lunedì,Ottobre 26 2020

Decesso Zema, nuovo rinvio del processo alla Catalfamo

L'attuale assessore regionale indagata per omicidio colposo in qualità di ex dirigente del settore viabilità della provincia reggina

Decesso Zema, nuovo rinvio del processo alla Catalfamo

Nuovamente rinviato, stavolta al 20 gennaio 2021, il processo per la morte di Carmelo Zema che vede alla sbarra, per i reati di omicidio colposo e omissione d’atti d’ufficio, l’assessore regionale della Giunta Santelli alle Infrastrutture, Pianificazione e sviluppo territoriale e Pari Opportunità, Domenica Catalfamo. Oggi, mercoledì 23 settembre 2020, avanti la prima sezione penale del Tribunale di Reggio Calabria, presieduta dal giudice Fabrizio Forte, era in programma un’udienza dibattimentale in cui, come richiesto dai difensori dell’imputata, il Consulente Tecnico d’Ufficio della Procura doveva essere sentito in particolare dal Consulente Tecnico di Parte nominato della difesa. Peccato che mancassero entrambi, di qui l’inevitabile ed ennesimo rinvio: il 30 ottobre 2019 l’udienza era già stata rinviata, sempre per l’assenza per legittimo impedimento del Ctpdell’assessore, al 18 marzo e poi ri-calendarizzata causa Covid ad oggi. Per i familiari di Zema l’attesa della giustizia sta diventando infinita, la tragedia risale al 2015: nel frattempo, uno dei fratelli della vittima è mancato.

Il 23 febbraio 2015, a mezzanotte, Zema, 67 anni, stava percorrendo in direzione mare-monte la Provinciale 22, altra arteria la cui pericolosità, a Montebello Jonico, il paese della vittima, e in tutto il Reggino è tristemente nota. All’improvviso, in località Moro della borgata Masella del comune di Montebello, all’altezza del km 7,800, il 67enne ha perso il controllo della sua Fiat Punto che ha cozzato contro il parapetto, abbattendone una parte. A questo punto, secondo la ricostruzione operata dai carabinieri, l’automobilista è sceso per verificare i danni, si è portato sul lato destro e si è appoggiato al muretto di protezione, che però si è sbriciolato, crollando e facendolo precipitare nel precipizio sottostanteun volo fatale. I familiari non hanno accettato la tesi sbrigativa della disgrazia: troppe le morti e le tragedie sfiorate su quell’arteria da brivido, su cui ha rischiato di morire anche il parroco del paese. Per fare piena luce sui fatti, tramite l’area manager Diego Tiso, si sono quindi rivolti a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che li assiste unitamente all’avv. del Foro di Bari Aldo Maria Fornari, ed è stata presentata una denuncia alla Procura di Reggio Calabria, la quale ha aperto un procedimento penale iscrivendo nel registro degli indagati l’ing. Catalfamo, in qualità di dirigente responsabile del settore “Viabilità” della Provincia.