sabato,Ottobre 31 2020

“Helios”, parla Falcomatà: «Noi sempre a tutela della legalità e del lavoro»

Il primo cittadino interviene sull'inchiesta riguardante Avr, difende assessori e consiglieri, attacca la stampa e lascia intendere una giustizia ad orologeria

“Helios”, parla Falcomatà: «Noi sempre a tutela della legalità e del lavoro»

«Oggi è stato notificato l’avviso di conclusione d’indagini ad alcuni membri della mia giunta e della mia maggioranza consiliare. Armando, Giovanni, Nino, Rocco e Filippo sono persone per bene che ogni giorno sacrificano se stessi, le loro famiglie, la loro professione ed il loro lavoro per la nostra città. Io sono una persona piena di dubbi nella vita, ma dopo averli visti e ascoltati, sono ancora più convinto che dimostreranno la loro estraneità da ipotesi di reato che appaiono infondate». Così si esprime il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, circa l’inchiesta “Helios” che ha portato ad un avviso di conclusione indagini preliminari nei confronti di 13 persone.

«Se la mia amministrazione si è interessata al bene dei dipendenti Avr, come abbiamo sempre fatto per tutto ciò che riguarda la tutela del lavoro in questa città; se ha cercato di garantire le cure mediche per i figli di questi dipendenti con gravi disabilità; se si è interessata alla straordinaria esperienza di integrazione sociale quale la Coop rom 95, su cui tutta la città si è mossa e che purtroppo oggi si trova in grande difficoltà, ebbene, allora siamo tutti colpevoli! Calunniosi e diffamanti – rimarca Falcomatà – sono gli accostamenti di alcune testate giornalistiche alla ‘ndrangheta. A nessuno di loro è mosso alcun addebito di reato associativo e quel filone di inchiesta non riguarda l’amministrazione che ho l’onore di guidare».

«L’azione della mia amministrazione – sottolinea il primo cittadino – si è mossa sempre e solo per la tutela della legalità e del lavoro. In questa direzione, la scelta di pubblicizzare tutti i servizi essenziali, strada che abbiamo già percorso e che continueremo a percorrere fino in fondo».

In conclusione una frase sibillina che sembra voler rimandare ad una giustizia “ad orologeria”: «Noi combattiamo ogni giorno, senza sosta, contro nemici visibili e invisibili, senza risparmiarci neanche quando l’esito della lotta appare incerto. Questa è la missione di un amministratore e di fronte a questa missione non ci sono “orologi” che tengano».