Coronavirus, Lusi: «A Reggio Calabria gli anziani nelle rsa abbandonati a loro stessi»

In un'intervista al Corriere il generale dei Nas spiega: «In soli tre mesi abbiamo effettuato 1.572 ispezioni, il 30% delle quali su incarico della magistratura. In 182 casi abbiamo riscontrato gravi irregolarità. Denunciate 136 persone»
In un'intervista al Corriere il generale dei Nas spiega: «In soli tre mesi abbiamo effettuato 1.572 ispezioni, il 30% delle quali su incarico della magistratura. In 182 casi abbiamo riscontrato gravi irregolarità. Denunciate 136 persone»

Sono gli anziani ancora un volta le vittime silenziose, abbandonate nelle rsa trasformate in lager, come è accaduto nella città dello Stretto. Un Paese in cui i casi venuti a galla sono solo punta dell’iceberg di una situazione che riguarda in generale le rsa.

Proprio da queste strutture sono arrivati la maggior parte dei contagi veri e propri focolai del virus, che si è poi diffuso ovunque. Da qui la spinta all’Arma dei Carabinieri e ai Nas per fare sopralluoghi di verifica sulle condizioni di queste strutture. Come ha chiarito al Corriere della Sera, il generale di divisione Adelmo Lusi, a capo dei 38 nuclei territoriali dei Nas e anche membro permanente dell’Unità di crisi fin dall’inizio dell’emergenza., «In soli tre mesi abbiamo effettuato 1.572 ispezioni – afferma – il 30% delle quali su incarico della magistratura. In 182 casi abbiamo riscontrato gravi irregolarità e sono state denunciate 136 persone».

I risconti sono dei tipi più differenti: dalla mancanza di autorizzazioni all’igiene precaria dei locali, fino alle violazioni delle norme anti-Covid; e ancora personale addetto all’assistenza degli ospiti non era formato, senza mascherine, guanti, visiere e parascarpe. Ci sono state situazioni, come a Lecce e Reggio Calabria, dove ci siamo imbattuti in anziani abbandonati a loro stessi. Erano scappati, li avevano lasciati soli. E contagiati. Una cosa terribile».

Tra le altre violazioni riscontrate: 1.500 violazioni commerciali, 343 denunce, 700 provvedimenti amministrativi, più di 3 milioni e mezzo di mascherine sequestrate con 142 mila igienizzanti, 1.200 fra ventilatori e attrezzature per terapie intensive e sale operatorie requisiti, con quasi due milioni di confezioni di farmaci pronte per essere spedite altrove.