martedì,Ottobre 19 2021

Coronavirus, Lusi: «A Reggio Calabria gli anziani nelle rsa abbandonati a loro stessi»

In un'intervista al Corriere il generale dei Nas spiega: «In soli tre mesi abbiamo effettuato 1.572 ispezioni, il 30% delle quali su incarico della magistratura. In 182 casi abbiamo riscontrato gravi irregolarità. Denunciate 136 persone»

Coronavirus, Lusi: «A Reggio Calabria gli anziani nelle rsa abbandonati a loro stessi»

Sono gli anziani ancora un volta le vittime silenziose, abbandonate nelle rsa trasformate in lager, come è accaduto nella città dello Stretto. Un Paese in cui i casi venuti a galla sono solo punta dell’iceberg di una situazione che riguarda in generale le rsa.

Proprio da queste strutture sono arrivati la maggior parte dei contagi veri e propri focolai del virus, che si è poi diffuso ovunque. Da qui la spinta all’Arma dei Carabinieri e ai Nas per fare sopralluoghi di verifica sulle condizioni di queste strutture. Come ha chiarito al Corriere della Sera, il generale di divisione Adelmo Lusi, a capo dei 38 nuclei territoriali dei Nas e anche membro permanente dell’Unità di crisi fin dall’inizio dell’emergenza., «In soli tre mesi abbiamo effettuato 1.572 ispezioni – afferma – il 30% delle quali su incarico della magistratura. In 182 casi abbiamo riscontrato gravi irregolarità e sono state denunciate 136 persone».

I risconti sono dei tipi più differenti: dalla mancanza di autorizzazioni all’igiene precaria dei locali, fino alle violazioni delle norme anti-Covid; e ancora personale addetto all’assistenza degli ospiti non era formato, senza mascherine, guanti, visiere e parascarpe. Ci sono state situazioni, come a Lecce e Reggio Calabria, dove ci siamo imbattuti in anziani abbandonati a loro stessi. Erano scappati, li avevano lasciati soli. E contagiati. Una cosa terribile».

Tra le altre violazioni riscontrate: 1.500 violazioni commerciali, 343 denunce, 700 provvedimenti amministrativi, più di 3 milioni e mezzo di mascherine sequestrate con 142 mila igienizzanti, 1.200 fra ventilatori e attrezzature per terapie intensive e sale operatorie requisiti, con quasi due milioni di confezioni di farmaci pronte per essere spedite altrove.

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