sabato,Ottobre 24 2020

Così il Covid sta aiutando il “welfare mafioso” anche a Reggio Calabria

La pandemia ha accentuato le attività illegali legate a usura e riciclaggio. Le mafie sfruttano l'emergenza per avvicinare gli imprenditori e inquinare ancor più l'economia

Così il Covid sta aiutando il “welfare mafioso” anche a Reggio Calabria

di Francesco Bolognese – Fare affari(sporchi), sempre e comunque. Ancor di più in tempi di pandemia. Le consorterie mafiose hanno fiutato le “prede.”
A darne ulteriore contezza è l’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura il quale, nel rendere nota la Relazione annuale 2020 racket ed usura nell’emergenza covid, stigmatizza che “dallo scorso mese di marzo è accaduto un vero e proprio evento tragico e portatore di immani conseguenze negative, l’espansione del c.d. “welfare mafioso di prossimità”, ovvero quel sostegno attivo alle famiglie degli esercenti attività commerciali e imprenditoriali in difficoltà o in crisi di liquidità.”

Tutto ciò «in cambio di future connivenze, con la non remota possibilità di infiltrarsi ulteriormente nel tessuto economico».
Questa “emergenza” nell’emergenza sanitaria ha indotto il Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura, ad accelerare la sua azione. “Nel corso del 2020, rendono noto dal Viminale, il Comitato si è riunito 33 volte, utilizzando collegamenti in videoconferenza. Quasi 1600 le posizioni esaminate, cui è seguita la deliberazione di concessione di quasi 19,5 milioni di euro tra elargizioni e mutui”.

La “geografia” delle elargizioni alle vittime di racket vede in testa la Campania (circa 5 mln di euro) seguita dalla Puglia (circa 4 mln di euro) e dalla Sicilia (1,7 mln di euro).
Per quanto concerne le vittime di usura, il “podio” rimane invariato per la prima posizione, sempre appannaggio della Campania(circa 1 mln di euro l’importo erogato per mutui), seguita dalla Puglia (667mila euro) e dalla Sicilia (374mila euro).

La somma deliberata nel 2020 per la Calabria ammonta a 1,630 mln di euro, cosi suddivisa: 1,605 per le vittime delle estorsioni e 25mila circa per l’usura. I decreti in favore delle vittime di estorsione, dall’01 gennaio al 31 agosto 2020, sono stati 169, di cui 26 per la Calabria, tra questi ultimi 8 per la città metropolitana; mentre quelli per le vittime dell’usura sono stati 22, di cui 2 per la Calabria, di questi ultimi 1 per la città metropolitana.
Questi reati(racket ed usura), peraltro particolarmente odiosi, hanno dimensioni notevoli.