martedì,Dicembre 1 2020

Il dramma di Maria Antonietta Rositani: «Medicazioni senza anestesia e paura di vendette»

A causa dell'emergenza coronavirus, la donna sarà trasferita in un nuovo reparto con altre persone in stanza. Lei ora trema: «Ho paura. Voglio tornare a Reggio dai miei cari»

Il dramma di Maria Antonietta Rositani: «Medicazioni senza anestesia e paura di vendette»

Il dramma di Maria Antonietta Rositani: «Medicazioni senza anestesia e paura di vendette». A causa dell’emergenza coronavirus, la donna sarà trasferita in un nuovo reparto con altre persone in stanza. Lei ora trema: «Ho paura. Voglio tornare a Reggio dai miei cari, non mi sento di stare».

È l’appello lanciato da Maria Antonietta Rositani dalla trasmissione di Rai Uno, condotta da Eleonora Daniele, “Storie italiane”. Un appello che la donna, il cui marito, un anno fa tentò di bruciare viva, era stato anticipato su Facebook. Nel corso della trasmissione la donna ha spiegato: «Sposteranno il reparto di chirurgia plastica in un padiglione vecchio, e io andrei a stare in cameroni da 8/9 persone o da 4 letti, e questo mi porta tantissima paura.

Io vivo nel terrore che possa venire qualcuno, che mi venga mandato qualcuno. da questo punto di vista ringrazio il maggiore Minelli ed il suo tenente ,che mi sono stati accanto finora». La donna immagina che il marito possa avere avuto dei complici e che qualcuno possa tornare a farle del male.

E poi c’è il problema della cosa fisicamente più dolorosa, le medicazioni a cui è costretta per via delle ferite che le hanno devastato il corpo. «Mi han detto che trasferendomi non potrò più fare le medicazioni nella sala operatoria, e a me non va bene perchè io non ce la faccio senza l’anestesia, sento tantissimo dolore. Chiudendo gli occhi non vedo e non sento. Questo vuol dire che o cambio io o devo morire di dolore».

È arrabbiata e delusa, non vuole stare più a Bari, vuole tornare a casa. Un anno fa, il 12 marzo 2019, l’ex marito Ciro Russo che stava scontando i domiciliari per maltrattamenti in casa, esce e fa 500 chilometri in auto e arriva dalla lei. Dopo averla insultata al telefono già al mattino presto, mentre la donna appresa la notizia che il marito era evaso, tenta di recarsi dai carabinieri, arriva, la sperona con l’auto, le blocca l’uscita dal lato guida e dà fuoco all’auto ed alla donna. Lei però si salva la vita: quel giorno pioveva e infila la testa dentro una pozzanghera piena d’acqua e, per miracolo, con una incredibile voglia di vivere, riesce a salvarsi.

Fa un appello al Gom di Reggio Calabria, Maria Antonietta affinchè «mi possa accogliere, la chirurgia generale mi possa garantire che possa stare bene nella mia città. Tutta la mia famiglia in questo momento è a Reggio, io sono sola qui, la mia famiglia è a Reggio. È brutto, non ho più voglia di andare avanti. Non sono autosufficiente, anche aprire una bottiglia per me è un problema. È tutto più pesante non ce la faccio più, voglio tornare a Reggio. Mi auguro che questi appelli possano servire a intenerire il cuore di qualche dottore, non è possibile che io debba morire per coronavirus dopo tanti sacrifici».

Nessuna richiesta ufficiale ma un urlo di dolore e una preghiera «Se c’è qualcuno che si prende in carico Maria Antonietta, ben venga – aggiunge nel corso delle diretta skype, il professore Giuseppe Giudice dall’ospedale di Bari – perchè purtroppo a breve verrà trasferita presso un reparto che non centra nulla con i grandi ustionati».

Sicuramente l’amore e l’affetto dei familiari, i figli in primis, a Reggio potrebbero colmare tutte quelle mancanze dovute alla lontananza e sedare dolore e paura. Certo è che la situazione al Gom di Reggio Calabria è tutta in divenire, non si sa, da qui a pochi giorni che cosa potrebbe succedere a causa dell’emergenza coronavirus.