venerdì,Ottobre 30 2020

De Raho e Gratteri lanciano l’allarme: «Tonnellate di cocaina pronte per il mercato»

L'allarme lanciato dai due procuratori a pochi minuti di distanza. «Il rischio è legato alla maggiore facilità di muoversi che hannoi trafficanti in questa fase di emergenza».

De Raho e Gratteri lanciano l’allarme: «Tonnellate di cocaina pronte per il mercato»

Sia Cafiero De Raho che Nicola Gratteri lanciano l’allarme sul possibile intensificarsi del traffico di droga in piena emergeza Coronavirus.

«Ad alto livello le mafie continuano a muoversi sui porti della fasci tirrenica nazionale, su quelli spagnoli o quelli del nord Europa, come Anversa o Rotterdam. In quei porti i container con tonnellate di cocaina continuano ad arrivare e vengono poi immesse nel mercato». Lo ha detto il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24.

«La criminalità del trasporto dei grandi quantitativi di stupefacenti in questo momento ha maggiore facilità a muoversi, laddove l’attenzione è tutta rivolta a contrastare i traffici di mascherine e materiale di protezione c’è probabilmente un allentamento sugli altri fronti. Su questo bisogna prestare attenzione se fino al mese scorso venivano sequestrate tonnellate di cocaina e oggi non vengono sequestrate evidentemente c’è qualcosa che non va – ha concluso – La criminalità ha continuato a importare e esportare sostanze stupefacenti e bisogna mantenere il controllo altissimo».

E dichiarazioni dello stesso tenore sono state rilasciate dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri a Circo Massimo di Radio Capital. «In Colombia, Bolivia e Perù – ha detto – c’è difficoltà a reperire precursori chimici, che vengono dalla Cina, per lavorare la pasta di coca. La produzione quindi è rallentata, ma sono tanti i depositi di tonnellate di cocaina… pensate alla Spagna, dove ci sono colonie di colombiani che hanno stoccato anche dieci tonnellate, e all’Afghanistan, dove ci sono tonnellate di eroina pronte ad arrivare in Europa. Il problema non c’è. La riprova che non c’è crisi è il prezzo, che è rimasto invariato».