domenica,Luglio 3 2022

Coronavirus a Reggio Calabria, Imbalzano: «Usiamo la campionatura a quartiere, come nel “modello veneto”»

Il consigliere comunale dalla Lega propone «una via integrativa al vitale approccio di distanziamento e isolamento sociale»

Coronavirus a Reggio Calabria, Imbalzano: «Usiamo la campionatura a quartiere, come nel “modello veneto”»

“Il dossier pronto, risultato da approfondimenti scientifici di riferimento autorevole, indica – è il ragionamento offerto da Emiliano Imbalzano, Coordinatore cittadino della Lega Salvini Premier a Reggio Calabria – una via integrativa al vitale approccio di distanziamento e isolamento sociale.

Al netto dei pazienti Covid che necessitano di ricovero nei reparti ospedalieri loro dedicati e di attente cure delle quali si occupa la nostra straordinaria classe medica e paramedica, esistono, nella provincia di Reggio Calabria 140 positivi al Covid-19 che mostrano paucisintomatologia: non hanno, quindi, tosse, febbre o altri segni di malessere, ma, ciononostante, non perdono la loro carica di contagiosità.

Poiché tanto si gioca sull’”indice di contagiosità” o “indice di riproduzione”, che le statistiche indicano nella media 1,4-3,9, (numero che indica il moltiplicarsi del virus per contagiato), lo stesso deve tendere allo zero dove e come si può. Dunque l’attenzione deve essere focalizzata su pazienti positivi in isolamento domestico impossibilitati a mantenere distanze effettive da conviventi e su tutti i positivi che non hanno sintomi, oltre che sulle persone uscite dal percorso ospedaliero, ma non ancora approdati alla negativizzazione e quindi alla guarigione virale”.

È una proposta – puntualizza il consigliere comunale leghista – dal fondamentale impatto sanitario. Per evitare che le competenze si articolino in maniera complessa sensibilizzeremo il sindaco nella sua funzione normata di autorità di Protezione civile e la Regione che può stimolare le Aziende sanitarie ad individuare le strutture ritenute idonee per numero posti disponibili, tipologia e localizzazione.

L’obiettivo è quello di evitare completamente contatti domestici ed azzerare, in tal modo, il famigerato indice. L’ideale dal punto di vista diagnostico ed epidemiologico sarebbe fare tamponi all’intera città. Purtroppo, però, chi sostiene questa giusta teoria, politicamente, non ha approfondito il tema. Al momento l’intera Calabria ha fatto meno di diecimila tamponi. Meno di 600 al giorno.

Se Reggio e la sua provincia da sole riuscissero a farne anche il doppio (impossibile) servirebbero sei mesi a mappare la sola città, con la consapevolezza che il tampone non immunizza da virus e le armi di cui disponiamo sono il distanziamento sociale, i test ed il tracciamento dei contatti. Con pesantissime sanzioni e pene a carico di coloro i quali non rispettassero le fondamentali misure di contenimento.

Realistico appare il “Modello Veneto” che ha dato importanti risultati: esso consiste nel fare campionature a quartiere per isolare gli asintomatici, con una particolare premura nei confronti delle categorie più esposte, dagli operatori sanitari alle forze dell’ordine, dai commessi della distribuzione, piccola e grande, ai conducenti dei mezzi pubblici. Proposte semplici, ma dall’enorme impatto sanitario.

Questa è una fase storica in cui è d’obbligo evitare polemiche, ma contribuire con un gesto, una parola, un proposito di valore finalizzato al sacrosanto dovere di restare uniti. I reggini stanno dimostrando, visto il contenimento del contagio, uno straordinario senso di responsabilità anche a fronte di comportamenti irresponsabili da parte dell’Amministrazione comunale e che si concretizzano nella difficoltà, roba da non credere, in molte aree della città nell’approvvigionamento idrico domestico: una situazione inaccettabile e paradossale.

Chi cerca medaglie di merito in un periodo del genere, a qualsiasi livello istituzionale, si accorgerà presto, e ancora, che il linguaggio retorico – è il rimprovero conclusivo mosso da Emiliano Imbalzano – in tempi di solidarietà e quindi di sostanza resta solo esercizio comunicativo per fini autocelebrativi».

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