sabato,Ottobre 24 2020

‘Ndrangheta, colpo contro la cosca Alvaro di Sinopoli: 9 arresti

Quattro persone sono finite in carcere, cinque agli arresti domiciliari. Perquisizioni e sequestri in tutta Italia

‘Ndrangheta, colpo contro la cosca Alvaro di Sinopoli: 9 arresti

È in corso dalle prime ore di questa mattina un’operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, finalizzata all’esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare, di cui 4 in carcere e 5 agli arresti domiciliari, emesse nei confronti dei capi, elementi di vertice e prestanomi di una pericolosa articolazione di ‘Ndrangheta operante a Sant’Eufemia d’Aspromonte [RC] – funzionalmente dipendente dalla potente cosca ALVARO imperante a Sinopoli [RC] San Procopio [RC], Cosoleto [RC], Delianuova [RC] e zone limitrofe – ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa [cosca ALVARO], trasferimento fraudolento di valori ed autoriciclaggio, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di P.S. di Palmi [RC], coadiuvati dagli operatori della Divisione Polizia Anticrimine della Questura, dei Reparti Prevenzione Crimine e di diverse Squadre Mobili del Centro e Nord Italia, stanno eseguendo anche numerose perquisizioni e sequestri di imprese, esercizi commerciali, appartamenti e terreni. Impiegati un centinaio di agenti della Polizia di Stato.

“Eyphemos II” è il nome dato all’operazione nel corso della quale, dalle prime ore di questa mattina, gli investigatori della Polizia di Stato hanno eseguito arresti, perquisizioni e sequestri di imprese, società, bar, ristoranti e beni immobili, per circa 2 milioni di euro, in provincia di Reggio Calabria, Ancora, Pesaro Urbino e nella città di Milano, nei confronti di capi e gregari dell’articolazione della ‘ndrangheta operante a Sant’Eufemia d’Aspromonte. L’inchiesta della D.D.A. di Reggio Calabria fa luce su un’ampia serie di delitti posti in essere per occultare i beni derivanti dalle attività delittuose e colpisce il complesso imprenditoriale, societario e immobiliare utilizzato dal boss Domenico Laurendi e da altri sodali di rilievo dell’organizzazione mafiosa [arrestati nello scorso mese di febbraio nell’ambito dell’operazione Eyphemos] per infiltrarsi negli appalti, ripulire i proventi illeciti, penetrare nel tessuto economico-commerciale e mascherare i beni stessi da apprensioni giudiziarie, nonché per affermare il potere territoriale della cosca ed amplificarne quello economico. Con l’accusa di aver aiutato questo sistema criminale sono stati arrestati per concorso esterno in associazione mafiosa, un commercialista, un imprenditore e un’impiegata. Altri soggetti sono stati arrestati per fittizia intestazione di beni e autoriciclaggio.