martedì,Settembre 22 2020

«Un macchinista non muore mai». Il ricordo commosso dei colleghi di Cicciù

La voce dei colleghi è rotta da lacrime e incredulità: «Ti parliamo come se fossi davanti a noi, come se fosse un incubo da cui svegliarsi, ma non è così: tu eri quello che faceva muovere il treno, eri quello che faceva gol; abbiamo perso un fratello, siamo tutti più soli».

«Un macchinista non muore mai». Il ricordo commosso dei colleghi di Cicciù

«Un macchinista non muore mai, cambia solo deposito, non cambia mestiere».

Con queste parole i colleghi di Giuseppe Cicciù, morto a 51 anni alla guida del Frecciarossa deragliato giovedì scorso vicino a Lodi, hanno salutato per l’ultima volta quell’uomo che era riuscito a farsi spazio nel cuore di ognuno di loro. 

Un funerale intenso che ha lasciato un ricordo indelebile di Giuseppe, un giovane amato e stimato «per la sua lealtà, il suo sorriso, la sua generosità» e il lungo corteo di colleghi presenti lo ha dimostrato.

«Peppe era arrivato da Reggio Calabria per realizzare il suo sogno di diventare ferroviere come il padre».

La voce dei colleghi è rotta da lacrime e incredulità: «Ti parliamo come se fossi davanti a noi, come se fosse un incubo da cui svegliarsi, ma non è così: Dio ci ha privati della tua meravigliosa presenza, ma non del tuo ricordo; eri sempre alla ricerca dell’efficienza, ogni attività è importante, ma tu eri quello che faceva muovere il treno, eri quello che faceva gol; abbiamo perso un fratello, siamo tutti più soli».

Un ultimo saluto carico di tensione mista a rabbia perché, come ha ben sintetizzato l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, attraverso don Giuseppe a cui ha affidato un messaggio in sua assenza, la moglie Paola e il figlio adolescente, seduti accanto alla madre della vittima, «sono troppo giovani per restare soli».

Rigoroso il silenzio dei vertici dell’azienda presenti come il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, e dei vertici di Ferrovie dello Stato Gianluigi Castelli e Gianfranco Battisti, Trenitalia Orazio Iacono e Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile.