martedì,Settembre 29 2020

Usura, la Cgia di Mestre: 2mila imprese reggine a rischio chiusura

L'allarme del procuratore nazionale antimafia: «Così la 'Ndrangheta si prende le imprese sul territorio»

Usura, la Cgia di Mestre: 2mila imprese reggine a rischio chiusura

di Francesco Bolognese – Niente e nessuno passa inosservato. Il post covid è sotto la lente di ingrandimento degli investigatori che osservano, scrutano, ascoltano, relazionano. L’allerta c’è e a darne contezza, in un’intervista rilasciata al quotidiano Avvenire, è il Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho: «Ci sono indagini che evidenziano come le mafie, in particolare la ’ndrangheta, tentino sempre di impossessarsi delle imprese entrando col prestito e con l’usura. È un’altra conferma, seppure al momento sporadica; siamo solo agli inizi, e quindi il monitoraggio delle indagini ancora non evidenzia la gravità del fenomeno, ma è evidente il percorso da sempre praticato dalle mafie, quindi in una situazione come l’attuale ci aspettiamo sicuramente qualcosa di più significativo. Proprio per questo l’allarme che era stato lanciato era anche finalizzato a interventi urgenti di sostegno immediato alle imprese più bisognose, più esposte, per evitare che finiscano in mano ai mafiosi».

A corroborare la tesi dell’autorità giudiziaria giunge uno studio della CGIA di Mestre secondo cui «le scadenze fiscali spesso sono l’ “innesco” per molte aziende a corto di liquidità a “contattare” o a essere “contattate” dalle organizzazioni criminali, che da sempre possono contare su importanti disponibilità di denaro proveniente da attività illegali». Il quadro è ancora più frastagliato e per certi versi drammatico per quei territori, «come il Sud, in cui al 31 marzo di quest’anno sono localizzate il maggior numero di imprese affidate con sofferenze. In totale erano 80.500, contro le 59.659 del Centro, le 57.325 del Nordovest e le 39.369 del Nordest».

Per quanto concerne le province «la situazione più critica si presenta a Roma con 18.041 imprese in difficoltà a restituire i prestiti contratti, seguono Milano con 13.240, Napoli con 11.004 e Torino con 8.328, la Città dei Bronzi conta 2.024 imprese (0.9%)”. Per evitare che queste imprese cadano in mani sbagliate, secondo gli artigiani triestini, è necessario incentivare il ricorso al “Fondo per la prevenzione” dell’usura, uno strumento, quest’ultimo, presente da decenni, ma poco utilizzato, anche perché sconosciuto ai più e, conseguentemente, con scarse risorse economiche a disposizione».