i parenti. Ma non è riuscita comunque a salvarsi. Rosina è stata soccorsa dai familiari che hanno iniziato a chiamare il numero d’emergenza del 118 dalle 7.15 alle 8.45, non ricevendo risposta. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri ed i vigili del fuoco anch’essi cercando di contattare il 118, ma invano.

Secondo i primi accertamenti la morte sarebbe stata causata dalle inalazioni tossiche dovute all’incendio e dalle conseguenze di un trauma cranico riportato nel corso dell’episodio. Oggi pomeriggio nella chiesa di Santa Caterina di Gioiosa l’ultimo saluto alla signora Rosina, con la tristezza e il rammarico, e forse anche la consapevolezza che, ancora una volta, qualcosa è andato storto in un sistema sanitario come quello della locride che fa acqua da tutte le parti e che ogni giorno mostra le sue pecche. Un sistema che lascia le vittime come topi in trappola, come in questo caso, senza scampo.