Inchiesta libera fortezza, tornano in libertà Claudio Circosta e Mariaconcetta Tibullo

Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha disposto la scarcerazione dell'uomo e annullato l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari applicata alla donna
Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha disposto la scarcerazione dell'uomo e annullato l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari applicata alla donna

Il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria, accogliendo le istanze degli avvocati Guido Contestabile, Federica Bellamena e Domenico Bellocco, ha scarcerato Claudio Circosta, 35 anni, di Polistena indagato nel procedimento Libera Fortezza e, accogliendo le istanza degli avvocati Guido Contestabile e Francesco Giovinazzo, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Mariaconcetta Tibullo, moglie del presunto capo cosca Luigi Versace, relativamente all’accusa di appartenenza alla consorteria mafiosa facente capo al marito.

Le accuse

L’accusa per Circosta era quella di avere il compito di monetizzare e versare gli assegni consegnati agli usurai dalle vittime. Ciò avrebbe reso difficilmente individuabile la circolazione dei titoli ed avrebbe assicurato agli usurai attraverso la costante disponibilità ad utilizzare le proprie risorse economiche ed il proprio conto corrente per la realizzazione dei profitti dell’associazione. Circosta era, inoltre, accusato di riciclaggio aggravato dal fine di agevolare la consorteria mafiosa, perché in concorso tra con il fratello coindagato Francesco Circosta (già rimesso in libertà dal Tribunale della Libertà lo scorso 3 luglio) avrebbe sostituito con denaro contante, derivante principalmente dai ricavi dell’attività commerciale di famiglia, un imprecisato numero di assegni loro consegnati da Rao Vincenzo, titoli provenienti da attività delittuosa.

La Tibullo, invece, secondo le accuse, aveva il compito di prestare ausilio all’operatività del sodalizio, in particolare coadiuvando il marito nell’imposizione e nel mantenimento di una situazione di monopolio economico nel settore merceologico di bar-pasticceria nel territorio polistenese, con estromissione di terzi interessati ad avviare attività imprenditoriali potenzialmente concorrenziali.

Pertanto il 16 giugno scorso, il Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, Dott.ssa Caterina Catalano, su richiesta della locale Procura Distrettuale aveva applicato la massima misura cautelare a Circosta e quella domiciliare alla Tibullo.

La difesa e la decisione del Riesame

Il Riesame, ha tuttavia annullato l’ordinanza di custodia cautelare resa nei confronti di Claudio Circosta rimettendolo, immediatamente, in libertà per inconsistenza del quadro probatorio elevato a suo carico e annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Tibullo Mariaconcetta per quanto riguarda il reato associativo.

Il Tribunale reggino ha accolto le tesi difensive dei difensori di fiducia, gli avvocati Federica Bellamena, Guido Contestabile, Francesco Giovinazzo e Domenico Bellocco del foro di Palmi, i quali hanno illustrato come i procedimenti a supporto dell’ordinanza di custodia cautelare, non dimostrassero l’esistenza di una cosca Versace-Longo, poiché le richiamate sentenze in ordinanza (Scacco matto e Tirreno) evidenziano, infatti, una netta spaccatura tra i Longo e i Versace. Pertanto, la difesa eccepiva l’inesistenza della cosca Versace operante sul territorio di Polistena.

Per quanto concerne, poi, le contestate condotte di riciclaggio, è emersa l’estraneità dell’uomo alla pattuizione usuraria e ai relativi pagamenti ed anche alla stessa presunta associazione che si fondava, in principalità su un dato di carattere familiare. In ordinanza, infatti, non veniva riportata alcuna frequentazione con gli altri solidali. Il Tribunale reggino ha riservato le motivazioni della decisione in 45 giorni e, nei prossimi giorni, verranno discusse le altre posizioni dei soggetti indagati nel medesimo procedimento.