lunedì,Ottobre 26 2020

Operazione Gear, scarcerata Maria Teresa Fazari

La donna, difesa dagli avvocati Alvaro e La Rosa, era stata arrestata per favoreggiamento nell'ambito dell'inchiesta antimafia

Operazione Gear, scarcerata Maria Teresa Fazari

Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, in accoglimento dell’istanza avanzata dagli avvocati Andrea Alvaro e Girolamo La Rosa, ha scarcerato Maria Teresa Fazari, giovane donna di Gioia Tauro, arrestata in precedenza per i reati di favoreggiamento e di procurata inosservanza di pena nell’ambito dell’Operazione denominata Gear. Il Pubblico Ministero aveva espresso parere favorevole sull’istanza avanzata dai difensori. 

Alla fine di luglio scorso era stata eseguita dalla Procura Distrettuale l’ordinanza di custodia cautelare con cui era stato disarticolato un presunto sodalizio che aveva stabilito la sua base nevralgica in una cava di inerti ubicata a Gioia Tauro, la cui finalità prioritaria era quella di agevolare la latitanza di pericolosi boss della ’ndrangheta sottrattisi, nel corso del tempo, ai relativi provvedimenti di cattura emessi dall’Autorità Giudiziaria. Alla signora Fazari veniva contestato il ruolo di “vivandiera”, in quanto si riteneva che la stessa avesse provveduto a cucinare stabilmente per i latitanti, presenti all’interno di un’unità abitativa prossima all’abitazione della donna. 

Gli avvocati Alvaro e La Rosa avevano sostenuto che le esigenze cautelari, per una pluralità di ragioni, si fossero affievolite, invocando la sostituzione della misura custodiale degli arresti domiciliari con altra, meno gravosa, di natura obbligatoria. Il Gip ha condiviso le argomentazioni difensive e ha applicato nei confronti della Fazari la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.